(AGENPARL) – Roma, 08 mag 2021 – In merito al corso-concorso Ripam Campania, il Dipartimento della Funzione pubblica si vede costretto a ribadire i seguenti punti:

🔵 il corso-concorso bandito il 9 luglio 2019 è una procedura che prevede due distinte fasi, quella del corso e quella del concorso. La preselezione iniziale, cui hanno partecipato 303.965 persone, ha visto 9.016 candidati ammessi alla prova scritta per la partecipazione al corso: in 3.463 sono risultati idonei e hanno cominciato la formazione il 29 luglio 2020. Questa fase, della durata di dieci mesi e retribuita con 1.000 euro al mese, si concluderà il 31 maggio 2021;

🔵  il bando, all’articolo 8, disciplina anche la fase del concorso vero e proprio, ovvero la procedura per l’assunzione a tempo indeterminato nella Pubblica amministrazione: prevede che al termine delle attività di formazione e rafforzamento sarà svolta “una prova scritta, valutata dalla commissione esaminatrice, che comporterà l’attribuzione di un punteggio massimo di 30 punti. Tale punteggio – si legge nel bando – contribuirà alla determinazione del punteggio complessivo della graduatoria finale della procedura corso-concorsuale. Sono ammessi alla prova orale i candidati che abbiano regolarmente frequentato l’80% delle ore complessive di attività formativa e di rafforzamento e che abbiano conseguito un punteggio di almeno 21/30 in sede di valutazione”;

🔵 la preselettiva e la prova scritta iniziale servivano dunque per essere ammessi al corso, ma soltanto la prova scritta post-formazione e la prova orale costituiscono, ai sensi del bando, le selezioni concorsuali per essere assunti nella Pa determinando la formazione delle graduatorie finali. Selezioni indispensabili, anche perché per alcuni profili i posti a bando continuano a essere inferiori rispetto ai candidati attualmente in formazione;

🔵 con l’articolo 10 del decreto legge 44/2021 del 1° aprile il Governo ha varato una serie di misure per sbloccare i concorsi, compresi quelli di competenza della Commissione interministeriale Ripam. Il giorno successivo all’approvazione, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha formalmente richiesto di semplificare e accelerare il corso-concorso della Regione. Per questo il 9 aprile la Commissione Ripam, vagliando la percorribilità e la legittimità delle soluzioni possibili e tenendo conto della necessità di valorizzare il merito e la competenza dei partecipanti nonché il rispetto delle norme generali di accesso alla Pa già previste dal bando, ha deciso di concludere la procedura concorsuale con una sola prova scritta, digitale, della durata massima di un’ora, eliminando quindi una delle due prove originariamente previste. Una scelta che consente di chiudere il concorso entro giugno (la prova orale richiederebbe tempi più lunghi e incerti) e di procedere alle assunzioni entro luglio;

🔵 la Commissione Ripam, riunita lo scorso 28 aprile, ha accolto la proposta operativa del Formez per lo svolgimento nell’ultima settimana di giugno della prova concorsuale necessaria per concludere il corso-concorso e formare le graduatorie per consentire ai vincitori l’assunzione nella Pubblica amministrazione. Secondo quanto stabilito dal bando, saranno ammessi alla prova i partecipanti al corso per i quali sarà verificata, da parte del Formez, la frequenza minima dell’80% delle ore di formazione. Il Formez metterà a disposizione degli ammessi alla prova finale il necessario materiale didattico relativo agli argomenti affrontati durante il corso.

È interesse primario e indiscutibile del Dipartimento della Funzione pubblica garantire tempi certi e assicurare alla procedura la massima celerità, la massima trasparenza e la massima serietà, a garanzia dei principi che regolano l’accesso alla Pa. Il faro è l’articolo 97 della Costituzione.

Qui le slide per approfondire:
http://www.funzionepubblica.gov.it/sites/funzionepubblica.gov.it/files/documenti/Ministro%20PA/Brunetta/Dossier_CorsoConcorsoRIPAM_Campania.pdf

9 COMMENTS

  1. Per chi non è addentro alla vicenda e cerca il sunto della situazione, gli idonei del concorso si sono trovati di fronte ad un piano didattico praticamente impossibile da assimilare nelle tempistiche previste, parliamo di oltre 6000 pagine di argomenti che sono rinfoltite di 200 pagine( mentre si fa tirocinio 4 volte a settimana presso gli enti) di settimana in settimana fino a fine maggio, a metà giugno test su tutto. Prevedere un test di 30 domande quando solo i macro capitoli degli argomenti sono più di 60, praticamente non esce neppure una domanda ad argomento. Ora come potrebbe essere rappresentativa tale test e quindi decidere le sorti di una futura vita, per la quale i borsisti hanno scommesso la propria vita lavorativa.
    NON SIAMO RACCOMANDATI NON VOGLIAMO ESSERLO, QUANTOMENO DATECI GLI STRUMENTI PER POTER AFFRONTARE QUESTA PROVA COSI COME SI È SEMPRE FATTO UNA BANCA DATI

  2. I soldi sono tanti
    Milioni di milioni
    Per prove e commissioni!!!!!

    SONO profondamente offeso da chi gestisce la situazione, solo ed esclusivamente per incassare i 6.5 milioni ancora in ballo, reputando tutti noi borsisti solo un mezzo per fare cassa.

    Tra poco tutti sapranno questo schifo, tranquilli

  3. Per completezza di informazioni, premetto, che i concorsisti Ripam Campania hanno cominciato la loro odissea nel 2019 sostenendo una prova preselettiva utile a sfoltire il numero dei partecipanti a “solo” 10 volte il numero dei posti messi a concorso, visto l’enorme numero di richieste pervenute da tutta Italia ed una prova SELETTIVA che prevedeva il punteggio di sbarramento di 21/30 con punteggio utile ai fini della graduatoria finale. Dopo di ciò hanno iniziato 10 mesi di Tirocinio presso le PA ospitanti ed un periodo di formazione online con corsi, seminari, webinair, test e prove di verifica (a cadenza quasi settimanale).
    Cià detto, rileggendo art.8 non ho trovato alcun riferimento al fatto che le prove precedenti fossero entrambe preselettive ma solo un generico: “…Al termine delle attività di formazione e di rafforzamento sarà svolta, con le modalità e nei tempi indicati dal Regolamento di cui al presente articolo, una prova scritta, valutata dalla commissione esaminatrice, che comporterà l’attribuzione di un punteggio massimo di 30 (trenta) punti. Tale punteggio contribuirà alla determinazione del punteggio complessivo della graduatoria finale della procedura corso-concorsuale…”
    Considerato l’art. 7 del DPR 487/94 che prevede per i concorsi nella PA due prove scritte oltre all’orale mi farebbe piacere comprendere la ratio dell’interpretazione data, che definisce entrambe le prove preselettive visto che ciò andrebbe sia contro i principi del DPR 487/94, sia contro altri 2 punti del bando del concorso che prevedono una “prova preselettiva” al art.6 ed una “prova scritta” all’articolo 7 … (La fase si articola in una prova selettiva scritta, distinta per i profili professionali di cui al precedente articolo 1, consistente in un’unica prova volta a verificare la conoscenza teorica e pratica delle materie previste dal bando mediante la somministrazione di n. 60 (sessanta) domande con risposta a scelta multipla, per un punteggio massimo attribuibile di 30 (trenta) punti: La prova scritta, che si intenderà superata con una votazione minima di 21/30 (ventuno/trentesimi), verterà sulle seguenti materie:…).
    Inoltre, il considerare entrambe le prove preselettive, andrebbe anche contro la logica poichè se entrambe le prove sostenute dai borsisti fossero state esclusivamente preselettive per il periodo di formazione, non avrebbe avuto senso nè inserire lo sbarramento dei 21/30 (che ha tagliato nettamente i candidati, consentendo ad un numero inferiore di persone rispetto ai posti disponibili di partecipare al periodo di formazione) nè utilizzare il punteggio ottenuto per l’elaborazione della graduatoria finale (non essendo prova concorsuale ma semplicemente preselettiva per la partecipazione al corso) come invece chiarito all’art 10 del bando per il profilo C e all’art. 11 del bando per il profilo D, dove si legge: “La commissione esaminatrice stilerà quindi la graduatoria di merito, sulla base del punteggio complessivo conseguito nella prova scritta, del punteggio attribuito a ciascun candidato all’esito della prova finale di valutazione della attività di formazione e rafforzamento delle competenze, nella prova orale”.
    quindi, ritengo che dal bando si evince, quindi, che la prima prova scritta con sbarramento e punteggio minimo di 21 trentesimi sia valida ai fini della graduatoria finale e non solo per l’accesso alla fase formativa.
    Vorrei quindi comprendere perchè, nell’interpretazione viene preso a riferimento l’art.8 ed ignorati il 7 e il 10(o 11)??
    Infine, con questa interpretazione, si creerebbe un discrimine tra coloro i quali hanno sostenuto oltre alla prova un periodo di formazione e le altre procedure concorsuali semplificate. A puro titolo di esemplificazione, avremmo i nuovi candidati del concorso del Comune di Roma che senza affrontare prova preselettiva e con una sola prova scritta, sarebbero idonei mentre 1863 persone che hanno sostenuto una prova preselettiva, una prova selettiva, 10 mesi di “training on the job”, 1200 ore di formazione con verifiche periodiche ed elaborato un project work sull’attività svolta durante il tirocinio, non sarebbero idonei ed avrebbero ancora bisogno di superare una prova con sbarramento (anche in considerazione che i posti a concorso erano 2.200 ed ad oggi gli idonei “sopravvissuti” sono solo 1.863)

  4. Incollo direttamente dal bando del concorso,categoria C,pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
    Art 3 del bando

    2) una prova selettiva scritta, secondo la disciplina dell’articolo 7, distinta per i profili
    professionali di cui al precedente articolo 1, riservata ai candidati che avranno superato la prova
    preselettiva di cui al precedente punto 1);

    Art 7
    La fase si articola in una prova selettiva scritta, distinta per i profili professionali di cui al
    precedente articolo 1, consistente in un’unica prova volta a verificare la conoscenza teorica e pratica
    delle materie previste dal bando mediante la somministrazione di n. 60 (sessanta) domande con
    risposta a scelta multipla, per un punteggio massimo attribuibile di 30 (trenta) punti.
    La prova scritta, che si intenderà superata con una votazione minima di 21/30 (ventuno/trentesimi),
    verterà sulle seguenti materie:
    …..

    Art 10 (FONDAMENTALE)
    Ultimato l’esame finale, la commissione esaminatrice stilerà la graduatoria di merito, sulla base del
    punteggio complessivo conseguito nella prova scritta, del punteggio attribuito a ciascun candidato
    all’esito della prova finale di valutazione della fase di formazione e rafforzamento, e nella prova
    orale
    La graduatoria di merito sarà espressa in NOVANTESIMI.

    Come si evince dalla lettura del bando,la prova scritta concorsuale nel nostro caso era quella di febbraio 2020,su materie di bando, e non quella indicata come prova finale di valutazione della fase di formazione,su materie di corso.
    Per essere espresse in NOVANTESIMI infatti le prove che fanno graduatoria sono TRE e non due,tra queste appunto la prova scritta da noi più volte indicata.
    BISOGNA LEGGERE IL BANDO!

  5. Gentilissimi,
    tengo a precisare che lo scritto per accedere al corso concorre alla graduatoria finale! Non era un’esame facile, come anche lo scritto pre-selettivo era facile, lo dimostra che su 170.000 partecipanti solo 1863 persone sono riusciti a superare entrambe le prove. E’ doveroso chiarire questa falsità che è stata pubblicata! Inoltre, facendo un paragone con il conocorso di Roma, con una sola prova scritta vieni assunto dopo solo 2 mesi! Noi oltre alle 2 prove sostenute, abbiamo partecipato ad un corso di formazione presso gli enti della Campania della durata di 10 mesi con lunghissime lezioni e test da svolgere durante tutto il periodo formativo! Prima di scrivere cose che non rispecchiano la realtà informatevi!!

    Saluti

  6. Gentile Direttore,
    Gentile dott. Amicucci,
    siamo i 1863 borsisti del cosiddetto “Concorsone” della Regione Campania.
    Le scriviamo questa lettera per fare chiarezza su quello che succede relativamente al Concorso Ripam Campania di cui vi siete occupati riportando i comunicati del Ministro Brunetta.
    Il “Concorsone” nasce dall’eccezionale Piano per il Lavoro messo in campo dal Presidente De Luca con due obiettivi principali: portare risorse preparate e competenti agli Enti pubblici territoriali con gravissime carenze organiche e dare punti di sutura all’eccezionale flusso migratorio che in questi ultimi anni ha dissanguato i nostri territori.
    Il primo obiettivo ha portato alla scelta di integrare il concorso con un difficilissimo corso di formazione e con tantissime ore di tirocinio da svolgere negli Enti, in modo da avere personale alla fine del percorso già formato e specializzato.
    Al concorso abbiamo partecipato in più di 300.000 ed a seguito di una prova preselettiva molto dura siamo rimasti in circa 9000. Come disciplinato dagli artt. 7 e 10 del bando è seguita una prova scritta escludente con punteggio minimo di 21/30, valido sia ai fini della formazione della graduatoria finale che della scelta della sede del tirocinio di 10 mesi da svolgere presso gli Enti. Questa ulteriore prova ci ha falcidiato sino a ridurci a 1863 unità, ben 400 unità in meno rispetto ai posti messi a concorso e pari ad appena lo 0,6% dei partecipanti iniziali.
    Il lungo e tortuoso percorso della fase di rafforzamento presso gli Enti è stato reso veramente difficile dalla pandemia che ci ha investito, creando situazioni di eccezionale disparità tra i borsisti che sono in smartworking da novembre e quelli che non si sono potuti assentare nemmeno un giorno, per sopperire alla atavica carenza di personale di ruolo peraltro accentuata a causa del Covid.
    Il Ministro Brunetta ha proposto il D.L. 44/2021 per semplificare, in un momento di straordinario fabbisogno di personale nei vari Enti, le procedure concorsuali dei concorsi già banditi, riducendo le prove da sostenere ad un’unica prova scritta. Con questo decreto, che dimostra assoluta risolutezza, il Ministro ha risolto in un colpo solo le difficoltà degli Enti e anche quelle di noi borsisti, piegati dal lungo corso svolto durante il difficilissimo periodo di pandemia.
    Subito l’ANCI Campania ha richiesto ufficialmente che la Regione e la Commissione Ripam Formez applicassero il decreto per l’immediata assunzione dei borsisti, una volta terminata la fase di formazione e tirocinio. La Regione Campania, nella persona del Presidente De Luca, si è espressa fortemente in questa direzione, chiedendo che il Ripam ci considerasse vincitori del concorso una volta appurato il corretto espletamento della fase di formazione. Tale epilogo è tuttavia lontano dal verificarsi e 1863 persone e le loro famiglie ancora anelano la conclusione del loro percorso che ad oggi prevederebbe una ulteriore quanto inutile prova col serio rischio non solo di decimarci ulteriormente ma soprattutto di vanificare quasi due anni di sacrifici e speranze di personale già ampiamente formato!
    Inoltre, ci preme sottolineare che nello spirito dettato dal decreto semplificazioni di Brunetta, pienamente condivisibile ed encomiabile, tutte le procedure concorsuali in corso e quelle future si svolgeranno in maniera semplificata con l’espletamento di una sola prova scritta selettiva. Nel nostro caso specifico, lo scorso Febbraio/Marzo 2020, abbiamo già sostenuto, oltre ad una prova pre-selettiva, una prova scritta “selettiva”, così come definita dallo stesso bando Ripam, valida ai fini della graduatoria finale. Ad oggi, invece, secondo l’interpretazione data dalla Commissione Ripam a noi toccherebbe sostenere anche una seconda ed ulteriore prova selettiva, esatta duplicazione di quella già svolta. Tra l’altro, la ulteriore prova da sostenere verterebbe su un programma di studio vastissimo, oggetto di continua e costante integrazione settimanale, con relative prove intercorso obbligatorie. Attività di studio che abbiamo svolto contestualmente a quella di tirocinio presso gli enti assegnati in questi lunghi 10 mesi. E’ fuor di dubbio che di tal guisa, con un’ulteriore prova da sostenere, si creerebbe una evidente disparità di trattamento nella selezione e accesso al pubblico impiego rispetto a tutti gli altri concorsi che si svolgeranno da questo momento in poi, per i quali basterà di una sola prova scritta ed, in alcuni casi, addirittura, la sola valutazione dei titoli.
    C’è anche un ulteriore aspetto, non secondario, che vorremmo sottoporre, di considerare che solo terminando qui la procedura le donne in gravidanza verrebbero messe in condizione di avere un trattamento pari agli altri concorsisti, al contrario subirebbero una forte penalizzazione nell’accesso al lavoro stante la necessità di dover differire la ulteriore prova per ottenere l’idoneità col rischio di dilatare i tempi di formazione della graduatoria finale! Questo certo mal si concilia con la necessità di rispondere prontamente alla domanda di personale nella P.A. infatti una ulteriore prova selettiva sarebbe, inoltre, un inutile dispendio di risorse pubbliche, ingiustificato in quanto non necessaria, essendo noi borsisti già stati ampiamente selezionati tanto da essere in numero nettamente inferiore rispetto ai posti messi a concorso. Peraltro, alcuni Comuni aderenti al Patto, non avendo avuto un’immediata risposta positiva alla richiesta dell’ANCI, hanno già proceduto singolarmente assumendo impiegati da altre graduatorie o indicendo nuovi concorsi in proprio ed inficiando, di fatto, il nobile obiettivo di questo concorso.
    Per questi motivi ci rivolgiamo a tutte le forze politiche del territorio di andare al di là delle proprie bandiere e di considerare che la richiesta del presidente De Luca di terminare qui le prove concorsuali, sia l’unica soluzione di assoluto buonsenso così dimostrando reale attaccamento alle nostre terre e alla nostra popolazione. Le bandiere sono simboli e si possono ammainare. Le persone no, quelle restano ed hanno i volti ed i nomi di 1863 donne ed uomini che chiedono solo di essere trattati al pari dei concorrenti di altri analoghi concorsi! Non servono altre prove non perché siamo fannulloni ma perché abbiamo già dimostrato ampiamente di essere idonei e funzionali ad una PA evoluta e competente.

  7. Mi dispiace constatare che c’è una discriminazione per i concorsisti del Ripam Campania, purtroppo vittime di liti tra fazioni politiche. La seconda prova scritta già sostenuta da borsisti concorre ai fini della graduatoria finale. Questo non viene mai menzionato dalla funzione pubblica.
    Inoltre si parla di semplificazione ma si uniscono le materie differenti della prova scritta e della prova orale in un unica prova, forse sfugge il vero significato di semplificazione.
    Infine diciamocela tutta forse questi borsisti devono essere tagliati perché non rispondono alle politiche clientelari alla base del nuovo decreto e quindi delle future assunzioni.
    Un triste pagina per la nostra nazione

    • Visto che viene menzionato l’articolo 97 della Costituzione, il principio di buon andamento prevede il rispetto dei criteri di:
      1. economicità;
      2. rapidità;
      3. efficacia;
      4. efficienza;
      5. miglior contemperamento dei vari interessi: gli interessi
      La selezione finora svolta ha già portato allo scopo, anzi ha prodotto numeri (1800 circa) assai inferiori rispetto a quelli ricercati (2343) oltretutto impostati sui fabbisogni degli enti di tre anni fa, ormai ampiamente superati. Proseguire nella selezione è uno spreco di denaro pubblico, che priva per mesi la PA di personale già selezionato e già formato. L’interesse delle amministrazioni (che vi hanno riempito di delibere in cui chiedono l’assunzione diretta) e dei cittadini va congiuntamente in direzione opposta. Non applicare lo snellimento è legittimo, ma non motivabile con queste dichiarazioni false, contraddittorie e svilenti per idonei ed amministrazioni interessate.

  8. Con questo articolo mi avete catapuktata nel romanzo di Orwell 1984. Mi sembra di stare vivendo in un incubo. La prova scritta è stata svolta, come disciplinato dall’art. 7 del bando. Il punteggio di questa prova è valido ai fini della graduatoria, come disciplinato dall’art. 10 per profili c e art. 11 per prifili d.
    Perché fate riferimento solo all’art. 8 che disciplina la formazione? Quali sono le motivazioni reali per una tale mistificazione della realtà? Chi può essere garante della verità? Perché non chiedete agli interessati le ragioni vere per cui vigliono continuare con queste prove, nonostante la ratio del dl44 dovrebbe proprio applicarsi a questo concorso? Che cosa sta succedendo? Mi sento inerme davanti a tutte queste bugie.

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