(AGENPARL) - Roma, 22 Ottobre 2026 - Abu Dhabi è attualmente la sede presa in considerazione per un nuovo incontro trilaterale tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo alle domande dei giornalisti. La notizia, diffusa nel pomeriggio dall’agenzia russa TASS, conferma che la capitale degli Emirati Arabi Uniti è al centro delle valutazioni diplomatiche per un’eventuale ripresa del confronto tra Mosca, Washington e Kyiv. Non sono stati tuttavia annunciati una data ufficiale, la composizione delle delegazioni o un programma concordato dei negoziati.
«In questo momento stiamo parlando di Abu Dhabi», ha affermato Peskov, interpellato sulla possibilità che la città emiratina ospiti i rappresentanti dei tre Paesi. Il portavoce ha invece evitato di chiarire se la delegazione russa stia già preparando documenti o proposte scritte da presentare al tavolo negoziale. Alla domanda ha risposto invitando i giornalisti a non anticipare gli sviluppi, senza fornire ulteriori dettagli. Una precisazione che impone cautela nel valutare la portata dell’annuncio: la sede è stata indicata pubblicamente, ma non risultano ancora definiti gli elementi necessari per considerare formalmente convocato l’incontro.
Abu Dhabi e il possibile rilancio della diplomazia
L’indicazione della capitale emiratina rappresenta un segnale di possibile riattivazione del canale diplomatico trilaterale, in una fase in cui il conflitto continua e le posizioni delle parti rimangono distanti. Gli Emirati Arabi Uniti hanno mantenuto relazioni con Russia, Stati Uniti e Ucraina, proponendosi come interlocutore in iniziative diplomatiche e umanitarie legate alla guerra. La scelta di Abu Dhabi potrebbe quindi offrire un contesto ritenuto praticabile dai partecipanti, senza che ciò implichi necessariamente un avvicinamento sulle questioni politiche e militari più controverse.
Il formato trilaterale avrebbe un significato particolare per il ruolo degli Stati Uniti, che potrebbero contribuire a facilitare il confronto diretto tra Mosca e Kyiv. La disponibilità a discutere, tuttavia, non coincide con l’esistenza di un’intesa sulle condizioni per interrompere le ostilità. Per comprendere la reale consistenza dell’iniziativa sarà necessario conoscere chi parteciperà, quali temi verranno affrontati e se le delegazioni riceveranno un mandato per negoziare proposte concrete oppure soltanto per esplorare le rispettive posizioni.
I nodi ancora aperti tra Russia e Ucraina
Il percorso verso un eventuale accordo resta condizionato da questioni fondamentali, a partire dal controllo dei territori ucraini occupati, dalle garanzie di sicurezza richieste da Kyiv e dalle condizioni di un possibile cessate il fuoco. Sono temi sui quali Russia e Ucraina hanno mantenuto orientamenti profondamente divergenti e che coinvolgono direttamente anche gli interessi strategici degli Stati Uniti e degli alleati europei. La definizione di una sede negoziale può facilitare i contatti, ma non risolve automaticamente le controversie che hanno impedito finora una conclusione diplomatica della guerra.
Un altro elemento di incertezza riguarda l’eventuale preparazione di proposte scritte. Il rifiuto di Peskov di anticipare informazioni sul lavoro della delegazione russa non permette di stabilire se Mosca intenda presentare nuove condizioni o se i colloqui possano ripartire dalle posizioni già espresse in precedenza. In assenza di indicazioni ufficiali, sarebbe prematuro parlare di concessioni, di un piano condiviso o di un accordo in fase avanzata.
La dichiarazione del 22 ottobre costituisce dunque un aggiornamento diplomatico preciso: il Cremlino considera Abu Dhabi come possibile sede di colloqui tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Il passaggio successivo sarà verificare se questa indicazione si tradurrà nella convocazione formale delle delegazioni e nell’apertura di un confronto su proposte concrete. Per il momento, la prospettiva di un nuovo incontro mantiene aperta una possibilità di dialogo, mentre la fine della guerra resta legata a decisioni politiche ancora lontane dall’essere definite.
