(AGENPARL) - Roma, 11 Giugno 2024 - (AGENPARL) – mar 11 giugno 2024 Presso il Centro Parkinson e Parkinsonismi del Policlinico “Paolo Giaccone”
di Palermo, è disponibile una nuovissima terapia infusionale, la
foslevodopa/foscarbidopa sottocute, per il trattamento della malattia di
Parkinson in fase avanzata.
L’equipe diretta dal professore Marco D’Amelio, responsabile della
struttura che fa parte dell’unità operativa di Neurologia diretta dal
professore Giuseppe Salemi, ha iniziato la cura dei primi quattro pazienti.
Il Centro dell’Azienda Ospedaliera Universitaria si conferma, dunque, tra i
principali centri di riferimento in Italia nel trattamento della malattia
di Parkinson.
La struttura, infatti, è una dei cinque centri nazionali che si occupano
del trattamento con ultrasuoni focalizzati dei tremori resistenti alla
terapia medica con un’equipe multidisciplinare di cui fanno parte
neuroradiologi e neurochirurghi.
Il Commissario straordinario del Policlinico, Maria Grazia Furnari,
sottolinea: “Il nostro ospedale continua a essere all’avanguardia
nell’offerta delle migliori terapie per i pazienti affetti dalla malattia
di Parkinson. Il nostro impegno costante nella ricerca e
nell’implementazione di nuove cure riflette la nostra dedizione a
migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti. Ringraziamo tutti i
nostri professionisti sanitari per il loro impegno e dedizione, e i nostri
pazienti e le loro famiglie per la fiducia che ripongono in noi”.
La Levodopa/carbidopa per infusione sottocutanea è disponibile in commercio
in Italia solo da poche settimane.
“La disponibilità di questi trattamenti innovativi a Palermo – spiega
D’Amelio – consentirà di ridurre sempre più la migrazione dei pazienti
verso altre regioni”.
La malattia di Parkinson è una patologia degenerativa caratterizzata dal
progressivo rallentamento dei movimenti volontari, legato ad una
progressiva riduzione di un neurotrasmettitore cerebrale, la dopamina.
La terapia attuale si basa principalmente sulla somministrazione di
compresse assunte per via orale che ripristinano i livelli cerebrali di
dopamina carenti.
“Per superare i limiti della terapia orale – continua il neurologo – negli
ultimi anni è stata introdotta una metodica che prevede la somministrazione
“continua” di farmaci per la cura della malattia di Parkinson per via
sottocutanea o direttamente nell’intestino attraverso una pompa di
infusione, garantendo in entrambi i casi il controllo stabile dei sintomi”.
Negli ultimi anni, il Professore D’Amelio, in collaborazione con Professore
Francesco D’Arpa, del Servizio di Endoscopia Digestiva del Policlinico, ha
selezionato e impiantato quest’ultimo dispositivo in oltre 30 pazienti con
risultati eccellenti in termini di miglioramento della qualità della vita
del paziente e dei loro caregivers.
Tuttavia, per il posizionamento del sistema di somministrazione del gel di
levodopa/carbidopa è richiesto un piccolo intervento per via endoscopica e
la necessità di controlli periodici.
“Il nuovo sistema del farmaco sottocute – continua D’Amelio – si applica
invece senza alcun intervento chirurgico, comprende solo una piccola pompa
di infusione che può essere legata alla cintura ed è facile da usare,
efficace e priva di particolari complicanze”.
I trattamenti infusivi, che siano sottocute o per via digiunale, sono
indicati per la malattia di Parkinson in fase avanzata con gravi
fluttuazioni motorie poco controllabili con la terapia farmacologica orale
o quella transdermica.
“Ringrazio per il prezioso aiuto – conclude D’Amelio – l’equipe
infermieristica dell’U.O.C. di Neurologia, e per la collaborazione le
dottoresse Concetta La Seta ed Eva De Luca della Farmacia della nostra
Azienda ospedaliera universitaria
Tiziana Lenzo
Ufficio Stampa
Azienda Ospedaliera Universitaria
Policlinico “Paolo Giaccone”
90127 Palermo
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