
(AGENPARL) – gio 30 giugno 2022 D’ORIA E FIESCHI A CONFRONTO
GIAN LUIGI E LA GLORIA
di Vico Faggi
con Francesco Patanè e il danzatore Francesco Adamo
RITRATTO DI PRINCIPE CON GATTO
di Elena Bono
con Vanni Valenza e le danzatrici Beatrice Rossi Veronica Manzo Arianna De Santis
coreografia Patrizia Genitoniscene Giorgio Panni Giacomo Rigalzaregia Daniela Ardini
Produzione Lunaria Teatro Genova
GIOVEDÌ 7 LUGLIO 2022 ORE 21.15
SABATO 9 LUGLIO 2022 ORE 21.15
PIAZZA SAN MATTEO GENOVA
Ritratto di Principe con gatto di Elena Bono: Andrea D’Oria, nell’ultima notte della sua vita, si “confessa” al suo gatto, ricordando le cose buone fatte e soprattutto “giustificando” le sue azioni più riprovevoli come la distruzione di tutti coloro che parteciparono alla congiura contro di lui. Così la regista Daniela Ardini: di quella che è stata una delle regie che considero meglio riuscite nel mio curriculum sottolineo l’impianto visivo perché il gatto c’è, non è un interlocutore fittizio o un peluche, ma è una danzatrice che interpreta sì il gatto ma soprattutto diventa la madre, la madre che lo chiama dall’aldilà, dall’altra stanza. La gatta ballerina “polimorfa” – in un gioco scenico – perché il pubblico capisce benissimo che questo gatto è soltanto un segnale, si chiama Dragut dal pirata, è il simbolo dei Fieschi, è la madre che chiama Andrea nell’aldilà, ma è anche la Madonna al quale il chiaroscurale Ammiraglio si rivolge per intercedere con il padrone del Palazzo nell’ultima notte di vita.
La stessa autrice apprezzò particolarmente la scenografia di Giorgio Panni: il letto di morte che si trasforma nel cassero della galea che porta Andrea nell’altra stanza in un finale di profonda emozione.
Seguendo il filone della storia nei luoghi della storia Vico Faggi scrive per noi Gian Luigi e la gloria. Il monologo è interpretato dal giovane Francesco Patanè, attore pluripremiato per le sue interpretazioni cinematografiche. La regia presenta un Fiesco-fantasma in una ambientazione che vuole essere “sottacqua” grazie alle fantasiose proiezioni e ambientazioni sonore di Luca Nasciuti e alla scena spoglia ma incisiva di Giorgio Panni che su crea il doppio del Fiesco, uno scheletro interpretato da un ballerino, che dà il senso della inutilità dell’uomo di fronte alla Storia.






