
(AGENPARL) – gio 21 marzo 2024 Per una nuova
Unione europea
fondata sul digitale
2024-2029
Sommario
Premessa
1. Investimenti: per un’Unione europea digitale competitiva
2. Digitalizzazione: rafforzare l’industria europea e la PA
3. Regolare meno per regolare meglio
4. Più sostenibile, più inclusiva: il digitale è la soluzione
5. Digital skills per tutti. Il futuro si chiama conoscenza
6. Cooperare in un sistema di regole condivise – Data Flows
internazionale e ai cittadini di fruire di servizi efficienti per la loro vita sociale
e lavorativa.
In Italia il settore da ormai sei anni registra un andamento crescente e
nel 2023 ha raggiunto il valore di 79,2 miliardi di euro, con una crescita del
+2,8%. In futuro, si stima una crescita costante e nel 2026 il mercato supererà
i 90 miliardi di euro, con una crescita del 5%. A registrare l’andamento
più significativo è ovviamente tutto il comparto dei digital enabler, con
l’intelligenza artificiale che farà registrare un tasso medio di crescita annua tra
il 2023 e il 2026 del +28,2%, per un valore nel 2026 di 1,2 miliardi di euro.
Il continente europeo (non solo UE27) si prevede un aumento significativo
della spesa per i servizi IT, che raggiungerà il valore di 1.000 miliardi di
euro nel 2024, con un aumento del 9,3% rispetto al 2023, trainata dagli
investimenti nel cloud, in cybersecurity e nell’IA (Gartner, 2024).
In questo contesto, la nuova legislatura europea ha l’occasione di sostenere
lo sviluppo di questo settore che è già volano di occupazione e leva
essenziale per garantire la competitività delle industrie manifatturiere e dei
servizi del continente. Il settore digitale, inoltre, si afferma e continuerà a
consolidare il suo ruolo di attore economico chiave del continente, capace
di esprimere leadership industriali a livello internazionale.
L’auspicio è che la nuova legislatura europea sia l’occasione per dare
nuovo slancio alla politica industriale per il digitale cogliendo l’urgenza
del momento, la velocità degli sviluppi tecnologici e l’importanza di favorire
contaminazioni culturali in un contesto aperto e competitivo.
PREMESSA
Le prossime elezioni europee si terranno in un periodo delicato per l’Unione
europea (UE). Tra tensioni geopolitiche, crisi energetica e delle materie prime,
i cittadini europei non saranno solo chiamati a scegliere chi li rappresenterà,
ma anche quale modello di Unione intendono costruire.
Il futuro dell’UE è legato a doppio filo al futuro della sua industria e
alla capacità di esprimere una leadership digitale e tecnologica.
Il ruolo che il settore digitale svolge per l’economia dell’UE deve essere
pienamente riconosciuto e la trasformazione digitale sostenuta, per creare
le condizioni che permettano alle imprese di competere sulla scena
Garantire la tutela dei diritti dei cittadini europei nel mondo digitale,
assicurando la protezione dei dati personali, così come la costruzione
di un sistema di regole che abbia a cuore la salvaguardia degli interessi
strategici dell’Unione, delle sue democrazie e del suo sistema economico,
è sicuramente una priorità condivisa dal settore. Tuttavia, l’agenda dell’UE
non può non tener conto dell’esigenza di bilanciare innovazione e protezione,
nella ferma consapevolezza che il mercato digitale è per sua definizione
globale, fortemente competitivo e bisognoso di una visione di lungo termine
che abbia negli investimenti, nella cooperazione internazionale e nella
condivisione di framework condivisi gli elementi qualificanti.
Anche per questo, così come accade in altri settori in cui l’Italia esprime da
sempre una forte leadership industriale, auspichiamo un dialogo stabile e
costruttivo tra i rappresentanti italiani delle istituzioni comunitarie e il
mondo delle imprese digitali che favorisca la comprensione reciproca delle
sfide e delle opportunità a beneficio dell’economia nazionale e dell’UE tutta.
La qualità delle relazioni e dei contenuti offerti al confronto è essenziale per
la definizione di politiche pubbliche che siano efficaci e capaci di promuovere
una crescita durevole del mercato digitale europeo e italiano.
1. Investimenti:
per un’Unione
europea digitale
competitiva
L’Unione europea deve assicurare un contesto favorevole allo sviluppo di un’industria
digitale competitiva e deve supportare il processo di trasformazione digitale
delle imprese, della PA e della società europea nel suo complesso.
Sarà fondamentale dotarsi di strumenti e iniziative che sostengano gli
investimenti dell’industria digitale negli abilitatori tecnologici sui quali si gioca la
competizione internazionale, come l’intelligenza artificiale, la cybersecurity, le
tecnologie quantistiche, il 5G e il 6G.
OBIETTIVI
Agevolare la cooperazione tra gli attori europei con progetti su vasta
scala che combinino investimenti provenienti dal bilancio dell’UE, dagli
Stati membri e dal settore privato.
Reindustrializzare l’Europa attraverso l’adozione di tecnologie
orientate al futuro, grazie a un ambiente normativo favorevole e
basato sul rischio.
Rafforzare la coerenza e le sinergie tra i programmi e gli strumenti di
agevolazione e finanziamento esistenti.
Puntare alla leadership nelle tecnologie a più alto potenziale di
crescita adottando standard globali per le tecnologie emergenti, a
partire dall’IA.
Prevedere un obiettivo digitale per tutti i programmi di supporto e
finanziamento UE.
2. Digitalizzazione:
rafforzare l’industria
europea e la PA
La digitalizzazione sta rivoluzionando quantitativamente e qualitativamente ogni
settore della società. Il sostegno dell’UE alla digitalizzazione non rappresenta
esclusivamente un fattore abilitante e di crescita per gli attori economici, ma
comporta un impatto positivo sul benessere sociale, sui servizi pubblici e
sull’ambiente.
In tal senso, l’attuale contesto globale si sta rivelando particolarmente favorevole
allo sviluppo delle infrastrutture pubbliche digitali (DPI) che rappresentano
sempre più dei catalizzatori di trasformazione sociale ed inclusione, nonché dei
moltiplicatori di valore attraverso l’”effetto di rete” (Legge di Metcalfe).
Allo stesso tempo è fondamentale continuare a lavorare a un’Europa digitale
sempre più sicura e resiliente.
OBIETTIVI
Adottare politiche che stimolino l’utilizzo di soluzioni digitali
da parte di cittadini, imprese e PA, specie nel settore sanitario,
facilitando le applicazioni industriali delle attività di R&S.
Stimolare lo sviluppo dell’industria ICT in Europa e aumentare l’offerta
di prodotti e servizi tecnologici ad alto valore aggiunto, orientando
coerentemente anche la domanda pubblica – a livello aggregato e
di singolo stato membro – in modo da aumentare i ritorni per i
cittadini europei.
Rafforzare il Mercato Unico Europeo per supportare start-up e PMI
innovative, così da costruire un sistema produttivo europeo più
avanzato e competitivo.
Valorizzare a pieno le opportunità fornite da DPI aperte,
interoperabili ed inclusive.
Mantenere bassi i costi di compliance per le PMI, riducendo i costi
burocratici transfrontalieri e facilitando l’accesso ai finanziamenti
per la creazione di nuove imprese.
Costruire un ecosistema digitale che assicuri lo sviluppo del tessuto
produttivo e la sicurezza cibernetica proteggendo e diversificando le
nostre catene di fornitura tecnologiche.
Migliorare la collaborazione tra ENISA e le Agenzie nazionali e
supportare il dialogo tra gli Stati in materia di cyber security.
OBIETTIVI
Sostenere la competitività e la crescita, assicurando l’adozione
di regole semplici e univoche, evitando duplicazioni, inutili oneri e
difficoltà interpretative e di applicazione, assicurando un level playing
field tra imprese.
Proseguire nella costruzione del mercato unico digitale, promuovendo
l’armonizzazione delle norme a livello europeo e l’utilizzo di standard
condivisi, e definendo politiche per l’estensione dell’utilizzo delle
regulatory sandbox.
Assicurare l’accesso non discriminatorio alla rete Internet,
garantendo una regolazione bilanciata, delle tecnologie emergenti per
favorire la crescita del tessuto economico e produttivo e lo sviluppo
della nostra società.
3. Regolare meno
per regolare meglio
La scorsa legislatura è stata ricca di iniziative di regolazione del digitale. I diversi
provvedimenti adottati (DMA, DSA, DGA, Data ACT, Copyright ecc…) e quelli
ancora in fase di negoziazione (AI ACT) necessitano di un tempo adeguato alla
loro piena attuazione anche per consentire a imprese – a partire dalle PMI – e PA
di adeguarsi.
In aggiunta, le evoluzioni tecnologiche rendono spesso tardivo, se non inefficace,
l’intervento legislativo. Al contrario, un dialogo costante con gli attori economici
nonché il rispetto dei principi e delle norme europee già esistenti consentirebbero
di costruire un contesto più favorevole agli investimenti e tutelante dei diritti
dei cittadini europei.
Nella prossima legislatura, sarà dirimente riuscire a garantire un equilibrio tra
innovazione e prevenzione dei potenziali rischi, tra sviluppo sostenibile
della società e salvaguardia dei diritti.
Cruciale, in questa direzione, sarà anche monitorare l’efficacia dei
provvedimenti già adottati, adoperandosi per rimuovere fattispecie di gold
plating o interventi dei singoli Stati membri che rischiano di frammentare il quadro
regolatorio, a discapito della costruzione del mercato unico digitale.
Seguire il principio ‘think small first’ sia nelle valutazioni d’impatto
che nell’implementazione di progetti legislativi, per promuovere
l’innovazione delle PMI e la crescita internazionale.
Allineare la legislazione europea ai principi condivisi a livello
internazionale volti ad assicurare la centralità dell’uomo e dei
diritti umani nel quadro dello sviluppo delle nuove tecnologie.
4. Più sostenibile,
più inclusiva: il digitale
è la soluzione
OBIETTIVI
Le transizioni digitale e ecologica vivono
in un rapporto di stretta interdipendenza.
Nuove tecnologie basate sull’utilizzo
e la valorizzazione dei dati possono
accelerare il raggiungimento degli
obiettivi di sostenibilità fissati a livello
UE – in termini di riduzione delle emissioni
climalteranti e delle emissioni inquinanti
in atmosfera – innovando prodotti e
processi produttivi. Il ruolo dell’industria è
cruciale per assicurare il deployment delle
tecnologie chiave e la realizzazione degli
investimenti in innovazione, indispensabili
per perseguire un’economia e una
società sostenibili.
Definire un quadro normativo stabile e coerente con l’effettiva
capacità innovativa offerta dal mercato, così da incentivare gli
investimenti delle imprese in nuovi prodotti e processi compatibili con
i target ambientali ed energetici europei. Ciò al fine di assicurare un
mercato dinamico e attraente per produttori e consumatori,
capace di stimolare l’adozione di prodotti all’avanguardia e sempre
più integrati con tecnologie digitali.
L’impiego delle nuove tecnologie digitali è
fondamentale per promuovere la coesione
territoriale, rimuovere le disuguaglianze
sociali, assicurare la partecipazione
di donne e giovani al mercato del
lavoro. Servizi pubblici efficienti e moderni,
l’accesso alla connettività, lo sviluppo
diffuso di competenze digitali di base e
specialistiche garantiscono le condizioni
per la partecipazione alla vita democratica
di tutti i cittadini.
Allo stesso tempo, anche l’industria dei
produttori di device ha adottato politiche
volte a mitigare gli effetti sull’ambiente
derivanti dall’utilizzo e dalla diffusione
di prodotti tecnologici sempre più
performanti. L’economia circolare e
l’ecodesign sono al centro di un modello
economico sostenibile che punta ad
aumentare la sostenibilità, la durabilità
dei prodotti, nonché l’efficienza energetica
nei processi produzione e dei device stessi.