(AGENPARL) - Roma, 10 Ottobre 2023 - [lid] In occasione del Convegno dell’Associazione Dossetti dal titolo “Fermare i Killer Silenziosi! Promuovere la prevenzione cardiovascolare per migliorare la salute in Italia”, l’Agenparl ha intervistato la Sen. Elena Murelli (X Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale; Presidente Intergruppo parlamentare malattie cardio-cerebrovascolari).
«Quando si parla di malattie cardio, cerebro e vascolari, si fa riferimento a patologie che continuano a rappresentare la prima causa di morte in Italia (220.993 decessi nel 2019, quasi il 35% del totale) – la prima causa di ricovero ospedaliero (672.777 dimissioni in regime ordinario nel 2020, pari al 13,8%) – e la seconda causa di DALY, confermandosi tra le principali cause di invalidità insieme ai tumori. Nonostante il loro notevole impatto sulla salute e sulla qualità della vita delle persone ma anche sul sistema economico e sociale del nostro Paese, le malattie cardio, cerebro e vascolari sono state troppo a lungo ai margini dell’agenda della sanità», dichiara la Sen. Elena Murelli, Componente della Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro pubblico e privato e Previdenza sociale e Promotore dell’Intergruppo parlamentare sulle malattie cardio, cerebro e vascolari.
«La prevenzione rappresenta un elemento imprescindibile nelle politiche di contrasto alla diffusione di tutte le patologie croniche, e in particolare delle patologie cardio, cerebro e vascolari in cui un’efficace attività di prevenzione potrebbe evitare più di 3 morti su 4. Promuovere stili di vita sani che possono modificare i fattori di rischio come fumo, alcol, inattività fisica e scorretta alimentazione, anche ricorrendo a strumenti ancora poco usati come la Carta per la valutazione del rischio cardiovascolare, è essenziale, ma spesso non è sufficiente perché molte persone sviluppano queste patologie per predisposizione genetica, fattori congeniti o come conseguenza di altre condizioni come diabete e ipertensione, per cui la prevenzione secondaria e terziaria, che implica screening per i soggetti a rischio, monitoraggio continuo delle condizioni cliniche ma anche riabilitazione cardiologica, diventa altrettanto fondamentale».
Continua la Senatrice «La riduzione dei fattori di rischio cardiovascolari dipende anche dall’aderenza terapeutica e dalla disponibilità di terapie farmacologiche e tecnologie: l’accesso a farmaci e tecnologie innovative, spesso superiori in termini di efficacia clinica, più sicure e meno invasive per i pazienti, rappresenta una priorità sia in fase di prevenzione secondaria che di trattamento».
Conclude la Senatrice Murelli «Tutte queste tematiche sono affrontate dal nostro intergruppo consapevoli della necessità di aprire un tavolo di lavoro ministeriale, aperto alle più importanti società scientifiche, alle associazioni dei pazienti e agli esperti del settore, per elaborare un Piano Nazionale per queste patologie, anche guardando agli esempi di altri Paesi europei, come la Spagna.»
