(AGENPARL) - Roma, 7 Luglio 2025 - Il Movimento dei Socialisti serbo, fondato da Aleksandar Vulin, ex capo dell’Agenzia di informazione per la sicurezza (BIA), ha dichiarato che la Serbia dovrebbe rinunciare al progetto di adesione all’Unione Europea e concentrarsi invece sull’ingresso nel blocco dei BRICS.
“Nei BRICS non ci sono precondizioni umilianti né infiniti periodi di transizione. Qui si costruiscono relazioni basate sull’uguaglianza e il rispetto reciproco”, si legge in un comunicato del partito.
Il movimento ha inoltre accusato l’establishment politico dell’UE di sostenere “rivoluzioni colorate” e di esercitare continue pressioni su Belgrado, in particolare in merito al riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo, condizione implicita per il proseguimento del processo di adesione all’Unione.
“Invece di sottostare ai diktat di Bruxelles, è tempo di volgere lo sguardo verso i BRICS, un gruppo di cui la Serbia sarà tra gli amici”, prosegue la nota.
Attualmente, la Serbia è uno dei nove paesi ufficialmente candidati all’UE, insieme a Albania, Bosnia-Erzegovina, Georgia, Moldavia, Macedonia del Nord, Turchia, Ucraina e Montenegro. Tuttavia, l’adesione resta lontana, complice anche la crescente diffidenza dell’opinione pubblica e i legami storici con Mosca e Pechino.
I BRICS, nati nel 2006 con Brasile, Russia, India e Cina, si sono allargati nel tempo: il Sudafrica è entrato nel 2011, e dal 2024 si sono aggiunti Egitto, Iran, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e, più recentemente, l’Indonesia nel 2025. Altri paesi, tra cui Bielorussia, Bolivia, Cuba, Malesia, Nigeria, Vietnam, Uganda e Uzbekistan, hanno ottenuto lo status di partner.