(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2023 - (AGENPARL) – ven 03 marzo 2023 V COMMISSIONE CONTROLLO E GARANZIA/ LUNEDI’ 6 MARZO ALLE 10.30 LA SEDUTA
CONSIGLIO COMUNALE/ LUNEDI’ 6 MARZO ALLE 15.30 LA SEDUTA
[II COMMISSIONE CONSILIARE BILANCIO/ APPROVATO IL RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIO]
I COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI/ DISCUSSA LA MODIFICA DELL’ART. 16 DEL REGOLAMENTO CONSILIARE
Testo Allegato:
V COMMISSIONE CONTROLLO E GARANZIA/ LUNEDI’ 6 MARZO ALLE 10.30 LA SEDUTALa V commissione Controllo e Garanzia si riunirà, nella sala del Consiglio comunale, lunedì 6 marzo alle 9.30 in prima convocazione ed alle 10.30 in seconda.In programma l’esame degli atti amministrativi.CONSIGLIO COMUNALE/ LUNEDI’ 6 MARZO ALLE 15.30 LA SEDUTAIl Consiglio comunale si riunirà, in prima convocazione, lunedì 6 marzo alle 15.30 a palazzo dei Priori.Questi gli atti in programma:-Variante parziale al PRG parte strutturale e parte operativa ai sensi dell’art. 32, comma 6 L.R. N. 1/2015 e art. 8 del D.P.R. N. 160/2010. Ditta: Perugia conglomerati S.R.L. Presa d’atto dell’inadeguatezza delle previsioni dello strumento urbanistico generale. Avvio del procedimento unico di variante.- Riconoscimento debiti fuori bilancio ai sensi dell’art. 194, comma 1, del D. Lgs. N. 267/2000. -Ordine del giorno presentato dalle consigliere Maria Cristina Morbello e Francesca Vittoria Renda del gruppo consiliare Tesei Presidenti per l’Umbria, avente ad oggetto: “Velocizzare l’installazione di barriere fonoassorbenti”.-Ordine del giorno presentato dal consigliere Riccardo Mencaglia del gruppo consiliare Fratelli d’Italia, avente ad oggetto: “Rotatorie stradali Galleria Kennedy – Incrocio tra via XIV Settembre e Via Pellini – Richiesta di installazione dissuasori di sosta.” – Ordine del giorno presentato dalla consigliera Roberta Ricci del gruppo consiliare Lega Salvini per Perugia, avente ad oggetto: “Adesione all’Associazione Regionale “Strade della Ceramica” e all’Associazione Nazionale “Città della Ceramica”.”II COMMISSIONE CONSILIARE BILANCIO/ APPROVATO IL RICONOSCIMENTO DEL DEBITO FUORI BILANCIOLa II commissione consiliare Bilancio, presieduta da Alessio Fioroni, ha approvato nel corso della seduta del 2 marzo, con 10 voti a favore e 4 astenuti la preconsiliare n. 1288 del 15/02/2023: riconoscimento debito fuori bilancio ai sensi dell’art.194, comma 1 del d.lgs 267/2000.I debiti riconosciuti riguardano spese di giudizio e onorari dovuti al consulente tecnico d’ufficio. Eccoli nel dettaglio: 1)Spese di giudizio per 121,94 euro relativamente alla sentenza n. 841/2022, emessa in data 08/06/2022 dal Tribunale di Perugia. Per mero errore, in precedenza, era stato richiesto il riconoscimento quale debito fuori bilancio solo di una parte della somma complessiva dovuta, rendendo necessaria l’integrazione.2) compensi al consulente tecnico dell’ufficio nel procedimento civile n. 5610/2020 ai sensi del decreto di liquidazione emesso dal Giudice del Tribunale Ordinario di Perugia, Sezione terza civile per l’importo complessivo di € 16.907,80;3) riconoscimento nel procedimento di cui al punto 2, a titolo prudenziale, della quota residua del debito, pari a complessivi € 18.176,60, tenendo conto della responsabilità solidale dell’Ente, in caso di eventuale inadempimento della controparte ed attivazione della richiesta nei confronti dell’Ente.I COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI/ DISCUSSA LA MODIFICA DELL’ART. 16 DEL REGOLAMENTO CONSILIARELa I commissione Affari Istituzionali, presieduta da Michele Nannarone, ha ripreso nel corso della seduta del 3 marzo, l’esame della proposta di modifica dell’art. 16 del regolamento del Consiglio comunale recante “segreteria dei gruppi consiliari”.Rispetto al testo vigente, la proposta (risalente al 2019) sulla consistenza degli assistenti dei gruppi prevede quanto segue:-presidente del Consiglio comunale: 1 segretario a tempo pieno (invariato);-gruppo da uno a tre consiglieri (prima da uno a due): 1 segretario a tempo parziale (massimo 18 ore) (prima un segretario a tempo pieno);- gruppo da quattro a otto consiglieri (prima da tre a sei): 1 segretario a tempo pieno (prima un segretario a tempo pieno ed 1 a tempo parziale-gruppo da nove a undici consiglieri (prima da sette a dieci): 1 segretario a tempo pieno ed 1 a tempo parziale (prima due segretari a tempo pieno);-gruppo da dodici e oltre (prima da undici e oltre): 2 segretari a tempo pieno (prima tre segretari a tempo pieno).Al secondo comma si propone di aggiungere, inoltre, il seguente inciso: Il costo complessivo del personale assegnato alla segreteria dei gruppi consiliari, anche a seguito di avvenute modifiche della consistenza dei gruppi nel corso del mandato, non potrà comunque superare quello corrispondente a dieci unità dell’area degli istruttori.DIBATTITOLa consigliera Erika Borghesi (PD) ha avanzato l’ipotesi di modificare la proposta di partenza prevedendo solo due fattispecie, ossia gruppo da 1 a 4 consiglieri con almeno un segretario a tempo pieno, gruppo con oltre 5 consiglieri almeno due segretari a tempo pieno.Ciò tiene conto dell’esigenza di salvaguardare i gruppi più piccoli e fornisce una fotografia più corretta di quello che potrà essere lo scenario futuro in Consiglio essendo improbabile la presenza di gruppi composti da oltre 12 consiglieri.Emanuela Mori (IV) ha espresso contrarietà nei confronti della proposta originaria ma anche sull’opportunità di modificare il testo vigente essendo la consiliatura in fase di conclusione. Secondo il suo parere già ora ai consiglieri sono messi recinti piuttosto ristretti, ed occorre evitare di aggravare la situazione. Ha poi chiesto di conoscere i motivi alla base della proposta, ossia se si tratti di una volontà di contenere la spesa pubblica del Comune o altro. Ciò va in contrasto col fatto che attualmente molti gruppi consiliari non hanno nemmeno un assistente a disposizione e dunque il problema non si pone; sarebbe quindi preferibile valutare misure di contenimento relative alle spese per gli assistenti degli assessori e della giunta in genere. Altra perplessità di Mori sulla proposta di modifica del comma 2, già respinta dalla commissione tempo fa, perché rischia di penalizzare alcuni gruppi in presenza di un numero di gruppi in Consiglioi superiore a 10.Secondo Francesca Tizi (M5S) il secondo comma, per come proposto, va in contrasto con quanto approvato dalla commissione la scorsa seduta in merito all’art. 12 in virtù di emendamento della stessa Tizi (ossia l’inciso: “Fermo restando il diritto di ogni Gruppo Consiliare alla dotazione di una propria segreteria). Occorre quindi eliminare l’incongruenza per evitare contrasti normativi. Nel merito dell’art. 16 Tizi ha accolto la proposta di Borghesi ritenendo che rispecchi le fattispecie più diffuse e tuteli tutti i gruppi.Per Francesco Zuccherini (PD) effettivamente il secondo comma, per come proposto, va ad annullare i principi precedentemente introdotti dalla commissione nel regolamento all’art. 12 nonché quanto stabilito nel primo comma dell’art. 16.Quanto al I comma Zuccherini ha specificato che la proposta di partenza non è più attuale rispetto alla composizione del Consiglio e vada valutata soprattutto in una prospettiva futura.In relazione al contesto generale il dirigente Emilio Buchicchio ha specificato che la proposta originaria di modifica dell’art. 16 era incardinata nella precedente consiliatura e non è mai arrivata per la votazione in Consiglio comunale non essendo stata condivisa in commissione. La ratio della stessa è evidentemente di contenere i costi per l’ente. Trattandosi di un’ipotesi di lavoro, Buchicchio ha ribadito che la decisione circa i termini di modifica dell’articolo sono di competenza del Consiglio; certamente in caso di consistenze importanti si corre il rischio di vanificare le previsioni ove si verifichi una scarsa adesione al bando per la mobilità previsto dal sistema come già accaduto in questa consiliatura.Quanto al comma 2 il dirigente ha confermato la necessità di modificare il testo della proposta perché in contrasto con quanto previsto all’art. 12.Il presidente Michele Nannarone a questo punto, tenuto conto di quanto suggerito da Borghesi, ha proposto una nuova soluzione del comma 1 dell’art. 16 prevedendo tre fasce: da 1 a 3 consiglieri un assistente a tempo parziale; da 4 a 7 consiglieri un assistente a tempo pieno, da 8 consiglieri in poi un assistente a tempo pieno ed uno a tempo parziale.Il capogruppo Lega Lorenzo Mattioni ha condiviso il principio secondo cui il sacrificio non deve riguardare il solo Consiglio ma anche giunta ed assessori per una ragione d’equità.Secondo il consigliere è necessario, comunque, garantire che in Consiglio tutti i gruppi, anche i meno numerosi, abbiano un’assistenza tecnica; tuttavia appare equilibrato stabilire che i gruppi mono personali e simili possano dotarsi di un segretario a tempo parziale, onde evitare il superamento dei limiti massimi di organico stabiliti.Per Francesca Renda quanto segnalato da Mattioni può essere raggiunto inserendo nel comma la dicitura “fatta salva la disponibilità degli uffici”. In ogni caso la consigliera ha evidenziato che il superamento dei limiti può essere evitato, anche in presenza di una previsione che assegni ai gruppi monopersonali un assistente a tempo pieno, tramite accordi tra presidenti dei gruppi ed uffici dettati dal buon senso (scelta di dotarsi di un segretario a tempo parziale e non di uno a tempo pieno).Il capogruppo di Progetto Perugia Francesco Vignaroli ha appoggiato la proposta di Nannarone di prevedere tre fasce con relative consistenze. In senso generale ha sostenuto che un obiettivo fondamentale deve essere rappresentato dal contenimento della spesa pubblica ad ogni livello di amministrazione; per questo ha detto di non rinvenire alcuna contraddizione nella formulazione prevista per il secondo comma dell’art. 16 (tetto di spesa pari a 10 assistenti) invitando a specificare che tale limite deve riguardare 10 dipendenti a tempo pieno, con possibilità, pertanto, di raddoppiare il numero in caso di segretari a tempo parziale “stessa spesa per l’ente).Per Alessio Fioroni (FI) il regolamento deve tenere conto dei casi particolari, ma non può certo prevedere tutte le eccezioni e le ipotesi cosiddette limite.Il consigliere ha concordato con Vignaroli circa la necessità di individuare tetti massimi per contenere la spesa pubblica; tuttavia tale tema dovrà valere anche per gli altri organi del Comune, ossia giunta ed assessori. Ciò per non penalizzare il Consiglio comunale, organo rappresentativo per eccellenza dei cittadini.In merito alla previsione delle fasce, Fioroni ha proposto questa soluzione: 1-2 consiglieri (un assistente part-time); 3-4 consiglieri (un tempo pieno); da 5 in su (1 part time ed un tempo pieno).Paolo Befani (FdI) ha concordato con Fioroni e Nannarone circa l’ipotesi delle 3 fasce, invitando ad approfondire le consistenze all’interno di ciascuna di esse. Per il consigliere, pur essendo la consiliatura verso la fine, niente impedisce di modificare il regolamento con l’obiettivo di migliorarlo in prospettiva futura, dando un’organizzazione più chiara e funzionale. Befani si è detto favorevole ad inserire un tetto massimo di spesa, magari consentendo a tutti i gruppi di avere a disposizione almeno un assistente a tempo parziale. Soluzione possibile, anche in caso di presenza di tanti gruppi in Consiglio, col buon senso.Non essendo possibile incidere in alcun modo sulla giunta, essendo una previsione del Tuel, Befani ha semmai ipotizzato di valutare una modifica della disposizione riguardante la segreteria del presidente del Consiglio.Riallacciandosi al ragionamento di Vignaroli sul contenimento delle spese, Francesca Renda (Tppu) ha sostenuto che la razionalizzazione va fatta a tutti i livelli di amministrazione, ma in maniera intelligente e senza svilire il ruolo degli organi politici. Chiudendo il dibattito, Cristiana Casaioli (Progetto Perugia) ha sostenuto che i consiglieri svolgono un ruolo politico importante essendo stati eletti democraticamente, ed è quindi giusto che siano messi in condizione di lavorare al meglio. Ciò, purtroppo, negli ultimi 4 anni di consiliatura non è avvenuto, visto che molti gruppi non hanno potuto contare stabilmente su assistenti. Nel comprendere la necessità di fissare dei numeri massimi, Casaioli ha comunque sostenuto che il fine ultimo deve essere l’interesse dei cittadini ad essere rappresentanti adeguatamente.Concluso il dibattito la Commissione ha dato mandato al dirigente dott. Buchicchio di redigere una nuova proposta di modifica dell’art. 12 con relative “proiezioni” numeriche.Per il primo comma le ipotesi da analizzare saranno due; la prima prevede le seguenti consistenze: da 1 a 2 consiglieri (un assistente a tempo parziale); da 3 a 5 consiglieri (un tempo pieno), da 6 in poi (un tempo pieno ed un tempo parziale); la seconda prevede le seguenti consistenze: da 1 a 3 consiglieri (un tempo parziale); da 4 a 6 consiglieri (un tempo pieno), da 7 in poi (un tempo pieno ed un tempo parziale); Per ciò che concerne il secondo comma verrà proposta una dicitura che sia in linea con quanto previsto nell’art. 12 o, in alternativa, la cancellazione per contrasto col predetto art. 12.