(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2023 - (AGENPARL) – dom 10 settembre 2023 La storia di un libraio, di un “diverso”, un alieno. Perché diverso dalla
massa dei pendolari che ogni mattina lo accompagnano al lavoro con il treno
delle 6,00. Diverso dalla gente che abita il mondo e le città senza
percepire la bellezza che lui invece riesce ancora a trovare in alcuni
dettagli. Il protagonista del romanzo è un idealista che ama la natura, la
scrittura e la poesia, un uomo con una visione del mondo aperta alla
meraviglia e all’ironia che diventano strumenti indispensabili per
sopravvivere al quotidiano.
*FRANCESCO SAVIO*
*Felice chi è diverso*
Pagine 112, prezzo 13 euro
Fernandel
*In libreria il 15 settembre 2023*
Questa è la storia di un libraio che si alza alle 4,55 per andare a
lavorare in un’altra città e che legge la realtà che gli si presenta come
fossero le pagine di un libro. Ciò lo rende diverso dalla maggioranza delle
persone: felice di essere straniero, a tratti preoccupato per la fatica che
questa diversità comporta. Camminando osserva gli alberi e riflette sul
metodo migliore per riuscire a sopravvivere, economicamente e poeticamente,
incapace com’è di accettare ingiustizie sociali e diseguaglianze che sempre
più spesso vengono ritenute normali e inevitabili. Il suo desiderio è
quello di non tradire la “visione”, quando tutto invece sembra orchestrato
per renderci ciechi. Visioni sperimentate per la prima volta da ragazzo, e
che le difficoltà della vita quotidiana sembrano rendere meno frequenti.
Che si trovi su un treno, in un bar oppure nella libreria in cui lavora,
che vaghi solitario o insieme ad altre persone, le sue associazioni d’idee
ci accompagnano in un viaggio che coinvolge chi, come lui, è ancora
sensibile alla bellezza. Felice chi è diverso è un romanzo che racconta una
vita sospesa fra candore e fervore, un libro che abolisce la fretta per
ricordarci che il difficile non è vivere, ma farlo in modo autentico.
«*Mi alzavo alle 4,55 per andare a lavorare. Ero abbastanza contento, anche
se sul treno dei pendolari raramente incontravo intellettuali […]. Mi sarei
potuto alzare anche alle cinque del mattino, cinque minuti a certe
latitudini orarie possono fare la differenza, ma avrei dovuto fare tutto di
corsa. Anzi, avrei dovuto proprio correre. A volte immaginavo di farlo
davvero. Di chiudere senza rumore il cancelletto grigio del giardino della
casa in cui abitavamo, osservando con dispiacere i due abeti potati male
che mi facevano venire in mente le donne di Egon Schiele, per poi iniziare
a correre fino alla fermata della metropolitana, dosando la forza degli
allunghi, perché fermarsi, in questo gioco immaginario per non perdere la
metropolitana e di conseguenza il treno, non valeva. Passavo comunque venti
secondi a guardare con attenzione i due abeti potati male il giorno di
santa Lucia dai barbari armati di camioncino, motosega e scala elevatrice.
Il dispiacere si trasformava in sgomento quando i miei occhi planavano sul
ceppo del terzo abete del giardino, quello che con i suoi rami verdi e
profumati era il più vicino al nostro balcone, facendo naturalmente ombra
durante la stagione estiva, abbattuto nell’ipotesi che l’intero albero, o
parte di esso, potesse cadere e danneggiare la casa in cui vivevamo. Il
ventomoto che nell’ottobre 2018 si era scatenato sull’Italia del nord
sradicando, secondo le stime, circa dodici milioni di alberi, aveva
lasciato tracce nella testa delle persone. Molte piante erano cadute, e
qualcuno aveva consigliato ai proprietari di abitazioni con alberi in
giardino di sfoltirle o sopprimerle, per evitare a tronchi e rami di
atterrare rovinosamente su tetti o individui, spinti dalle feroci raffiche
di vento, prive di dolcezza. Il risultato era che, nel quartiere più verde
della piccola città, troppi alberi vicino alle case erano stati abbattuti o
potati senza pietà, a causa di una paura insensata e di una serie di
dozzinali interventi privi di senso estetico».*
*Francesco Savio* è nato a Brescia nel 1974. Ha pubblicato *Mio padre era
bellissimo* (Italic, 2009), tradotto in Francia col titolo *Mon père était
très beau* (Le dilettante, 2012), *Il silenzio della felicità* (Fernandel,
2013), *Il fuorigioco sta antipatico ai bambini* (Ediciclo, 2014), *La
sottovita *(Mondadori, 2019), *Il Balotelli letterario* (peQuod, 2021).
Allegata la cover
*1A Comunicazione*
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