(AGENPARL) - Roma, 18 Ottobre 2026 - La Lituania denuncia un tentativo di sabotaggio contro un’infrastruttura di comunicazione satellitare Starlink alla periferia di Vilnius e sospetta un collegamento con la Russia. L’episodio si è verificato nelle prime ore di domenica 18 ottobre, quando persone non ancora identificate hanno tentato di appiccare un incendio in una struttura che ospita apparecchiature del sistema sviluppato da SpaceX. Le fiamme sono state rapidamente domate, provocando danni limitati e senza interrompere il funzionamento dell’impianto. Le autorità lituane ritengono che l’obiettivo dell’azione fosse compromettere, direttamente o indirettamente, le capacità di comunicazione utilizzate dall’Ucraina nella guerra contro la Russia.
L’allarme è scattato intorno alle 2 del mattino, ora locale, in una struttura situata nei dintorni della capitale. Secondo Vilmantas Vitkauskas, responsabile del Centro nazionale per la gestione delle crisi del governo lituano, gli investigatori sono alla ricerca dei responsabili. L’incendio è stato spento prima che potesse causare danni significativi e, stando alle informazioni diffuse dalle autorità, non si sono verificate interruzioni operative.
Il primo ministro Mindaugas Sinkevičius ha riferito che i servizi di sicurezza avevano già avvertito l’azienda interessata della possibilità di attacchi e che, proprio per questa ragione, erano state rafforzate le misure di protezione. La circostanza assume particolare rilievo perché indica che l’infrastruttura era considerata un possibile bersaglio già prima dell’episodio. Le autorità non hanno reso pubblica l’identità della società coinvolta né fornito elementi sufficienti per attribuire con certezza l’azione a specifici esecutori o mandanti.
Vilnius parla di sabotaggio, ma le indagini sono aperte
La valutazione del governo lituano va oltre l’ipotesi di un comune episodio criminale. Vitkauskas ha spiegato ai giornalisti che, secondo le autorità, il tentativo di incendio presenta le caratteristiche di un’azione di sabotaggio. Il responsabile del Centro nazionale per la gestione delle crisi ha inoltre collegato l’episodio ad altri attacchi contro infrastrutture Starlink verificatisi in Europa, sostenendo che tali operazioni sarebbero parte di una strategia volta a ostacolare le capacità militari ucraine.
Si tratta di un’accusa politicamente e militarmente rilevante, ma che deve essere distinta dai fatti finora accertati. Il tentativo di incendio è documentato; l’eventuale responsabilità russa resta invece un’ipotesi sostenuta dalle autorità lituane, sulla quale proseguono gli accertamenti. Mosca respinge le accuse di sabotaggio avanzate da diversi governi europei, definendole infondate.
L’indagine dovrà chiarire chi abbia organizzato l’azione, quali mezzi siano stati impiegati e se esistano collegamenti operativi con gli episodi precedenti. Le autorità lituane hanno indicato come elemento significativo la scelta del bersaglio: non un edificio qualsiasi, ma un’infrastruttura collegata a un sistema di comunicazione che riveste un ruolo importante nel conflitto ucraino.
Perché Starlink è diventato un obiettivo strategico
La rete Starlink, sviluppata da SpaceX, garantisce collegamenti Internet attraverso una costellazione di satelliti in orbita terrestre bassa. In Ucraina il sistema viene utilizzato ampiamente per mantenere le comunicazioni in condizioni nelle quali le reti terrestri possono essere danneggiate, interrotte o sottoposte a interferenze.
La sua importanza non si limita ai collegamenti tra reparti militari. Secondo Reuters, i terminali Starlink sono impiegati anche in sistemi utilizzati dalle forze ucraine per operazioni con droni, comprese missioni contro obiettivi militari russi e attività di intercettazione di velivoli senza pilota. La continuità delle comunicazioni satellitari è quindi una componente significativa della capacità operativa di Kiev.
In questo contesto, un attacco contro una stazione terrestre o contro apparecchiature di supporto non avrebbe soltanto un valore simbolico. Potrebbe puntare a compromettere servizi di comunicazione, provocare interruzioni localizzate o costringere gli operatori a destinare maggiori risorse alla protezione delle infrastrutture.
Non è però possibile concludere che il tentativo di incendio di Vilnius avrebbe necessariamente interrotto le comunicazioni militari ucraine. Le autorità lituane hanno confermato che l’impianto ha continuato a funzionare e non hanno diffuso una valutazione pubblica sull’eventuale impatto che un attacco riuscito avrebbe avuto sulla rete complessiva.
I precedenti in Polonia e Bulgaria
Il governo lituano inserisce l’episodio in una sequenza di attacchi e sospetti sabotaggi contro infrastrutture Starlink in altri Paesi europei.
In Polonia, il 23 settembre un incendio ha colpito una struttura Starlink a Wola Krobowska, danneggiandone il sistema di alimentazione e il generatore di riserva. Le autorità polacche hanno aperto un’indagine per sabotaggio e hanno attribuito all’operazione l’obiettivo di compromettere servizi Internet utilizzati anche dalle forze armate ucraine.
Le indagini hanno portato a diversi fermi. Reuters ha riferito il 13 ottobre che, secondo l’emittente polacca RMF FM, il numero delle persone fermate era salito a quattro. Tra i sospettati figuravano due cittadini turchi arrestati in Germania. Anche in questo caso, la ricostruzione delle responsabilità e degli eventuali collegamenti con apparati stranieri richiede una distinzione tra accuse investigative e fatti definitivamente accertati.
In Bulgaria, un altro episodio ha interessato antenne Starlink nel corso di ottobre. Secondo le informazioni riportate dalle autorità e riprese dai media, un incendio ha danneggiato apparecchiature satellitari. Vilnius considera questi precedenti elementi utili per comprendere il tentativo di attacco sul proprio territorio, pur senza aver presentato pubblicamente prove conclusive di un’unica regia operativa.
La successione degli episodi accresce l’attenzione delle autorità europee sulla protezione delle infrastrutture tecnologiche. Impianti di comunicazione, reti energetiche, collegamenti logistici e sistemi digitali sono diventati elementi essenziali non soltanto per il funzionamento delle economie nazionali, ma anche per il sostegno all’Ucraina.
La sicurezza delle infrastrutture e la guerra ibrida
L’episodio di Vilnius si colloca nel più ampio dibattito europeo sulla guerra ibrida, espressione utilizzata per descrivere attività ostili che possono comprendere sabotaggi, operazioni informatiche, interferenze nelle comunicazioni e altre forme di pressione condotte al di sotto della soglia di un confronto militare aperto.
Diversi governi europei hanno accusato negli ultimi anni la Russia di promuovere o favorire operazioni di questo tipo. Mosca ha ripetutamente respinto tali contestazioni. Nel caso lituano, l’attribuzione dell’azione resta oggetto di indagine e non può essere considerata definitivamente dimostrata sulla base delle sole dichiarazioni governative.
L’aspetto più significativo riguarda tuttavia la vulnerabilità delle infrastrutture civili che svolgono anche funzioni strategiche. Una rete satellitare sviluppata da un’impresa privata può diventare essenziale per le comunicazioni di un Paese in guerra e, di conseguenza, attirare l’attenzione di soggetti interessati a comprometterne il funzionamento.
La protezione di questi impianti richiede una cooperazione sempre più stretta tra aziende, servizi di sicurezza e autorità nazionali. Nel caso di Vilnius, l’avvertimento preventivo ricevuto dall’impresa e il rafforzamento delle misure di vigilanza sembrano aver contribuito a limitare le conseguenze dell’attacco.
Il governo lituano ha annunciato per lunedì 19 ottobre una riunione della Commissione per la sicurezza nazionale, convocata anche alla luce di un distinto incidente che ha coinvolto un oggetto volante sospetto nello spazio aereo del Paese. I due episodi non devono essere confusi: al momento non risultano elementi pubblici che dimostrino un collegamento tra il tentativo di incendio contro Starlink e l’allarme aereo.
Per Vilnius, la priorità è identificare gli autori del tentato incendio e rafforzare la protezione delle infrastrutture sensibili. Per l’Europa, la vicenda riporta al centro una questione più ampia: quanto siano esposte le reti tecnologiche indispensabili alla sicurezza e quanto rapidamente un attacco locale possa assumere un significato geopolitico.
Il tentativo di sabotaggio non ha interrotto le attività della struttura lituana, ma ha riacceso l’attenzione su un settore nel quale la distinzione tra infrastrutture civili, comunicazioni strategiche e capacità militari è sempre meno netta.
