(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2026 - Il presidente statunitense esclude una propria decisione e dubita del coinvolgimento di Musk. Zelensky riferisce che il servizio è attivo, ma alcune capacità non sono ancora tornate ai livelli precedenti.
WASHINGTON — Donald Trump nega di aver ordinato limitazioni al servizio satellitare utilizzato dalle forze ucraine. Interrogato dai giornalisti alla Casa Bianca venerdì 16 ottobre, il presidente statunitense ha risposto: «Non sono stato io, e non credo sia stato nemmeno Elon», riferendosi a Elon Musk. Ha aggiunto che, per quanto gli risulta, il servizio sarebbe rimasto invariato.
Le limitazioni segnalate da Kiev
A Bruxelles, a margine degli incontri con i leader europei, Volodymyr Zelensky ha riferito che la connessione satellitare è disponibile, ma non ancora pienamente ripristinata nelle prestazioni precedenti.
Secondo quanto dichiarato dal presidente ucraino, Kiev ha ricevuto indicazioni dalla Casa Bianca su un recupero delle capacità del servizio. La questione riguarda dunque limitazioni operative, senza equivalere a una disattivazione completa della rete in Ucraina.
La distinzione tra Starlink e Starshield
Le ricostruzioni giornalistiche riguardano in particolare Starshield, il sistema sviluppato da SpaceX per clienti governativi e di sicurezza nazionale, che utilizza la costellazione Starlink.
Reuters ha riferito che la Casa Bianca avrebbe approvato una riduzione del servizio. Trump ha negato che le restrizioni fossero state imposte dagli Stati Uniti: resta quindi una divergenza tra la sua dichiarazione e la ricostruzione dell’agenzia.
Contatti con SpaceX e Pentagono
Un consigliere di Zelensky ha dichiarato all’Associated Press che sono in corso colloqui con SpaceX e il Pentagono per rimuovere le restrizioni. Secondo il suo resoconto, le limitazioni hanno inciso sull’impiego di alcuni sistemi militari collegati alla rete satellitare.
Il punto ancora aperto riguarda chi abbia disposto le modifiche, la loro natura e i tempi del pieno ripristino. Le dichiarazioni disponibili non consentono di considerare conclusa la vicenda, mentre Kiev continua a chiedere il recupero delle capacità precedenti.
