
(AGENPARL) – ven 13 settembre 2024 Gender, Unterberger (SVP): mozione maggioranza in Commissione Cultura frutto di mentalità arretrata
“La mozione approvata in Commissione Cultura della Camera contro la cosiddetta ideologia gender nelle scuole dimostra, ancora una volta, che i rappresentanti di centrodestra non sanno di cosa stanno parlando.”
Così in una nota la Presidente del Gruppo per le Autonomie, Julia Unterberger.
“Il sesso fa riferimento alle caratteristiche biologiche degli individui. Il genere indica i tratti sociali e culturali che qualificano il comportamento, il vissuto e i ruoli di una persona in termini di mascolinità o femminilità.
Nei Paesi dell’Europa centrosettentrionale, gli studi di genere sono una disciplina riconosciuta e insegnata nelle università. In Italia, la maggioranza di destra, nella sua follia di rompere la presunta egemonia culturale della sinistra, vede tutto questo come la causa di ogni male.
Questo delirio arriva al punto che la Commissione Cultura della Camera approva una mozione per vietare l’ideologia gender nelle scuole. E invece sarebbe molto importante sensibilizzare ragazzi e bambini sugli stereotipi di genere e sui meccanismi invisibili della discriminazione.
La mozione ha come principale obiettivo quello di colpire le identità non binarie. Con l’aggravante, in uno stato laico, di invocare il Papa e Dio.
Questi novelli crociati dimenticano poi che sono stati loro ad accusare la pugile algerina Imane Khelif di non essere una vera donna. Quindi, solo quando va bene alle loro polemiche, si può tranquillamente ammettere l’esistenza di un mondo che non si riduce alla categoria binaria di uomo-donna. Altrimenti è un pericolo per la società. Con la loro antiquata guerra culturale, la maggioranza di destra rischia di trasformare l’Italia da Paese moderno nell’Ungheria di Orbán.”
Unterberger (SVP): Beschluss der Mehrheit in Kulturkommission beweist rückwärtsgerichtete Mentalität
„In der Kulturkommission der Abgeordnetenkammer wurde ein Beschlussantrag angenommen, der die sogenannte “Genderideologie“ in Schulen verbietet. Daher verstärkt sich der Eindruck, dass die MehrheitsvertreterInnen nicht wissen wovon sie sprechen.
Das Konzept von „gender“ beinhaltet, im Gegensatz zum biologischen Geschlecht, die gesellschaftlichen Zuschreibungen zu einem Geschlecht. In den nord- und mitteleuropäischen Ländern ist die Genderforschung schon längst eine anerkannte Wissenschaft, die in Universitäten gelehrt wird. Die rechte Mehrheit, in ihrem Wahn, die angebliche kulturelle Hegemonie der Linken zu brechen, sieht in dem Begriff jedoch den Ursprung allen Übels“.
So die Vorsitzende der Autonomiegruppe im Senat, Julia Unterberger, in einer Aussendung.
„Dieser Wahn geht soweit, dass in der Kulturkommission der Abgeordnetenkammer der Beschluss gefasst wurde, die „Genderideologie“ in den Schulen zu verbieten. Dabei wäre es gerade dort wichtig den Blick auf Geschlechterstereotype und unsichtbare Diskriminierungsmechanismen in der Gesellschaft zu schärfen.
Mit diesem unsinnigen Antrag sollen vor allem alle nicht binären Ansätze getroffen werden. Dabei beruft man sich in einem laizistischen Staat auf Gott und den Papst. Auch haben die Kreuzritter gegen die „Genderideologie“ anscheinend vergessen, dass sie es waren, die erst vor kurzem der algerischen Boxerin Imane Khelif vorgeworfen haben keine richtige Frau zu sein. Es gibt also doch mehr als zwei Geschlechter?
Mit ihrem antiquierten Kulturkampf riskiert die rechte Regierungsmehrheit Italien von einem modernen, aufgeklärten Land in Richtung Orbáns Ungarn zu führen..“