
Il gup Ferraro ha rigettate tutte le questioni preliminari avanzate dalle difese che chiedevano di trasferire gli atti al Tribunale di Cosenza per competenza territoriale, visto che gli illeciti contestati – turbata libertà degli incanti, corruzione propria aggravata, traffico di influenze illecite, abuso d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture – riguardano appalti (il nuovo ospedale di Cosenza e la metro leggera per collegare il capoluogo bruzio a Rende) effettuati su Cosenza. Rigettata inoltre la eccezione sull’inutilizzabilità di alcune intercettazioni telefoniche. Nel corso dell’udienza si sono poi sottoposti ad esame del pm e delle difese gli imputati Luigi Zinno, Antonio Capristo e Giuseppe Lofeudo.
ANTICIPAZIONE DEI RITI La questione non è ancora definita ma nel corso dell’udienza di venerdì alcune parti hanno anticipato la scelta del rito che verrà richiesta al gup. Hanno anticipato la richiesta di rito abbreviato Tito Berti Nulli, Pasquale Gidaro, Giovanni Forciniti, Fortunato Varone, Eugenia Montilla. Non richiedono riti alternativi, e se rinviati a giudizio andranno a dibattimento, Mario Oliverio, Nicola Adamo, Mario Occhiuto, Pietro Ventura, Rocco Borgia, Antonio Capristo, Luigi Incarnato, Luca Morrone, Santo Marazzita, Giulio Marchi e Armando Latini. Non hanno ancora sciolto la riserva Arturo Veltri, Giuseppe Lofeudo, Giuseppe Trifirò e Luigi Zinno. Il gup Ferraro ha rinviato l’udienza al prossimo 30 marzo, data entro la quale verranno definiti i riti per gli imputati e il giudice potrebbe decidere su eventuali rinvii a giudizio. Al momento solo una parte civile si è costituita: Maria Emilia Intrieri che si è costituita parte civile in merito a un capo di imputazione che vede Oliverio, Varone e Forciniti accusati di abuso d’ufficio per presunte irregolarità nella selezione del direttore generale di Azienda Calabria Lavoro. Al momento non si profila all’orizzonte nessuna altra parte civile, Regione Calabria compresa. (News&Com)