
(AGENPARL) – gio 08 giugno 2023 *COMUNICATO STAMPA DELL’8 GIUGNO 2023*
Ha preso il via a Oristano il percorso partecipativo sull’istituzione del
Parco delle Terre d’acqua dell’oristanese.
Ampia la partecipazione al primo incontro da parte di enti, associazioni e
cittadini, all’incontro promosso dal Gruppo di Coordinamento (composto dai
comuni di Oristano, Nurachi, Terralba, Arborea, Palmas Arborea, Arbus,
Guspini, Riola Sardo, Cabras, San Vero Milis, Santa Giusta e dal Consorzio
di Bonifica di Oristano, la Provincia di Oristano e la Regione Autonoma
della Sardegna – Assessorato della Difesa dell’Ambiente) e realizzato con
il supporto tecnico della società Poliste srl Società Benefit, per
informare, sensibilizzare, animare e coinvolgere le comunità e stimolare
l’espressione di idee, opinioni, visioni, dialogo, ascolto e confronto
attivo.
L’incontro “Ascoltiamo le tue terre d’acqua” è stato aperto dall’Assessore
all’Ambiente del Comune di Oristano, Maria Bonaria Zedda, e dal Sindaco di
Nurachi, Renzo Ponti, che è anche coordinatore del Gruppo di coordinamento.
“È stata una importante occasione di ascolto e di confronto – evidenzia
l’Assessore Maria Bonaria Zedda -. Una sessantina i partecipanti che hanno
affollato la sala dell’ex Teatro San Martino di Oristano. Sono emersi tanti
contributi utili, anche preoccupazioni e obiezioni, ma in questa fase è
importante che emergano tutte le posizioni, affinché il percorso
partecipativo sia il più ampio, trasparente e completo possibile”.
“L’idea di un parco, o comunque di un soggetto capace di governare le
politiche di tutela e sviluppo sostenibile delle zone umide oristanesi, non
vuole essere imposta dall’alto, ma deve nascere dal coinvolgimento delle
realtà territoriali – ha detto il Sindaco Ponti -. Il confronto parte da
Oristano che come comune capoluogo può unire le varie realtà territoriali”.
Serenella Paci, della società Poliste, ha introdotto il dibattito spiegando
che nell’ampia fascia territoriale che va da San Vero Milis fino a Guspini
e Arbus esistono già numerose zone sottoposte a tutela: 6 siti Ramsar,
un’area marina protetta, aree SIC e zone di protezione speciale: “Cerchiamo
di capire tutti insieme, attraverso un processo partecipativo, di ascolto e
di coprogettazione, se si riesce a mettere ordine a un sistema molto
frammentato con una forma di governo unitario, con una visione unica”.
La presentazione ha consentito di fare chiarezza sul significato
dell’eventuale istituzione di un parco: tutte le attività attualmente
consentite nelle aree interessate continuerebbero ad essere consentite con
le medesime regole, unica eccezione per la caccia che per legge non è
ammessa nei parchi. Nessun cambiamento, invece, per l’agricoltura e la
pesca, per lo sport e le attività escursionistiche, per l’espansione
edilizia e le trasformazioni urbanistiche, per la costruzione di impianti
energetici da fonti rinnovabili, per la realizzazione di nuove discariche o
impianti di trattamento e smaltimento fanghi e rifiuti.
Sulle limitazioni all’attività venatoria si sono registrati gli interventi
più critici con i rappresentanti delle associazioni di categoria che hanno
parlato di mancanza di pari opportunità e di discriminazioni nei confronti
dei cacciatori. Preoccupazione anche da parte della Confagricoltura, della
Lega delle cooperative, del Consorzio industriale di Oristano. Per tutti
occorre un reale confronto con le comunità, con i cittadini in primo luogo,
con i portatori di interesse, categorie, associazioni, enti e istituzioni.
Per il Sindaco di Cabras, Andrea Abis, “non c’è bisogno di una nuova
scatola per governare il territorio, occorre far funzionare bene le realtà
che già esistono. Un ente parco si porrebbe al di sopra degli enti in capo
ai quali oggi insistono le competenze, creando un ulteriore ostacolo
burocratico”.
Il Presidente della Commissione ambiente del Comune di Oristano, Paolo
Angioi, prendendo atto delle numerose perplessità emerse, ha auspicato un
nuovo approccio con chi legittimamente esprime preoccupazione o contrarietà
alla nascita di un parco.
“Non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo finale – conclude l’Assessore
Maria Bonaria Zedda -. Tutti vogliamo migliorare la conoscenza delle zone
umide e realizzarne una gestione integrata, ridurre le minacce sugli
ecosistemi marini, promuovere una gestione e un uso efficiente delle
risorse idriche. Sono obiettivi il cui raggiungimento sarà tanto più
possibile quanto più sarà garantito il coinvolgimento della popolazione.
Facciamo tesoro di ogni posizione espressa, anche di quella più critica,
per costruire un percorso ed elaborare una proposta realmente condivisa. Il
coinvolgimento di cittadini, imprese, realtà del terzo settore, istituzioni
dei comuni serve proprio per esplorare il potenziale del territorio?nella
direzione di una valorizzazione e di un futuro sviluppo
sostenibile?attraverso la creazione del parco. Siamo solo all’inizio del
percorso”.