
(AGENPARL) – lun 19 febbraio 2024 Il canottaggio come parte della terapia
Convenzione tra ASST Sette Laghi, Associazione CAOS, Varese per l’Oncologia, Canottieri Gavirate e Canottieri Luino
ASST Sette Laghi, Associazione CAOS, Varese per l’Oncologia, Canottieri Gavirate e Canottieri Luino hanno sottoscritto una convenzione per la realizzazione del Progetto “Sport Terapia Integrata”, frutto di un accordo tra Sport e Salute S.p.A., Federsanità e Federazione Italiana Canottaggio (FIC).
Il Progetto ha valenza nazionale interessando le strutture ospedaliere presenti sul territorio e le Organizzazioni di Volontariato, e vuole coinvolgere il maggior numero di società remiere affiliate alla FIC in un lavoro sinergico tra FIC, Federsanità e ANCI.
L’obiettivo principale è l’attivazione di corsi di canottaggio come terapia integrata, che accolgono medici, volontari, persone con pregresse patologie (oncologiche e non solo) e semplici appassionati over 65, ma anche promuovere una nuova visione del canottaggio inteso non solo come attività sportiva, ma anche come disciplina volta alla promozione del benessere e della prevenzione delle malattie e come volano per favorire l’inclusione e l’integrazione sociale. I corsi, infatti, sono strutturati secondo una modalità formativa adatta a tutti e con il solo fine di aumentare il benessere e la generale qualità di vita dei partecipanti.
In ambito medico-sanitario il canottaggio è riconosciuto come attività motoria completa, che mobilita oltre l’85% dei muscoli distribuiti in tutto il corpo, e con riconosciuti benefici fisico-motori, oltre che psicologici, generati dal contatto con la natura e che rappresentano la soluzione ideale per uno stile di vita corretto, in un giusto equilibrio tra mente e corpo. Grazie al lavoro aerobico e alla ciclicità ripetuta del gesto tecnico, morbido e non traumatico, il canottaggio rappresenta uno degli sport ideali in un’ottica di prevenzione e benessere unitamente al recupero funzionale. Infatti fornisce un’alternanza perfetta per chi ha dolori articolari e per chi soffre di osteoporosi. Risultati apprezzabili sono stati altresì conseguiti nel trattamento del linfedema e nel normale processo di invecchiamento della persona, portando contributi di valore anche a livello psicologico e psicosociale.
“Sottolineo l’importanza del percorso diagnostico terapeutico assistenziale e riabilitativo della Breast Unit – spiega la Prof.ssa Francesca Rovera, Responsabile SSD Breast Unit ASST Sette Laghi – nella profonda consapevolezza che la presa in carico della persona, e non della malattia, faccia la differenza all’interno di quel concetto di cura multidisciplinare che coniuga scienza, etica ed umanizzazione. Questo progetto ne è l’esempio concreto. Pertanto non posso che complimentarmi con tutti gli stakeholder e rinnovare piena disponibilità”.
“In sintesi, questo progetto – confermano Carlo Lucchina ed Adele Patrini rispettivamente Presidente di Varese per l’Oncologia e dell’Associazione CAOS – contiene una peculiarità di grande valore, la sinergica collaborazioni tra Ospedale, Terzo Settore e realtà del territorio, un autentico sistema per promuovere salute. Confermiamo pertanto piena soddisfazione nell’aver sostenuto il progetto, e ribadiamo l’eventuale possibilità di dare continuità a questa risorsa, preziosa in ambito oncologico”.
“Questa convenzione è un ottimo esempio di declinazione pratica del concetto astratto di integrazione sociosanitaria – commenta il Direttore Sociosanitario di ASST Sette Laghi, Giuseppe Calicchio – Ancora una volta è il Terzo Settore a farsi promotore dell’iniziativa, a tutto beneficio dei nostri pazienti. Ovviamente, non possiamo che essere favorevoli ad un prosieguo del progetto e ringraziare tutti i partner coinvolti”.