(AGENPARL) - Roma, 28 Settembre 2026 - L’Egitto prepara una nuova strategia per attrarre investimenti diretti esteri in circa 16 settori prioritari, con l’obiettivo di orientare i capitali verso attività considerate strategiche per la produzione e le esportazioni. Il piano, elaborato in collaborazione con la Banca Mondiale, rappresenta un passaggio da una promozione generale degli investimenti a un sistema maggiormente focalizzato su specifici settori, opportunità e profili di investitori.
A illustrare il progetto è stato il ministro egiziano degli Investimenti e del Commercio estero, Mohamed Farid, durante un incontro al Cairo con 57 corrispondenti e rappresentanti di 27 organizzazioni internazionali e arabe. Secondo Farid, la nuova mappa degli investimenti comprende circa 1.330 opportunità distribuite tra diversi settori e governatorati.
“Dalla strategia all’attuazione, l’Egitto è pronto e presenta condizioni favorevoli agli investimenti”, ha dichiarato il ministro, sottolineando l’obiettivo di costruire un ambiente capace di generare nuovi progetti e rafforzare la capacità produttiva ed esportatrice del Paese.
Il quadro delineato dal governo si articola su quattro direttrici: facilitare l’attività delle imprese, sostenere lo sviluppo locale e le piccole e medie imprese, individuare e promuovere opportunità di investimento mirate e ridurre i rischi per gli investitori, favorendo al tempo stesso la mobilitazione di capitali.
Parallelamente alla strategia per gli investimenti esteri, il governo sta intervenendo sul quadro amministrativo e societario. Il ministero sta testando una piattaforma digitale destinata a semplificare le procedure per gli aumenti di capitale, il cui lancio è previsto nelle prossime settimane. È inoltre in fase di sviluppo una piattaforma per le entità economiche che dovrebbe collegare 92 organismi pubblici e integrare i servizi relativi a circa 486 licenze.
Il governo sta lavorando anche alla modifica dei regolamenti esecutivi della legge sulle società n. 159 del 1981. Le modifiche dovrebbero facilitare fusioni, acquisizioni e valutazioni delle società, ampliare gli strumenti di finanziamento e rafforzare i comitati incaricati della risoluzione delle controversie.
Un altro elemento della strategia riguarda il Fondo sovrano dell’Egitto e i suoi sottofondi. Il governo sta definendo il loro modello operativo per favorire partnership con investitori privati nei progetti considerati prioritari. In alcuni casi i fondi potrebbero assumere partecipazioni di minoranza comprese tra il 10% e il 20%, con l’obiettivo di ridurre i rischi legati all’ingresso degli investitori e favorire la partecipazione privata, senza sostituirsi alle imprese nella gestione dei progetti.
Anche il Fondo per gli investimenti industriali rientra nel nuovo quadro. Le procedure per la sua costituzione sono state completate, mentre è ancora in corso la formazione del consiglio di amministrazione. Il fondo sta già valutando tra tre e quattro opportunità di investimento.
Sul fronte del commercio estero, il ministero sta inoltre preparando un sistema di tipo regulatory sandbox per sperimentare nuove soluzioni destinate a modernizzare le procedure commerciali e sostenere le esportazioni egiziane.
La strategia arriva in un momento in cui il Paese continua ad attirare importanti flussi di capitale. Secondo i dati forniti da Farid, nel 2025 l’Egitto ha attirato 15,5 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri, mantenendo per il quarto anno consecutivo il primo posto in Africa. UN Trade and Development (UNCTAD) ha stimato invece gli afflussi del 2025 in circa 15 miliardi di dollari.
Il dato è comunque molto inferiore a quello eccezionale registrato nel 2024, quando gli investimenti esteri erano arrivati a quasi 47 miliardi di dollari, sostenuti da una grande operazione nel settore dello sviluppo urbano.
Il governo egiziano punta ora a rafforzare la dimensione produttiva degli investimenti, ampliando le zone dedicate agli investimenti nei diversi governatorati, integrando le imprese più piccole nelle catene del valore e attirando aziende capaci di collegare maggiormente la produzione egiziana alle catene di approvvigionamento regionali e globali.
