
(AGENPARL) – lun 30 dicembre 2024 COMUNICATO STAMPA
TARGA ACCA LARENZIA, RAMPELLI (VPC-FDI): HO PARLATO CON IL SINDACO GUALTIERI
*Si ponga una targa istituzionale a memoria di quella indegna, Foschi si
dimetta*
“Ho informato il sindaco di Roma stamane, con il quale intercorrono
rapporti di correttezza nel rispetto delle diverse appartenenze, che la
decisione di rimuovere la targa cosiddetta ‘abusiva’ intitolata a Stefano
Recchioni nei pressi di via Acca Larenzia, a pochi giorni dall’anniversario
della strage, è stata un gesto vile, una provocazione voluta dall’attuale
inadeguato responsabile del PD romano Enzo Foschi, che ancora una volta
rinfocola gli animi e fa sciacallaggio su una data dolorosa e simbolica per
tutta la destra italiana e, spero, per tutta Italia.
Quella targa, piaccia o meno, stava lì da decenni ed è stata posta dagli
amici di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, tre
ragazzi del Fronte della Gioventù uccisi da un commando di terroristi
comunisti e da un agente delle forze dell’ordine il 7 e l’8 gennaio del
1978. Tre vite sterminate dall’odio di quegli anni cui la magistratura
italiana non ha saputo trovare i colpevoli, o voluto, nonostante la
mitraglietta che venne usata nell’agguato fosse tracciata come arma in uso
alle organizzazioni eversive comuniste.
Ma all’epoca andava in voga l’orribile consuetudine per la quale gli
omicidi ai danni di giovani di destra dovessero restare impuniti.
È falsa l’informazione fornita al sindaco secondo la quale la targa fosse
comparsa da pochi giorni. È stata solo ripristinata in seguito ai lavori
affrontati dal condominio. Ora, se il sindaco di Roma ritiene che tutte le
targhe e le scritte abusive della Capitale debbano essere rimosse ci
piacerebbe conoscere la lista e un trasparente cronoprogramma per la
rimozione, a fugare ogni dubbio di faziosità. Faccio tuttavia presente che
il Campidoglio ha avuto 40 anni per occuparsi della Strage di Acca Larenzia
e altrettanti ne hanno avuti molti ministri degli interni del Pd che
avrebbero potuto agire sulla commemorazione del 7 gennaio, o ministri della
Giustizia che non hanno agevolato il percorso per la verità. Invece nessuno
ha osato intervenire d’autorità di fronte a quel dramma. Nessun autorevole
“compagno” ha osato anteporre il “come” vengono ricordate tre vittime
innocenti di 20 anni, al fatto drammatico accaduto, che improvvisamente,
silenziosamente e vergognosamente sembra oggi passare in secondo piano.
Gualtieri, come fecero Rutelli e Veltroni, dimostri di essere il sindaco di
tutti i romani e si rifiuti di essere strumentalizzato dal suo partito,
l’assessore alla cultura Smeriglio dimentichi il suo passato da estremista
e si dimostri all’altezza dei suoi predecessori Gianni Borgna e Miguel
Gotor, Enzo Foschi invece – nostalgico del sangue versato da ragazzi di
destra e di sinistra negli anni settanta – si dimetta dal suo ruolo per le
menzogne raccontate che hanno indotto l’amministrazione cittadina a
commettere un grave atto provocatorio a pochi giorni dal 7 gennaio.
Aspettiamo un gesto di pacificazione da parte di chi rappresenta la
capitale d’Italia, purtroppo anche Capitale degli anni di piombo.
Una targa istituzionale a memoria di quella indegna mattanza potrà essere
una proposta da valutare senza pregiudizi, a condizione che venga scritta
la verità, solo la verità, sulla matrice dell’agguato, senza compromessi e
omissioni interessate. Altrimenti le targhe cosiddette “abusive”
fioccheranno sempre, rimuoverle sarà inutile perché saranno legittime
spontanee rappresentazioni di un dolore cui le istituzioni si rifiutano di
farsi carico”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei
deputati Fabio Rampelli.