(AGENPARL) - Roma, 3 Novembre 2026 - “Il Governo continua a celebrare le risorse stanziate con il provvedimento Coltiva Italia, ma i numeri da soli non sfamano nessuno e soprattutto non salvano le nostre eccellenze. Manca una visione strategica, mancano risposte strutturali alle difficoltà degli agricoltori e continuano a essere ignorate intere filiere produttive. È il caso della corilicoltura, un settore che vale oltre un miliardo di euro e dà lavoro a decine di migliaia di famiglie, oggi alle prese con un crollo della produzione nazionale del 60% a causa dei cambiamenti climatici, delle fitopatie e della carenza di investimenti. Avevamo proposto un fondo nazionale per sostenere il reddito dei produttori, i contratti di filiera e la promozione, ma il nostro emendamento è stato dichiarato inammissibile perché avrebbe sottratto risorse ad altri interventi considerati prioritari dal Governo. Evidentemente, per questo Esecutivo la corilicoltura non è una priorità. Eppure, le nostre proposte riguardavano anche il giusto prezzo del grano, il contrasto alle pratiche commerciali sleali, il sostegno alle piccole imprese, l’accesso alla terra per i giovani e la tutela dell’olivicoltura. Tutte questioni che meritavano risposte concrete”, dichiara la senatrice del Movimento 5 Stelle Anna Bilotti, intervenuta in Aula sul provvedimento Coltiva Italia.
“Le recenti mobilitazioni degli agricoltori dimostrano quanto sia profonda la crisi del settore. Migliaia di persone sono state costrette a scendere in piazza perché schiacciate dal caro carburanti, dai costi dell’energia, dall’aumento dei mezzi di produzione e dagli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici. A fronte di tutto questo, il Governo presenta un insieme di misure frammentate, senza una strategia capace di accompagnare le imprese nella transizione energetica, digitale e climatica. Chi lavora nei campi sostiene i rischi maggiori, ma continua a ricevere la quota più bassa del valore generato lungo la filiera. Non basta aumentare gli stanziamenti per la sovranità alimentare se poi non si mettono gli agricoltori nelle condizioni di continuare a produrre. Lo stesso vale per i giovani: non è sufficiente aiutarli ad avviare un’impresa se poi vengono abbandonati di fronte ai rincari e alle difficoltà del mercato. E mentre si parla di innovazione, il Governo sta compromettendo anche il futuro della filiera della canapa industriale, mettendo a rischio anni di investimenti, imprese e posti di lavoro”, aggiunge la senatrice del Movimento 5 Stelle Sabrina Licheri.
“L’agricoltura italiana non ha bisogno dell’ennesima operazione di propaganda, ma di una politica industriale e agricola capace di tutelare il reddito di chi produce, garantire prezzi equi, difendere le filiere nazionali e offrire prospettive alle nuove generazioni. Il Movimento 5 Stelle ha presentato proposte concrete, ma la maggioranza ha preferito respingerle. Il Governo ascolti almeno gli agricoltori che chiedono risposte. Perché senza chi lavora la terra non esiste alcuna sovranità alimentare”, concludono Bilotti e Licheri.