
(AGENPARL) – lun 30 dicembre 2024 (ACON) Trieste, 30 dic – “La Regione Friuli Venezia Giulia
avrebbe dovuto, entro 180 giorni dal 2 luglio scorso, emanare una
legge con la quale individuare le aree non idonee per la
collocazione di impianti fotovoltaici. Tuttavia, a oggi, il
disegno di legge approvato dalla sola Giunta lo scorso 13
dicembre non ? ancora stato consegnato al Consiglio regionale”.
Il ritardo ? segnalato in una nota dalla consigliera regionale
Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), facendo esplicito
riferimento “ai tempi con i quali la Regione intende individuare
le aree non idonee all’installazione di parchi fotovoltaici”.
“I termini – rimarca la Capozzi – sono ormai scaduti. Se solo lo
Stato volesse, infatti, potrebbe gi? attivare i poteri
sostitutivi davanti all’inerzia della Regione ma, di sicuro, non
per avere limiti pi? restrittivi rispetto quelli attuali. In ogni
caso, anche se il Consiglio regionale avesse approvato la legge
nei termini previsti, la terza in tre anni su questo tema, non
sarebbe immediatamente efficace. Come, del resto, non lo sono
state le precedenti”.
“La nuova norma – precisa la pentastellata – stabilisce, infatti,
che nulla cambi fino all’approvazione di un’altra delibera. Alla
Giunta si concedono altri dodici mesi di tempo per individuare la
cartografia delle aree non idonee, sperando che non servano tutti
e dodici. Dopo un passaggio in sede di Commissione consiliare, la
delibera rimarr? sul sito della Regione per una trentina di
giorni per essere oggetto di eventuali osservazioni: solo allora
torner? davanti all’Esecutivo per il recepimento di quanto
segnalato da cittadini e portatori di interesse. Finito l’iter,
le aree non idonee avranno piena efficacia sugli impianti da
realizzare, ma non su quelli gi? richiesti o che verranno
richiesti nel frattempo”.
“Soltanto in quel momento – sottolinea ancora la rappresentante
del M5S – avrebbero piena efficacia anche i nuovi requisiti per
gli impianti che necessitano di una Valutazione di impatto
ambientale, tra i quali l’accumulo con gli altri parchi della
zona, unica vera innovazione prevista”.
“Si tratta di una norma che rischia eventuali impugnazioni
governative, azioni che allungherebbero ulteriormente i tempi e
darebbero ulteriore margine per inoltrare domande. Domande che
non si sono arrestate nemmeno durante il periodo natalizio –
conclude la Capozzi – e che sono state presentate per due nuovi
parchi agrovoltaici: un ulteriore impianto a Pradamano da 40 Mw,
pi? uno tra San Quirino e Montereale Valcellina da 80 Mw”.
ACON/COM/rcm
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