

(AGENPARL) – Lunedì, 22 gennaio 2024
La salute diventa di competenza del Ministero dell’Impresa
E’ un danno biologico autoctono, con marchio dop.
A tal punto che il Ministero della Salute cede il passo a quello dell’Industria e del Made in Italy per la sua valutazione e metodo di calcolo.
D’altronde in Italia succede di tutto si sa, non a casa siamo il Paese di Pulcinella e Pinocchio.
Una Tabella, quella per il calcolo del danno non patrimoniale di non lieve entità, attesa da oltre 15 anni per dare attuazione all’articolo 138 del codice delle assicurazioni private.
Ha sorpreso tutti gli operatori di diritto la dichiarazione con cui la scorsa settimana il Ministro Urso, senatore di Fratelli d’Italia, tra un incontro con la delegazione di Wartsila ed un passaggio al centro spaziale di Matera, ha proclamato di avere garantito per le vittime dei sinistri il diritto ad un pieno ed equo risarcimento del danno subito.
I macro lesi da incidenti stradali, 600 al giorno nel bel Paese, chi è rimasto invalido senza possibilità più di camminare, o ha perso arti per amputazione a seguito di un sinistro, ringraziano.
I danneggiati da lesioni gravi e gravissime avranno lo stesso criterio di valutazione adottato per le lesioni lievi?
I danneggiati da lesioni gravi e gravissime ( per intenderci quelle punite dall’art. 592 bis del codice penale ) avranno lo stesso trattamento dei danneggiati da lesioni lievi, come nel caso del colpo di frusta, per cui si applica la procedura di risarcimento diretto.
Il punto di partenza di valutazione del danno biologico per invalidità permanente è stato abbassato da euro 1.198,76 ad 938,78.
Il risarcimento dovuto per l’inabilità temporanea assoluta dovuta per ogni giorno di ricovero ospedaliero è stato abbassato da euro 128,07 ad euro 54,80.
Soltanto ad Alice nel Paese delle meraviglie resterà il dubbio se il Ministero dell’Impresa potesse avere maggiore interesse a tutelare la salute, o gli interessi delle assicurazioni.
Di chi è la competenza a decidere sul danno alla salute?
Qualcuno si chiederà come è possibile che il danno biologico, ovvero il danno alla salute ( dal greco bios, vita ) non abbia trovato la tutela costituzionale garantita dall’articolo 32 e la genuflessione del Ministero alla Salute preposto agli interessi delle imprese.
Contrasta l’esigenza di abbassare i premi assicurativi e tutelare i consumatori con quella di garantire un equo risarcimento del danno a chi rimanga infermo o invalido a seguito di un sinistro stradale, o errore medico.
Il metodo adottato per seguire finalità convergenti non è quello proposto, si tratta dell’ennesima brutta figura per il Governo e solo la più alta carica dello Stato potrà valutare se firmare, o meno, quanto ora verrà sottoposta alla sua attenzione.
Il problema dell’educazione stradale e della pericolosità di chi guida richiede interventi mirati
L’educazione stradale ( forse, al giorno, d’oggi l’educazione in genere ), è un fenomeno ignoto al popolo italiano.
La patente di guida viene rilasciata in certi casi con troppa facilità e rinnovata senza limiti di età e tenere conto della pericolosità di chi guida.
A ciò si aggiunga la condizione disastrosa del manto stradale in Italia, con pavimentazione sconnessa, buche, mancanza di segnaletica, di illuminazione e marciapiedi.
L’attività svolta dall’Associazione Difesa Infortunati Stradali per garantire i diritti dei feriti in incidenti
Il danno biologico diventa di competenza del Ministero del made in Italy, un pò come dire che la scuola diventa di competenza del Ministero della Difesa.
Tutte situazioni che l’Associazione Difesa Infortunati Stradali Adism, da oltre 20 anni, porta all’attenzione dei Ministeri competenti e del Governo, ricevendo puntualmente risposta a cui non seguono azioni.
Non si comprende il beneficio dell’abbassamento dei premi auto laddove i Comuni sono intenti a fare cassa con multe selvagge ed i proventi non vengono reinvestiti per la manutenzione stradale.
Per questo, quale rappresentante di interessi alla Camera dei Deputati, per garantire il rispetto della legalità, dopo avere convocato il Consiglio Direttivo di Adism e sentito l’ISLE, ho inviato una nota al Presidente della Repubblica chiedendo di valutare se firmare o meno il DPR di cui all’ art. 138 comma 1 lett. b) del D Lgs 7/9/2005 n. 209, così come concepito.