(AGENPARL) - Roma, 22 Ottobre 2026 - RISCHIANO DI LAVORARE IN PERDITA, SALVINI INTERVENGA"
"Esprimiamo piena solidarietà agli autotrasportatori in protesta contro il
caro gasolio. Da Frosinone e Ferentino la mobilitazione ha raggiunto anche
Valmontone, nell'area metropolitana di Roma. Il paradosso è evidente: chi
garantisce il trasporto delle merci rischia di non potersi più permettere
di lavorare. Salvini annuncia lo sblocco dei contributi, ma il problema è
il prezzo del carburante".
Lo dichiara Giovanni Barbera, segretario della Federazione di Roma,
Castelli e Litoranea del Partito della Rifondazione Comunista, intervenendo
sulle proteste degli autotrasportatori nel Lazio.
"Il Corriere della Sera riporta la testimonianza di un camionista che
dichiara di spendere circa 2.000 euro per un pieno. Una cifra che rende
evidente il peso del gasolio sui costi di esercizio, soprattutto per i
piccoli trasportatori, spesso costretti ad accettare condizioni imposte da
grandi imprese committenti".
"La protesta di Valmontone riguarda direttamente anche Roma. L'autostrada
A1 è una delle principali direttrici di approvvigionamento della Capitale e
del suo hinterland. Se il trasporto delle merci diventa economicamente
insostenibile, le conseguenze possono arrivare fino agli scaffali dei
supermercati e ai bilanci delle famiglie".
"Prendiamo atto dei pagamenti annunciati da Salvini, ma sbloccare risorse
già stanziate non significa risolvere il caro gasolio. Servono interventi
mirati per contenere il costo del carburante, clausole di adeguamento dei
compensi ai rincari e misure che impediscano alle grandi committenze di
scaricare gli aumenti sui piccoli operatori".
"È assurdo che chi trasporta le merci debba scegliere tra lavorare in
conseguenze dei rincari: deve affrontarne le cause. Altrimenti, dopo il
conto presentato agli autotrasportatori, arriverà quello per milioni di
consumatori", conclude Barbera.
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