
(AGENPARL) – mer 13 marzo 2024 Reggio Emilia, 13 marzo 2024
Peste suina africana, vertice con la Regione
L’assessore Mammi ha incontrato in Provincia i rappresentanti del mondo agricolo,
industriale e venatorio. “Vogliamo condividere con il territorio la strategia che stiamo
realizzando, anche nelle aree ancora non interessate dal virus. per agire in ottica preventiva”
La peste suina africana, malattia virale infettiva che colpisce suini domestici e selvatici
ma non si trasmette all’uomo, corre veloce e lo scenario desta preoccupazione in tutta la
regione. Se ne è discusso ieri pomeriggio a Reggio Emilia, in un incontro organizzato
dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, in collaborazione con la
Provincia di Reggio Emilia, a cui hanno partecipato – oltre al presidente Giorgio Zanni,
la vice Elena Carletti e il comandante della Polizia provinciale Lorenzo Ferrari – i
rappresentanti di associazioni agricole, industriali e ambiti territoriali di caccia.
“Vogliamo condividere con il territorio la strategia che stiamo realizzando, anche nelle
aree che ancora non sono interessate dal virus per agire in un’ottica preventiva”, ha
detto l’assessore regionale Mammi, che oggi avrà un altro incontro a Modena con il
mondo agricolo, industriale e venatorio e che nei giorni scorsi, insieme all’assessore
Donini, ha scritto ai ministri Schillaci e Lollobrigida per chiedere ol riconoscimento dello
stato di calamità naturale per consentire di accedere agli aiuti, attivare misure
straordinarie per ridurre la popolazione dei cinghiali e rendere sicure le aziende.
“In questa situazione, è assolutamente fondamentale un coinvolgimento forte del
territorio- ha commentato Mammi-. Noi continuiamo a fare squadra, come sempre
abbiamo facciamo in questa regione di fronte alle difficoltà. A breve anche su queste
Province verranno istituiti i Got (Gruppi territoriali operativi) previsti dall’ordinanza del
Commissario nazionale per individuare le azioni necessarie per il contenimento e la
riduzione del rischio che il virus si diffonda nei territori ad oggi indenni. Abbiamo inoltre
sollecitato il Governo, e ottenuto la scorsa settimana un primo incontro presso il
Ministero dell’Agricoltura, per chiedere una strategia nazionale che coinvolga le regioni
confinanti alla nostra per agire in maniera coordinata”.
La Regione ha chiesto inoltre al Governo una dichiarazione di stato di calamità
naturale, “per consentire alle produzioni che rientrano nelle zone di restrizione allevamenti e aziende della trasformazione che subiscono i primi effetti della diffusione
del virus – di accedere a benefici fiscali previsti dalla legge in casi di calamità, quali
agevolazioni e sospensioni dei mutui o misure rivolte ai lavoratori.
Come ha ricordato l’assessore regionale nell’incontro a Reggio il valore delle produzioni
suinicole solo in Emilia-Romagna è pari ogni anno a un miliardo di euro, con notevoli
benefici non solo economici ma anche sociali per tutto il territorio, e un danno al settore
porterebbe ripercussioni su tutto l’indotto, con conseguenze gravi per le comunità. Tra i
punti chiave per una strategia efficace, che possano gestire procedure amministrative
straordinarie su appalti per acquisti di servizi e mezzi mirati al contenimento del
Reggio Emilia, 13 marzo 2024
cinghiale.
Altro punto importante di cui è parlato nell’incontro è quello relativo alla
commercializzazione delle carni lavorate, posto che emerge la necessità di realizzare
protocolli semplificati con i Paesi terzi, che tutelino il comparto, soprattutto
nell’ambito delle produzioni di qualità: per questo è stato chiesto al Governo “un
impegno a salvaguardare le esportazioni che rappresentano il valore commerciale più
importante negli ultimi anni, in particolare per le produzioni Dop e Igp, e che già ora
vedono chiusure da alcuni Paesi e si teme che altri, in particolare quelli del NordAmerica, possano aggiungersi”.
Le misure messe a punto dalla Regione
La Regione Emilia-Romagna fin dalla prima comparsa di casi di peste suina sul territorio
nazionale si è impegnata per l’innalzamento dei livelli di biosicurezza negli allevamenti e
nelle aziende, attraverso due bandi per complessivi 7 milioni di euro, mentre un terzo
con una dotazione di ulteriori 3 milioni di euro è stato aperto in questi giorni.
È stata messa a punto una strategia, assieme all’Istituto superiore per la protezione e la
ricerca ambientale e all’Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e
dell’Emilia-Romagna, per ridurre la circolazione del virus nelle province oggi interessate,
concentrandosi in particolare nell’attività di riduzione della popolazione di cinghiali nelle
aree poste all’interno del confine delle tre reti autostradali A1, A15 e A21, vicine al
distretto di Langhirano.
Sul fronte del contenimento dei cinghiali, la Giunta regionale ha reso disponibili tutti gli
strumenti che la normativa nazionale consente per ridurne il numero, ampliando a tutto
il periodo dell’anno l’attività in selezione e permettendo ogni forma di autodifesa da
parte degli allevatori e degli agricoltori, interessati da una presenza massiccia di
cinghiali.
È stato rinnovato inoltre rinnovato l’accordo con le Polizie provinciali e approvata la
seconda tranche di finanziamenti alle Province per l’anno in corso, per complessivi 900
mila euro, parte dei quali destinati proprio alla riduzione dei cinghiali con l’obiettivo di
ridurne la presenza sul territorio.