Zelensky incontra a Oslo l’inviato di Trump e i partner europei. Washington lavora a una proposta articolata su garanzie di sicurezza, ricostruzione e rapporti con Mosca, mentre resta incerta la successiva missione in Russia La diplomazia statunitense tenta di riaprire il negoziato sulla guerra in Ucraina attraverso un passaggio preliminare con Kiev e gli alleati europei, prima di sottoporre a Mosca una nuova proposta. L’inviato speciale del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, è atteso martedì 20 ottobre a Oslo per una serie di consultazioni con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e rappresentanti europei. L’obiettivo è consolidare una piattaforma negoziale che possa essere successivamente presentata al presidente russo Vladimir Putin. Secondo quanto riferito da Axios, citando un funzionario statunitense, Witkoff intende recarsi in Russia dopo gli incontri norvegesi per illustrare le idee elaborate in collaborazione con l’Ucraina e i partner europei. Il viaggio, tuttavia, rimane un’intenzione diplomatica e non equivale alla conferma di un incontro già concordato con il Cremlino. Anche Reuters, sulla base di fonti informate sui preparativi, ha precisato che il calendario delle missioni potrebbe subire modifiche. La tappa di Oslo ha invece una base ufficiale. Il governo norvegese ha confermato la partecipazione di Zelensky, del presidente finlandese Alexander Stubb e del primo ministro Jonas Gahr Støre, insieme agli inviati statunitensi Witkoff e Jared Kushner. Quest’ultimo seguirà i colloqui a distanza, mentre Witkoff sarà presente nella capitale norvegese. La partecipazione americana è stata richiesta dall’Ucraina, secondo quanto comunicato dall’ufficio del primo ministro norvegese. Alle consultazioni dovrebbero inoltre prendere parte rappresentanti dei quattro Paesi del gruppo E4 – Regno Unito, Francia, Germania e Polonia – oltre a funzionari dell’Unione europea e della NATO. La composizione prevista del tavolo evidenzia la volontà di coinvolgere gli alleati nella preparazione di un’eventuale proposta da sottoporre alla Russia, evitando che il confronto tra Washington e Mosca si sviluppi completamente al di fuori delle capitali europee. Due percorsi negoziali, dalla sicurezza ucraina ai rapporti con Mosca L’elemento più significativo delle anticipazioni americane riguarda la struttura del lavoro diplomatico. Secondo Axios, la Casa Bianca sta sviluppando due percorsi paralleli, concepiti come parti di un possibile accordo complessivo. Il primo riguarda il futuro dell’Ucraina: garanzie di sicurezza credibili, prospettive di integrazione europea e un quadro economico per il dopoguerra che affronti le necessità finanziarie del Paese e favorisca investimenti e ricostruzione. Non si tratterebbe quindi soltanto di individuare una formula per interrompere i combattimenti, ma anche di definire quali strumenti possano garantire la stabilità ucraina dopo un’eventuale intesa. Il secondo percorso riguarda direttamente la Russia e le condizioni per una pace duratura. L’amministrazione Trump intende elaborare una proposta che affronti le questioni necessarie alla conclusione della guerra, includendo un nuovo assetto di sicurezza tra Mosca e l’Europa e possibili forme di cooperazione economica nel dopoguerra. Sono obiettivi indicati da una fonte americana, non condizioni già concordate dalle parti. La distinzione è decisiva. Le garanzie richieste da Kiev e la ridefinizione dei rapporti di sicurezza tra Russia ed Europa costituiscono questioni strettamente collegate, ma non necessariamente compatibili nelle rispettive formulazioni. Un accordo che offrisse rassicurazioni a Mosca senza assicurare all’Ucraina strumenti credibili di protezione rischierebbe di essere considerato insufficiente da Kiev. Allo stesso modo, un progetto di sicurezza europea privo di un confronto sulle posizioni russe potrebbe incontrare ostacoli nella fase negoziale successiva. È su questo equilibrio che si misurerà la possibilità di trasformare le consultazioni diplomatiche in un negoziato effettivo. I colloqui mentre crescono le tensioni tra Kiev e Washington La nuova iniziativa arriva in un momento particolarmente delicato nei rapporti tra Stati Uniti e Ucraina. Negli ultimi giorni Zelensky ha denunciato restrizioni alla condivisione di informazioni di intelligence e ritardi nella disponibilità di sistemi e munizioni destinati alla difesa ucraina. Tra i punti di attrito figurano anche le forniture di missili per i sistemi Patriot, comprese quelle finanziate o trasferite attraverso Paesi terzi. Le accuse ucraine sono state contestate da funzionari statunitensi e non tutte le circostanze indicate da Kiev risultano accertate in modo indipendente. Il contrasto, tuttavia, è diventato un elemento politico rilevante, perché riguarda strumenti militari considerati essenziali per contrastare gli attacchi russi. Il tema si collega direttamente alla questione affrontata da Agenparl nell’articolo del 19 ottobre, Ucraina, Zelensky: gli USA ritardano i missili Patriot. La controversia sulle forniture rende ancora più complesso il compito degli inviati americani: convincere Kiev della solidità di un futuro accordo richiede infatti di ricostruire anche la fiducia nei rapporti con Washington. Un ulteriore elemento di tensione riguarda gli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche russe. Secondo precedenti ricostruzioni di Axios, l’amministrazione Trump ha esercitato pressioni per limitarli, nel contesto delle preoccupazioni americane per l’andamento dei prezzi dei carburanti. Washington ha inoltre avviato contatti con Mosca sulle esportazioni russe di diesel, una scelta che ha alimentato nuove frizioni con Kiev. È in questo scenario che Oslo assume un significato politico particolare. La presenza dei principali interlocutori europei consente di discutere non soltanto la formulazione di un piano, ma anche il grado di sostegno che gli alleati sarebbero disposti a garantire nella sua eventuale attuazione. Per l’Ucraina, la partecipazione europea rappresenta un elemento importante nella definizione delle garanzie future. Per Washington, invece, un’intesa preliminare con Kiev e con le capitali europee potrebbe rafforzare la posizione negoziale dell’inviato americano nel successivo confronto con Mosca. La missione russa e le incognite del negoziato La prospettata visita di Witkoff in Russia costituisce dunque il possibile secondo passaggio dell’iniziativa. Secondo Reuters, tra i temi che potrebbero essere affrontati figura anche il caso di Stephen Hubbard, cittadino statunitense detenuto in Russia, la cui liberazione rappresenta un ulteriore dossier nei rapporti bilaterali.…
Browsing: #norvegia
I Paesi della NATO intensificano l’acquisizione di armamenti pesanti ad alta precisione lungo i confini settentrionali e orientali dell’Alleanza. Diverse…
Un’esplosione ha colpito nelle prime ore di domenica l’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo, causando lievi danni all’edificio ma senza…
Il Ministero degli Esteri russo ha convocato l’incaricata d’affari norvegese, Ragnhild Johansen, per consegnarle una nota di protesta ufficiale in…
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato ufficialmente che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina nel corso della sessione…
La BERD e i partner per lo sviluppo stanno sviluppando un meccanismo chiave per accelerare gli investimenti nelle energie rinnovabili…
La militarizzazione della Norvegia settentrionale non aumenterebbe la sicurezza del paese, ma provocherebbe solo un’escalation delle tensioni, ha affermato la…
Martedì il governo norvegese ha firmato un accordo cruciale per la sicurezza alimentare nazionale, dando il via a un progetto…
Mercoledì, Norvegia, Irlanda e Spagna hanno ufficialmente riconosciuto la Palestina come Stato, con il riconoscimento formale che entrerà in vigore…
Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store ha affermato che Oslo è pronta a riconoscere la Palestina come Stato indipendente.…