(AGENPARL) - Roma, 1 Agosto 2023 - (AGENPARL) – mar 01 agosto 2023 Comunicato stampa n.88
1 agosto 2023
NUOVA UNITÀ DI TERAPIA SEMI-INTENSIVA MEDICA ALL’OSPEDALE DI SANTORSO:
CRESCONO L’APPROPRIATEZZA DELLA PRESA IN CARICO E L’EFFICIENZA NELL’UTILIZZO DEI POSTI LETTO
L’ULSS 7 Pedemontana è tra le prime a implementare questo innovativo modello assistenziale.Oggi l’inaugurazione alla presenza del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia
L’ospedale di Santorso è tra i primi in Veneto ad attivare il nuovo modello organizzativo di presa in carico introdotto dalla Regione Veneto con la Delibera n. 1710 del 30 dicembre 2022, incentrato sul concetto di “utilizzo flessibile dell’ospedale basato su livelli di intensità di curaâ€. Il risultato è la nuova Unità di Terapia semi-Intensiva Medica (TSI) attivata nell’Ospedale Alto Vicentino, inaugurata ufficialmente questa mattina alla presenza del Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.
Con una dotazione di 12 posti letto, la nuova struttura è inserita nell’ambito dell’U.O.C di Medicina Generale diretta dal dott. Massimo Marchetti e accoglie pazienti che richiedono supporto d’organo e un monitoraggio continuo, dunque un livello di assistenza maggiore rispetto a quello che tipicamente avviene in un reparto di Medicina Generale: «L’Unità di Terapia semi-Intensiva Medica – spiega il dott. Marchetti – ci consente di offrire un livello assistenziale su misura per gestire quei pazienti critici che metterebbero in difficoltà una degenza normale, ma che non hanno immediatamente la necessità di sostituzione d’organo tipicamente offerta dalle competenze di una Unità Intensiva come può essere la Rianimazione o l’UCIC».
Una condizione nella quale possono rientrare tipologie di pazienti anche molto diverse: soggetti affetti da sepsi, dunque con gravi infezioni che hanno un impatto anche sul sistema cardiocircolatorio, oppure pazienti in attesa di pacemaker o comunque con aritmie cardiache importanti, diabetici con grave scompenso, casi acuti di bronco pneumopatia cronica ostruttiva che necessitano di ventilazione non invasiva. «In passato questi pazienti venivano tenuti in Medicina Generale se possibile – aggiunge il dott. Marchetti -, ma spesso dovevano poi essere trasferiti in Rianimazione oppure in Cardiologia. Ora invece possono contare su un’unità ad essi dedicata, con un livello di intensità assistenziale perfettamente adeguato e con il vantaggio organizzativo di lasciare posti letto liberi per altri pazienti più gravi in Cardiologia e Rianimazione».
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