
(AGENPARL) – mar 07 gennaio 2025 COMUNICATO STAMPA
ACCA LARENZIA, RAMPELLI (VPC-FDI): COMMISSIONE D’INCHIESTA PARLAMENTARE CHE
ACCERTI CHI HA ARMATO I RAGAZZI RAGAZZI
“È giunta l’ora di condividere questa memoria, senza ipocrisie. Memoria
comune che se non può più poggiarsi sulle sentenze dei tribunali deve
fondarsi sulla verità storica. E a questa si può ancora giungere attraverso
una commissione parlamentare d’inchiesta che accerti le responsabilità di
chi ha messo in mano a ragazzi di 18-20 anni armi da guerra, mitragliette,
esplosivi determinando una vera guerra civile strisciante. Non ci sono
troppe speranze di riaprire i processi, ma capire se c’è stata una mano che
ha mosso i fili della strategia della tensione sì, è possibile. Fare luce
sarà il modo per risarcire chi ha sofferto”.
È quanto scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli
di Fratelli d’Italia sul Messaggero di oggi primo firmatario della proposta
di legge di istituzione di una commissione d’inchiesta sulla violenza
politica tra gli anni ’70 e ’80 in occasione del 47^ anniversario della
strage di Acca Larenzia.
“Quarantasette anni in attesa di capire perché la mitragliera Skorpion che
uccise altre tre personalità politiche e sindacali, usata nell’azione
sanguinaria, non fu tracciata e non portò all’individuazione degli
assassini. È perfino banale che la parte offesa gridi ogni anno e in ogni
modo la sua indignazione per indagini fatte all’acqua di rose e per il
dolore che travolse un’intera generazione e i suoi figli, depositari del
racconto di una persecuzione subita nell’impunità dai propri genitori. La
strage di Acca Larenzia rappresenta per questa incredibile somma di
circostanze orribili un punto di non ritorno”.
“È giunta l’ora – ha concluso Rampelli – di condividere una memoria comune
che, se non può più poggiarsi sulle sentenze dei tribunali, deve fondarsi
su una verità storica che dia risposte alle morti assurde di ragazzi di
destra e di sinistra”.
“Rispetto all’episodio della targa ribadisco quanto già dichiarato, chi
vuole la pacificazione non prende a picconate le lapidi, a prescindere dai
loro contenuti, che io e la mia parte politica non condividiamo. Nella mia
cultura la vita e la morte contano più delle ideologie e avrei detto le
stesse cose a parti invertite, con un sindaco di destra che avesse
stabilito manu militari la rimozione di una targa alla memoria di un
ragazzo ucciso a vent’anni, seppure con contenuti totalmente non condivisi.
Ma già so che questa ipotesi non si sarebbe mai concretizzata”.