(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2022 - (AGENPARL) – mer 20 aprile 2022 Ucraina: Cia, mille agricoltori in piazza a Venturina. Fare di più contro shock
rincari
Iniziativa al Centro Italia chiude ciclo di manifestazioni indette dall’organizzazione. Servono
maggiori risorse e misure straordinarie per fronteggiare effetti guerra
Roma, 20 apr – Aumenti record di materie prime ed energia, costi di produzione alle stelle, mercati
in agitazione, inflazione galoppante. L’agricoltura italiana rischia ogni giorno il cortocircuito: per questo
serve rendere strutturali le misure emergenziali messe in campo dal Governo e costruire un vero e proprio
Piano straordinario d’azione a Bruxelles, come per la pandemia, che affronti in un’ottica di lungo periodo
le ripercussioni della guerra in Ucraina. Questo l’appello di Cia-Agricoltori Italiani dalla nuova grande
manifestazione organizzata a Venturina Terme (Livorno). Quasi mille agricoltori radunati in piazza da tutte
le regioni del Centro Italia per dire “basta!” e chiedere interventi specifici a sostegno dei settori più colpiti
dagli effetti del conflitto, come gli allevamenti e i cereali, ma anche per agire finalmente su problemi
annosi, dal proliferare incontrollato della fauna selvatica aggravato dall’emergenza peste suina allo
spopolamento delle aree rurali.
Terzo e ultimo appuntamento di un’ambiziosa roadmap che ha visto mobilitarsi le sedi Cia di
tutt’Italia, dalla prima iniziativa al Nord a Rossiglione a quella al Sud a Scanzano Jonico, oggi è toccato ai
produttori di Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo – in corteo con circa 100 trattori – ribadire le
preoccupazioni per un settore che ormai si ritrova a lavorare in perdita, dopo due anni di pandemia
devastante, per l’eccezionale aumento dei costi produttivi (dal +120% delle bollette energetiche al +170%
dei fertilizzanti), tra le incertezze dei mercati e le speculazioni finanziarie.
Ecco perché, secondo Cia, se le prime misure del Governo destinate al settore sono state mirate e
opportune, dal credito d’imposta per l’acquisto di carburanti ed energia elettrica alla ristrutturazione dei
mutui agrari, ora è importante che siano migliorate e implementate, in sede di conversione dei decreti, per
renderle strutturali.
Altrettanto necessario, per l’organizzazione, è uno sforzo aggiuntivo in termini di risorse per
prevedere: incentivi alla semina, anche attraverso strumenti assicurativi, in grado di remunerare
un’eventuale riduzione dei prezzi pagati agli agricoltori nei prossimi mesi rispetto ai valori attuali; incentivi
ai consumi agroalimentari, a partire dalle fasce più deboli della popolazione; pacchetto di interventi mirati
di credito agevolato per le piccole e medie imprese; incentivi a multifunzionalità e diversificazione delle
imprese agricole; sostegno alle attività agrituristiche, anche tramite voucher per il rilancio dei flussi turistici
nelle aree interne.
A livello europeo, dopo il primo passo rappresentato dalle recenti decisioni assunte a Bruxelles,
occorre promuovere e adottare iniziative di più ampio respiro: rimodulare, anche temporaneamente, gli
obiettivi del Green Deal, con particolare riferimento alla Strategia Farm to Fork; semplificare e velocizzare
l’erogazione dei contributi comunitari (Pac, Psr; Ocm, etc); favorire una riflessione concreta verso la
definizione di una politica energetica comune; introdurre strumenti di gestione del rischio in grado di
calmierare la volatilità dei prezzi e di garantire la stabilità dei redditi degli agricoltori.
Per Cia, quindi, bisogna andare avanti a tutelare il settore, che solo in Centro Italia conta quasi
180.000 imprese, recuperando e salvaguardando il potenziale produttivo agricolo. Il che vuol dire
affrontare anche vecchie problematiche mai risolte, come una più efficiente gestione delle risorse idriche,
con un sistema e una programmazione adeguate ai fabbisogni delle imprese. E poi riequilibrare una volta
per tutte la presenza faunistica, con i cinghiali che hanno superato quota 2 milioni, attraverso una riforma
radicale della legge 157/92, per abbassare drasticamente la pressione sulle aziende agricole che contano
danni milionari. Allo stesso tempo, serve arginare la diffusione in altri territori della peste suina africana,



