
(AGENPARL) – Roma, 06 ago 2019 – “L’ordinanza prefettizia che impone un programma di sgomberi abitativi è inaccettabile da parte del comune e sarebbe una palese violazione del TUEL dar seguito all’ordinanza senza un voto del Consiglio Comunale. Un programma di 7 anni non può dirsi un’emergenza. Se la giunta accettasse l’imposizione si troverebbe in una situazione di palese illeggittimità. Non si possono usare i soldi dei romani senza atti votati dall’Assemblea Capitolina come previsto dalla legge. Sul bilancio e sui beni comunali la giunta e gli uffici agiscono su delega dell’Assemblea Capitolina. La mia la delega non è a disposizione della campagna elettorale del ministro Salvini.Se non vengono portati atti in aula che impegano risorse comunali l’ordinanza prefettizia non può avere seguito.In assenza di questi presupposti agirò di conseguenza e mi rivolgerò direttamente al TAR e al Consiglio di Stato.
Siamo per il ripristino della legalità e per sgomberi da casa a casa. Quindi dare certezza la di un tetto. Ci si preoccupa soprattutto di sgomberi abitatativi ma non di una politica che risponde al bisogno degli alloggi.L’emergenza abitativa a Roma non è un tema di ordine pubblico ma di politiche sociali e per la casa. La legalità non può prescindere dai diritti e dalla giustizia sociale. La prima illegalità è quella delle istituzioni che non rispettano il diritto all’abitare.
A Roma ci sono circa 7000 sentenze di sfratto metà delle quali vengono eseguite con l’uso della forza pubblica. Nel 90% dei casi si tratta di morosità incolpevole cioè famiglie che perdono un reddito da lavoro per permettere di pagare l’affitto. Ci sono migliaia di nuclei familiari in lista d’attesa per una casa popolare, il che di per se indica che non c’è un’emergenza un grave problema sociale. C’è uno scarto enorme fra la domanda di assistenza alloggiativa e le soluzioni alloggiative offerte. Serve un piano reale per soddisfare l’emergenza abitativa che non significa trasformare un problema sociale in un problema di ordine pubblico. Serve un piano casa che coinvolga tutti i livelli istituzionali.La mozione del M5S approvata oggi che un nuovo tavolo interistituzionale è debole e inefficace perchè si approccia al problema solo su un piano di legalità ignorando diritti e giustizia verso chi una casa ancora non ha. La mozione è solo espediente che non da soluzioni ma che lascia ampio spazio alla linea del ministro Salvini. Noi siamo per la legalità nel rispetto del diritto all’abitare. Pertanto ribadiamo la scelta di una vera politica della casa, che è venuta meno in questi tre anni. L’impiego di 700 agenti e 40 blindati per sgombrare 250 persone da via Cardinal Capranica sigla il fallimento di questa giunta che si piega ancora una volta alla linea del ministro degliinterni e che lascia ai comuni gli oneri economici e sociali attraverso la scorciatoia degli sgomberi senza alternative alloggiative. La legge e la giustizia non possono essere mai disgiunti. Io inseguo sempre la giustizia e quando una legge è in contrasto con il principio della giustizia mi batto affinché quella legge venga cambiata. Oggi è la condizione di migliaia e migliaia di persone che hanno il diritto ad un alloggio e quindi ci troviamo di fronte alla negazione di un diritto. Questo vuol dire che ci sono leggi che non tutelano le persone.
Il provvedimento del prefetto sarebbe in contrasto con il TUEL senza un passaggio in aula Giulio Cesare. Auspico che la Sindaca o chi per lei parteciperà domani al tavolo prefettizio difenda la città da un provvedimento che costerebbe 100 mln di euro per una becera campagna elettorale del governo giallo-verde sempre più supino alle posizioni del ministro degli interni. Alla sindaca, alla giunta e al Prefetto ribadisco che non si può disporre in deroga delle risorse di Roma Capitale.” Così in una nota il capogruppo del PD capitolino Giulio Pelonzi.