
(AGENPARL) – ven 29 novembre 2024 ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI RAVENNA
ESPOSTO PER I SEGUENTI FATTI
OFFESE ALLA RELIGIONE CATTOLICA MEDIANTE VILIPENDIO O
DANNEGGIAMENTO DI COSE (ART. 404 COMMA II CP)
Ill.mo Signor Procuratore,
Il sottoscritto
___________________________________________________________
NATO A ______________________________________IN DATA __________
RESIDENTE
____________________________________________________
dichiara
eleggere
domicilio
presente
procedimento in 47121 Forlì Via Goffredo Mameli n. 1 presso lo
Studio
Legale
dell’Avv.
Francesco
Minutillo
(telefono
viene
quivi
contestualmente nominato difensore.
ESPONE QUANTO SEGUE
Sintesi dei fatti
Il giorno 28 gennaio 2023, presso la Chiesa di Santa Maria
Assunta di Savarna, si verificava un episodio che ha turbato
profondamente la comunità religiosa. In particolare, un’ostia
consacrata,
rinvenuta
inizialmente
terra,
stata
successivamente conservata secondo le disposizioni liturgiche e
assistito
fenomeno
Tuttavia, successivamente:
apparentemente
prodigioso.
Diocesi
Ravenna-Cervia
consegnava
materiale
(l’ostia e altre evidenze) all’Ausl Romagna per indagini.
Dalle
sarebbe
comunicazioni
stato
emerge
“completamente
materiale
utilizzato”
analizzato
smaltito,
senza
alcuna ulteriore trasparenza o documentazione ufficiale.
Questo
adeguata
comportamento,
atteggiamento
unito
dispersione
mancanza
reperto,
dimostrato
doloso,
custodia
configurato
potrebbe
essere
qualificato come vilipendio verso il Sacramento eucaristico,
simbolo centrale del culto cattolico.
Analisi giuridica
Secondo quanto disposto dall’art. 403 c.p., è punibile chiunque
offenda una confessione religiosa, vilipendendo pubblicamente
cose destinate al culto o usandole indebitamente.
Nella fattispecie:
L’ostia
essere
consacrata,
stata
smaltita
centro
culto
dispersa
cattolico,
senza
adeguata
risulta
rispetto, in contrasto con le norme liturgiche e il valore
sacro attribuito.
L’assenza
reperto
integra
documentazione
prova
della
trasparente
volontà
offensiva
destino
confronti
della religione.
FATTI
1) LA SCOPERTA DELLA PARTICOLA SUL PAVIMENTO DELLA
CHIESA
giorno
gennaio
2023,
sabato,
intorno
all’interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta in
Savarna,
signora
Manuela
Segurini,
sagrestana,
corso
delle
consuete
celebrazione
operazioni
della
messa
riordino
vespertina,
successive
notava
presenza
un’ostia sul pavimento. Essa si trovava ai piedi dell’ambone
rialzato sul presbiterio, in prossimità del Crocifisso situato
sinistro
dell’altare,
visibile
dall’ingresso
principale della chiesa.
Consultato il parroco della parrocchia, don Nicolò Giosuè, in
carica dal 4 dicembre 2022, la signora Segurini provvedeva,
conformemente
indicazioni
ricevute,
collocare
particola rinvenuta nel purifichino, un piccolo vaso destinato
purificazione
distribuzione
tabernacolo.
delle
dell’Eucaristia,
procedura
ministri
posizionato
risulta
durante
accanto
conforme
prassi
ecclesiastica secondo la quale, nel caso di caduta accidentale
di un’ostia danneggiata e non più idonea al consumo (ad esempio
essere
essere
stata
immersa
dissolvendosi
calpestata
contaminata),
recipiente
gradualmente,
contenente
perde
stessa
acqua.
L’ostia,
caratteristiche
sensibili, e con esse la Presenza Reale di Cristo. L’acqua
residua viene poi versata nel sacrario, ove presente, oppure
smaltita nella terra di un vaso.
Nella
mattinata
signora
Segurini
giorno
constatava,
successivo,
gennaio
profonda
2023,
emozione,
particola, immersa nell’acqua, aveva assunto una colorazione
rossastra
contattava
simile
quella
immediatamente
sangue.
Fortemente
scossa,
parroco,
riferendo
quanto
osservato.
Don Nicolò Giosuè, recatosi prontamente in loco, esaminava il
contenitore
vetro
contenente
l’ostia
giorni
successivi, considerata l’eccezionalità del fenomeno, decideva
di sottoporre il caso al professor Pierluigi Baima Bollone,
illustre studioso ed esperto di fama internazionale in materia
di Sacra Sindone. Il professor Baima Bollone, pur riconoscendo
l’anomalia del fenomeno, invitava alla cautela e consigliava di
monitorare l’evoluzione della particola nel tempo.
Con il trascorrere delle settimane, la particola custodita nel
vasetto d’acqua mostrava segni di progressiva decomposizione.
Tuttavia,
tracce
rossastre
permanevano,
alimentando
interrogativi sul loro significato.
2) TRASFERIMENTO DELLA PARTICOLA A BOLOGNA E CONFERMA
SCIENTIFICA
TRACCE
EMATICHE
ATTRAVERSO
ANALISI DELLA DOTTORESSA ANTONINI
A fronte di tali sviluppi, don Nicolò decideva di trasferire
quanto
restava
della
particola
contenitore
vetro
sigillato e di affidarla a una comunità religiosa femminile a
Bologna, dove veniva collocata nel tabernacolo della cappella
conventuale. Determinato a chiarire la natura del fenomeno, il
parroco
rivolgeva
dottoressa
Cristina
Antonini,
affermata anatomopatologa veneta.
La dottoressa Antonini, laureata in Medicina e Chirurgia presso
l’Università di Padova e specializzatasi con lode in Anatomia e
Istologia Patologica presso il medesimo ateneo, accettava, non
senza
sorpresa,
condurre
un’analisi
approfondita
campione. Attraverso l’intermediazione di Giovanni Calisesi e
giornalista
Luigi
Bianchi
Cagliesi,
Nicolò
stabiliva un contatto diretto con la specialista.
Il 10 maggio 2023, presso casa Nazareth a Schio, il parroco e
Calisesi
custodita
consegnavano
contenitore
dottoressa
Antonini
sigillato.
particola
Successivamente
campionamento, il contenitore veniva restituito al sacerdote.
Il referto redatto dalla dottoressa Antonini, datato 26 maggio
2023,
attestava,
senza
possibilità
equivoco,
materiale
sottoposto
sostanze
biologiche
microscopiche
osservazione
origine
evidenziavano
compatibile
ematica.
presenza
analisi
globuli
rossi,
globuli bianchi e granulociti, in condizioni di conservazione
del tutto inusuali. La dottoressa Antonini sottolineava come,
contrariamente
segni
quanto
autolisi
generalmente
atteso,
tessuti
degenerazione
associati
presentassero
idropica,
all’immersione
fenomeni
acqua.
All’osservazione microscopica assistevano anche il geriatra e
laboratorista Dott. Enzo Di Renzo.
I campioni venivano debitamente fissati e conservati su vetrini
future
analisi,
seguendo
processo
standardizzato
prevedeva fissazione in formalina, disidratazione, inclusione
paraffina
successivo
taglio
ottenere
sezioni
istologiche. La consegna del vetrino, del blocchetto istologico
e del referto a don Nicolò avveniva il 27 maggio 2023, alla
presenza di testimoni qualificati, tra cui il già richiamato
Sig. Giovanni Calisesi e don Federico Bortoli.
3) LA CONSEGNA DELL’OSTIA ALL’ARCIVESCOVO DI RAVENNA.
DUBBI SULLA GESTIONE, TRACCIABILITÀ E TRASPARENZA
NELLE ANALISI SUCCESSIVE
Forte
della
informava
prova
scientifica
l’arcivescovo
Ghizzoni,
arcivescovile
contenente
quanto
l’incluso.
Ravenna-Cervia,
giugno
rimaneva
raccolta,
monsignor
consegnava
dell’ostia
ricezione
Nicolò
materiale
Giosuè
Lorenzo
curia
vetrino
veniva
formalizzata dal vicario generale, canonico Alberto Brunelli,
mediante il rilascio di una ricevuta su carta intestata della
curia. Lo stesso canonico confermava che il vasetto di vetro
contenente il materiale rossastro era stato posto in cassaforte
per essere preservato in attesa di eventuali ulteriori analisi.
momento,
tuttavia,
vicenda
prendeva
piega
differente rispetto alla consueta gestione prudente di presunti
eventi miracolosi da parte della Chiesa.
Sorprendentemente,
settimanale
diocesano Risveglio
Duemila pubblicava, il 29 giugno 2023, a soli due giorni dalla
consegna del materiale, due articoli che rendevano per la prima
volta
dominio
pubblico
l’accaduto.
primo
articolo,
intitolato San Pier Damiano e Savarna. La nota della Diocesi
chiarisce, era seguito da un’intervista al vicario generale,
canonico
Alberto
Brunelli,
titolo Avviate
tutte
verifiche.
Nell’intervista, il canonico Brunelli manifestava un approccio
improntato alla cautela, dichiarando: «Per il momento, abbiamo
conservato
accessibile
resta
pubblico».
dell’ostia
Tuttavia,
luogo
trascorrere
mesi, dall’ufficio stampa della diocesi non venivano diffusi
ulteriori aggiornamenti sull’evoluzione del caso, né la stampa
laica dimostrava un particolare interesse nel dare seguito alla
notizia iniziale.
seguito,
l’arcivescovo
consistenti
nell’ostia
Ghizzoni
affidava
vetrino
reperti
l’incluso
professor Vittorio Sambri, direttore dell’Unità Operativa di
Microbiologia
presso
Laboratorio
Unico
Pievesestina
dell’Ausl Romagna, per ulteriori approfondimenti scientifici.
Prima
esaminare
prosieguo
necessario
formulare
alcune
della
considerazioni
vicenda,
appare
preliminari
merito alla gestione del materiale e alla sua tracciabilità, al
fine di garantire la massima affidabilità nell’analisi e nella
conservazione dei campioni. In primo luogo, occorre chiarire se
il trasferimento dei reperti all’Ausl sia stato accompagnato da
adeguata
consegne.
documentazione
assenza
formale
attestante
registrazione,
passaggio
emergerebbero
inevitabilmente dubbi circa le modalità di tracciamento e la
corretta gestione del trasferimento.
Riguardo all’autenticità dei campioni, sarebbe stato opportuno
verificare
l’esistenza
attestassero
protocolli
l’originalità
consegna.
precisa
certificati
l’integrità
elemento
l’identificazione
essenziale
della
momento
della
risulta
persona
essere
responsabile
della
presa in carico e il livello di qualificazione del personale
coinvolto. La mancanza di una documentazione adeguata o di un
sistema
identificazione
compromettere
univoco
tracciabilità
potrebbe
campioni,
infatti
generando
incertezze sull’intero processo.
In relazione al trasporto e alla manipolazione del materiale, è
necessario
accertarsi
siano
state
adottate
tutte
precauzioni idonee a preservare l’integrità dei campioni, ad
esempio
mediante
l’utilizzo
evitare
contaminazioni
contenitori
danneggiamenti.
protettivi
Qualora
fosse
chiaramente documentato quali protocolli siano stati seguiti e
campioni
sarebbero
siano
ulteriori
stati
margini
effettivamente
incertezza
gestiti,
sulla
conservazione.
Infine,
analisi
quanto
eseguite,
attiene
all’accesso
imprescindibile
campioni
garantire
operazioni siano state effettuate esclusivamente da personale
autorizzato
qualsiasi
secondo
intervento
procedure
rigorose
autorizzato.
Questi
prevenire
accorgimenti
risultano indispensabili non solo per assicurare l’affidabilità
dei risultati, ma anche per prevenire contestazioni o dubbi
sulla correttezza del procedimento adottato.
4) DUBBI SULLA GESTIONE DEI REPERTI E RICHIESTE DI
NUOVE
ANALISI
MESSAGGIO
INFORMALE
DELL’AUSL
PARTE
NICOLO’
GIOSUE,
PAOLO PASINI E DON MAURO MARZOCCHI
alcuni
sul Risveglio
dalla
Duemila,
pubblicazione
ottobre
degli
2023,
articoli
l’arcivescovo
Lorenzo Ghizzoni riceveva un messaggio informale su WhatsApp da
parte del professor Vittorio Sambri, direttore del laboratorio
dell’Ausl Romagna. Nel testo, il professor Sambri dichiarava:
«Buongiorno Eccellenza, uso questo metodo di comunicazione poco
ortodosso
disturbarLa.
indagini
microscopiche
molecolari condotte sulla particola “caduta” a terra lo scorso
gennaio
hanno
confermato
esiste
alcuna
presenza
sangue né di altro materiale biologico di verosimile origine
umana. Se avesse piacere di approfondire, sono ovviamente a Sua
disposizione».
contenuto
curia
alcune
messaggio,
persone
inoltrato
coinvolte
ufficiosamente
nella
vicenda,
dalla
sembrava
chiudere definitivamente il caso per la diocesi. Tuttavia, la
decisione
rilasciare
mantenere
silenzio
mediatico
comunicato
lasciava
ufficiale
irrisolti
numerosi
interrogativi. Tra questi, emergeva in particolare la questione
del destino dei reperti: i campioni – inclusi il vetrino e
l’incluso – erano stati restituiti alla curia o erano rimasti
presso il laboratorio di Pievesestina? Inoltre, si poneva la
domanda
perché
l’Ausl
avesse
scelto
comunicare
risultati in via ufficiosa, senza redigere un referto formale.
Questi
dubbi
continuavano
alimentare
discussioni
preoccupazioni. Alcuni mesi dopo, un gruppo di sacerdoti della
diocesi di Ravenna, composto da don Nicolò Giosuè, don Paolo
Pasini
Mauro
Marzocchi,
inviava
all’arcivescovo
missiva datata 8 dicembre 2023, nella quale si sollecitava un
ulteriore
approfondimento
scientifico
condurre
presso
laboratorio indipendente, specializzato in anatomia patologica.
Nella lettera, i parroci sottolineavano la necessità di evitare
conclusioni
affrettate,
contrasto
risultati
ottenuti dai due laboratori: «Poiché dinnanzi all’esito degli
esami che sono stati effettuati sull’ostia si ravvisano due
conclusioni
contrapposte,
riteniamo
evitata
precipitazione di valutazione e di giudizio».
La missiva metteva in evidenza la disparità tra le metodologie
adottate:
utilizzate
lato,
dall’Ausl,
tecniche
biochimica
potrebbero
clinica
essere
sufficientemente sensibili per rilevare tracce ematiche minime;
dall’altro,
adatto
l’esame
individuare
rimarcavano
ottenere
istologico,
l’importanza
informazioni
secondo
esame
ritenuto
evidenze.
della
sulle
esperti
parroci,
trasparenza,
dettagliate
dagli
consentire
inoltre,
chiedendo
metodiche
utilizzate
comparazione
accurata tra le due analisi.
Nel frattempo, il mistero intorno alla vicenda si intensificava
ulteriormente.
Savarna
richiesta
ottenere
avanzata
chiarimenti
alcuni
merito
fedeli
destino
dell’ostia, del vetrino e dell’incluso, attraverso un incontro
con la curia, rimaneva senza risposta. La dottoressa Cristina
Antonini, che aveva svolto un ruolo determinante nelle prime
analisi,
appariva
alimentare
esclusa
speculazioni
processo,
contribuendo
dubbi.
L’assenza
comunicazioni
ufficiali, unita alla percezione di mancanza di trasparenza,
erodeva la fiducia dei fedeli.
Di fronte al perdurante silenzio istituzionale, alcune persone
vicine
pubbliche
vicenda
proprie
manifestavano
preoccupazioni,
volontà
coinvolgendo
rendere
contatti
giornalistici per amplificare il dibattito. Così, la questione
continuava
rimanere
aperta,
interrogativi e tensioni.
suscitando
crescenti
5) INCHIESTA MEDIATICA RIACCENDE L’ATTENZIONE SULLA
PARTICOLA,
ANALISI
EVIDENZIANDO
CONTRASTANTI,
DICHIARAZIONI
DUBBI
SULLA
POSSIBILE
DELL’ARCIDIOCESI
GESTIONE,
SMARRIMENTO
MINIMIZZANO
L’EVENTO.
questione
relativa
particola
Savarna
tornava
centro dell’attenzione mediatica il 18 giugno 2024, quando il
quotidiano Corriere
Romagna,
edizione
Ravenna,
pubblicava
un’inchiesta in prima pagina dal titolo Ostia diventata sangue:
umano
animale”.
L’articolo,
segnalato
grande
evidenza presso le edicole cittadine, occupava una posizione di
rilievo a pagina 3, a firma del giornalista Davide Benericetti,
ripercorreva
vicenda
attraverso
dichiarazioni
della
sagrestana Manuela Segurini, che aveva rinvenuto l’ostia.
L’inchiesta
evidenziava
identificato
materiale
analisi
preliminari
ematico,
senza
avessero
tuttavia
determinarne la natura precisa, mentre accertamenti successivi,
commissionati
avrebbero
dall’Ausl
negato
Romagna
richiesta
della
conclusione.
Tuttavia,
diocesi,
giornalista
sottolineava che la particola, nel frattempo, sembrava essere
sparita.
La sagrestana Segurini, intervistata nell’ambito del servizio,
riferiva le circostanze del ritrovamento della particola sotto
un banco, il suo shock di fronte alla colorazione rossastra del
liquido, la reazione del parroco e la successiva conservazione
dell’ostia
contenitore
sigillato
presso
cappella
religiosa a Bologna. Descriveva inoltre come, nel giugno 2023,
il contenuto del purifichino fosse stato travasato in un altro
contenitore
permettere
curia
procedere
ulteriori esami. A seguito delle analisi effettuate dall’Ausl,
stato
risposto
l’ostia
risultava
smarrita,
spiegazione
Segurini
altri
fedeli
ritenevano
credibile.
un’intervista
articolo,
presenza
taglio
dottoressa
materiale
breve
Cristina
ematico
riportata
Antonini
nello
stesso
confermava
granulociti
campioni
sottoposti alla sua analisi, ma sottolineava la necessità di
ulteriori accertamenti. Dichiarava infatti che, per determinare
se il sangue fosse di origine umana o animale, sarebbe stato
necessario avvalersi di metodiche più avanzate e di laboratori
specializzati,
specificando
aveva
avuto
accesso
risultati delle analisi effettuate dall’Ausl né alle relative
metodologie.
L’articolo suscitava un ampio clamore, amplificato dalla sua
diffusione sui social media. Pubblicato sulla pagina Facebook
del Corriere
Romagna,
pezzo
generava
numerosi
commenti,
caratterizzati da stupore, scetticismo, incredulità o apertura
verso
l’ipotesi
evento
prodigioso.
crescente
attenzione mediatica costringeva l’arcidiocesi a diramare un
comunicato ufficiale, che tentava di ridimensionare la vicenda,
affermando: «I miracoli ci sono sempre stati nella Chiesa: la
trarre
sostegno,
cambiano
verità
fondamentali in cui crediamo».
Il comunicato ripercorreva quanto già dichiarato in una nota
pubblicata
giugno
2023,
chiarendo
l’accaduto
oggetto di analisi per verificarne la natura soprannaturale.
Veniva ribadito che «per riconoscere la soprannaturalità di un
evento
occorre
dell’autorità».
esame
L’arcidiocesi
scrupoloso
aggiungeva
decreto
dalle
analisi
eseguite, «non sono emersi elementi che possano confermare la
natura
soprannaturale
ipotizzato
l’ostia,
fatti
causa
segnalati».
Veniva
degrado
inoltre
della
possibilità che non fosse stata consacrata, non rappresentasse
la presenza reale di Cristo.
comunicato
riportava
anche
riflessione
pronunciata
dall’arcivescovo Lorenzo Ghizzoni durante l’omelia per la festa
Corpus
Domini,
dell’Eucaristia
celebrazione
sottolineava
realizza
dell’altare»,
durante
ricordando
miracolo
Messa,
fedeli
nella
valore
essere
dogmatico e educativo del sacramento.
L’asserzione
particola
consacrata»
introduceva
pienamente
giustificato,
«poteva
tuttavia
anche
dubbio
considerato
appariva
ostie
consacrate sono generalmente custodite in sacrestia. Alla luce
delle
circostanze,
stata
consacrata
distribuzione
appariva
della
fosse
probabile
accidentalmente
Comunione,
l’ostia
caduta
avviene
fosse
durante
situazioni
analoghe.
La conclusione secondo cui «non siamo di fronte all’Eucaristia
presenza
adeguatamente
reale
supportata.
Cristo»
appare
affrettata
Un’affermazione
portata
richiede un’analisi dettagliata e ben documentata, basata su
evidenze solide e rigorose. Negare la Presenza Reale di Cristo
senza una base sufficientemente robusta potrebbe danneggiare la
credibilità delle indagini e generare confusione e incertezze
tra i fedeli. Tuttavia, tale affermazione può anche suggerire
che gli accidenti del pane non siano più considerati tali.
Secondo
teologia
nell’Eucaristia
consacrazione,
cattolica,
permanente:
perdura
Presenza
finché
Reale
volta
Cristo
compiuta
sussistono
specie
eucaristiche, ossia quando il pane e il vino conservano le loro
caratteristiche sensibili. Tuttavia, nel caso in cui le specie
eucaristiche si deteriorino al punto da non poter più essere
riconosciute come tali (ad esempio, quando il pane si decompone
o si dissolve), la Presenza Reale non è più presente.
Ulteriori
perplessità
materiale
sorgono
stato
dall’affermazione
«interamente
utilizzato»
durante
analisi. Questa espressione solleva interrogativi significativi
riguardo alla gestione dei campioni. Non è chiaro se l’uso
completo del campione sia stato appropriato e metodologicamente
corretto
abbia
limitato
possibilità
ulteriori
verifiche indipendenti. In un’indagine di tale importanza, è
prassi scientifica conservare parte dei campioni per ulteriori
esami o conferme da parte di esperti esterni. La distruzione
totale dei materiali utilizzati per l’analisi compromette la
possibilità
approfondire
ulteriormente
mette
discussione l’affidabilità dell’intero processo investigativo.
Inoltre, l’idea che il degrado dell’ostia sia stato tale da non
consentire
ulteriori
indagini
microscopiche
appare
convincente. Se l’ostia era sufficientemente integra da essere
analizzabile inizialmente, non si comprende perché non siano
state
possibili
ulteriori
analisi.
Questa
apparente
contraddizione solleva dubbi sulla correttezza delle procedure
seguite e sull’effettiva accuratezza delle conclusioni tratte.
È importante notare, infine, che se
il vetrino e l’incluso
fossero andati distrutti o gettati nei rifiuti sanitari, si
sarebbe di fronte ad una scorrretta
dovrebbe
garantire
gestione dei campioni che
tracciabilità
conservazione appropriata e di
adeguata
più si sarebbe realizzato il
reato per cui è il presente esposto essendo stato gettato nei
rifiuti un oggetto di culto quale l’ostia consacrata.
ricostruire
giornalista
Corriere
Davide
Romagna,
dell’ostia,
dinamica
Benericetti
edizione
Diocesi
fatti,
nell’articolo
Ravenna,
fedeli:
“Non
giugno
apparso
emersi
Mistero
fatti
soprannaturali”
conto
della
«freddezza
delle
altre
ecclesiastiche» sul caso e riposta la nota dell’ufficio stampa
della curia. L’articolo si sofferma sul “No comment” dell’Ausl:
«Sull’accaduto
l’azienda
sanitaria
preferito
dichiarazioni». E sottolinea che allorché i fedeli di Savarna,
compresa la signora Segurini, hanno chiesto di avere indietro
l’ostia, si sono sentiti «rispondere che era andata persa. Una
risposta
quale
Segurini
altri
fedeli
hanno
creduto».
6) L’INCHIESTA
GIORNALISTA
ANDREA
ZAMBRANO
NUOVE RIVELAZIONI SULLA DESTINAZIONE DEI REPERTI
La notizia della sparizione dei vetrini e di ciò che rimane
dell’ostia
consacrata
rimbalza
velocemente
quotidiano
online La Nuova Bussola Quotidiana che il 24 giugno esce con un
articolo a firma di Andrea Zambrano,
Il probabile miracolo
eucaristico che imbarazza la Diocesi.
Dopo aver descritto la storia del caso nei suoi vari risvolti e
passaggi, l’articolo si sofferma su elementi problematici del
mistero della fine dei campioni e del vetrino.
L’articolo
solleva
trasparenza
nella
principali
refertazione
criticità:
dell’Ausl,
mancanza
quale
comunicato i risultati tramite un semplice messaggio WhatsApp
senza
fornire
consacrazione
documentazione
dell’ostia,
dettagliata;
diocesi
dubbi
sulla
insinuato
l’ipotesi di un errore nonostante le conferme del parroco e
della
sagrestana;
materiale
infine,
analizzato,
l’incertezza
rimane
sconosciuto,
destino
alimentando
sospetti tra i fedeli
La risposta laconica dell’arcivescovo di Ravenna – Cervia ha
ulteriormente
complicato
situazione.
Monsignor
Lorenzo
Ghizzoni, ha fornito una risposta vaga alla testata online,
rinviando
all’omelia
Corpus
Domini
affronta direttamente la questione del miracolo eucaristico. La
mancanza di ulteriori spiegazioni, nonostante le richieste dei
fedeli
della
stampa,
contribuito
sensazione
evasività e ha lasciato molte domande senza risposta.
Un’altra
preoccupazione
materiale
analizzato
stato
potenziale
sacrilegio.
effettivamente
buttato,
questa
scelta potrebbe configurarsi come un atto irriverente, nel caso
trattasse
particola
consacrata,
probabile rispetto all’ipotesi che non fosse consacrata. Questo
aspetto
particolarmente
rilevante,
indipendentemente
dalla
presenza o meno di un miracolo.
Infine,
l’ambiguità
solleva
interrogativi
sull’interpretazione
aggiuntivi.
dell’Eucaristia
Nella
predica
dell’arcivescovo, sottolinea Zambrano, l’Eucaristia è descritta
come « nutrimento simbolico, ma reale»: quasi un’attenuazione
del suo mistero. L’Eucaristia, per la dottrina cattolica, è
considerata sia segno che realtà: è un segno visibile che rende
presente una realtà invisibile,
la vera presenza di Cristo.
Quindi, parlare di «nutrimento simbolico, ma reale» potrebbe
esprimere
sacramento,
adeguatamente
rischiando
questa
sminuirne
duplice
natura
l’importanza
teologica
nella vita della Chiesa.
Il tema centrale del servizio giornalistico è la sottolineatura
dell’interesse pubblico. Trattandosi di un possibile miracolo
eucaristico,
religiosa,
evento
questione
grande
rilevanza
essere
pubblica
trattata
riservatezza di un caso privato. Le analisi e le informazioni
relative a fenomeni di questa natura devono essere gestite con
la massima trasparenza e accessibilità.
giorno
successivo,
Miracolo
Zambrano
eucaristico,
pubblica
l’accordo
segreto
secondo
pezzo:
Whatsapp
diocesi di Ravenna e Asl.
scoop.
giornalista
riuscito
parlare a mettersi in contatto con l’Ausl. «Tra la Asl
diocesi
riservatezza
Eucaristico
Ravenna
c’era
materiale
Savarna.
accordo
presunto
materiale
Miracolo
analizzato
stato utilizzato tutto, quindi ora non c’è più». Queste
parole,
pronunciate
Bussola
Vittorio
Sambri,
contribuiscono ad aprire ancora più interrogativi. «Il motivo
questa
laboratorio
reticenza
svelato
corso
direttore
telefonata
piuttosto
“burrascosa” con la Bussola, terminata con il telefono sbattuto
faccia
dell’indagine
cronista,
stati
dichiarato
comunicati
«”i
risultati
accordo
riservatezza che esisteva tra noi e il vescovo”. Il perché non
sia possibile ancora oggi vedere le indagini effettuate, la
metodologia utilizzata e conoscere che cosa davvero l’Asl ha
scritto al vescovo su quell’ostia non è mai stato chiarito».
Bisogna
rilevare
Sambri
avrebbe
contenuto dell’articolo della testata online
smentito
né la telefonata
intercorsa con Zambrano.
L’articolo evidenzia ulteriori criticità, tra cui l’assenza di
un referto ufficiale da parte dell’Ausl, che ha lasciato il
pubblico senza informazioni complete sulle analisi. Inoltre,
persiste
prelevato
l’incertezza
dall’ostia,
destino
campione
sparizione
tessuto
distruzione
comprometterebbe la possibilità di verificare scientificamente
l’eventuale miracolo eucaristico
L’accordo di riservatezza siglato dopo che la vicenda era già
di interesse pubblico ha sollevato dubbi sulla trasparenza e
sulla
validità
l’unico
condotte
delle
conclusioni.
conoscere
dall’Ausl,
accessibili.
successiva
dettagli
delle
indagini
risultati
contraddizione
richiesta
L’arcivescovo