(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2024 - (AGENPARL) – gio 04 aprile 2024 Comunicato Stampa
A Bergamo trapiantato un cuore ancora battente grazie
alla nuova “scatola sterile”
Bergamo, 4 aprile 2024 – È stato eseguito martedì 19 marzo il trapianto di un cuore che è
giunto a Bergamo ancora battente, grazie alla speciale apparecchiatura OCS – Heart di
conservazione e cura degli organi, disponibile in pochissimi centri in Italia e da poco in
dotazione all’ASST Papa Giovanni XXIII. È il primo trapianto cardiaco realizzato
all’ospedale di Bergamo con l’innovativo sistema, un’apparecchiatura portatile di perfusione
cardiaca conosciuta anche come “cuore in una scatola”, che rappresenta una delle più
significative innovazioni tecnologiche nel campo dei trapianti e della preservazione
d’organo. A ricevere il cuore da donatore, è stato un 58enne, che da circa due anni era
assistito con un dispositivo di assistenza ventricolare meccanica (VAD). Il paziente ora sta
bene ed è stato dimesso dalla terapia intensiva.
A prelevare il cuore, nelle sale operatorie di un ospedale di un’altra regione, è stata
un’equipe mista di cardiochirurghi anestesisti e perfusionisti partiti da Bergamo. Il cuore del
donatore, dopo il prelievo, ha ripreso a battere nella scatola sterile irrorato da sangue
caldo e ossigenato, per ridurre il periodo di non perfusione che è particolarmente dannoso
per gli organi. È questa infusione continua nelle coronarie a garantire la contrattilità e la
pulsatilità del cuore del donatore. I cardiochirurghi possono monitorare in continuo tutti i
valori dell’organo, valutare lo stato di salute del cuore in tempo reale, intervenire per
modificare i parametri emodinamici e metabolici con l’obiettivo di migliorare la funzionalità
dell’organo, ma anche valutare con maggiore tempo a disposizione se interrompere il
trapianto, qualora il cuore donato sia ad alto rischio di disfunzione immediata.
Il “cuore in una scatola” ha il vantaggio di poter dilatare il tempo disponibile per i
cardiochirurghi tra il prelievo ed il trapianto. È ora possibile far arrivare a Bergamo l’organo
da un donatore idoneo con un tempo superiore alle 4-6 ore necessarie per il trasporto
tempo considerato a rischio per la disfunzione precoce dell’organo. Questo rende possibile
andare a recuperare il cuore anche quando l’ospedale in cui va effettuato il prelievo si trovi
in un’area geografica poco accessibile, ad esempio perché lontana dagli aeroporti. Così
possono essere utilizzati organi che altrimenti avrebbero avuto scarse probabilità di arrivare
al paziente ricevente con la necessaria funzionalità. Ancora con questo sistema è possibile
accettare cuori con una funzione non ottimale e valutare nella fase di perfusione nella
“scatola” la qualità dell’organo prima di poterlo impiegare per il trapianto.
“Aver acquisito questa attrezzatura, con un notevole investimento da parte dell’Ospedale,
significa per noi mettere a disposizione dei nostri pazienti in lista d’attesa una possibilità in
più per ricevere un organo da donatore – ha spiegato Amedeo Terzi, responsabile del
programma trapianti di cuore dell’ASST Papa Giovanni XXIII -. Ci aspettiamo che questo si
traduca a regime in una riduzione dei tempi di attesa per chi è in lista per un trapianto”.
La disponibilità di organi per il trapianto rimane molto limitata e comunque inferiore rispetto
al numero di pazienti in lista d’attesa. Anche per questo ogni cuore donato è
estremamente prezioso. Secondo le ultime rilevazioni disponibili a livello nazionale, su 190
cuori proposti per un trapianto fuori regione nel 2022 dai vari centri italiani, solo 32 (16,8%)
sono stati accettati e infine 23 trapiantati (12,1%). Tra i vari motivi del mancato utilizzo, il
37,4% dei casi è dovuto alla “marginalità dell’organo” cioè la valutazione, per vari motivi,
che l’organo non sia idoneo a garantire una sufficiente funzionalità dopo il trapianto.
L’innovativo sistema OCS può rivelarsi utile per contribuire a ridurre questo dato.
“Investire in dotazione tecnologica nell’ambito dei trapianti significa aumentare le possibilità
che un paziente in lista per un organo da donatore, in questo caso il cuore, possa ricevere
una cura salvavita – ha affermato Mauro Moreno, Direttore sanitario dell’ASST Papa
Giovanni XXIII -. Oltre ad aver acquistato questa nuova attrezzatura, stiamo investendo
molto anche sul piano organizzativo e tecnico. Abbiamo introdotto una sala chirurgica
riservata alle emergenze in orario diurno, per limitare le sovrapposizioni tra gli interventi
chirurgici non programmabili e i trapianti e per aumentare la disponibilità ad accettare da
altri centri gli organi donati. Il trapianto cardiaco a cuore fermo su paziente pediatrico,
eseguito a dicembre a Bergamo per la prima volta in Italia, testimonia il nostro impegno ad
introdurre le tecniche più innovative per i pazienti in attesa di un organo da donatore”.
Contatti
UFFICIO STAMPA ASST Papa Giovanni XXIII
Davide Cremaschi
Piazza OMS 1 – 24127 Bergamo
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