(AGENPARL) - Roma, 7 Novembre 2026 -
A partire dall’evento del 26 e 27 settembre promosso dal Ministero della Cultura
“Proteggere il patrimonio”ci addentriamo nella questione di poter valorizzare quello che possiamo senza dubbio definire il patrimonio materiale e immateriale più cospicuo al mondo.
L’azione “ richiama l’impegno comune per la cura e la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici”. “Rinnovare” significa sperimentare strumenti, linguaggi e competenze capaci di rispondere alle esigenze del presente, favorendo una gestione sostenibile, inclusiva e partecipata del patrimonio. “Resistere” richiama la capacità delle comunità di riconoscere il patrimonio come portatore di memoria, identità e coesione, anche nei momenti di crisi e di trasformazione. “Reinventare”, infine, invita a immaginare nuove modalità di fruizione, interpretazione e trasmissione del patrimonio, affinché esso continui a essere una risorsa viva, capace di dialogare con le esigenze e le aspirazioni della società contemporanea”
Ho intervistato a questo proposito Luana Toniolo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, in carica dal maggio del 2024. Toniolo è stato Dirigente Delegato della Direzione regionale dei Musei Nazionali della Campania, del Parco Archeologico dell’Appia Antica e Direttore regionale dei Musei della Sardegna, grazie alla sua ampia esperienza gestionale possiamo sicuramente avere un’immagine chiara di quello che si può sviluppare oggi in ambito museale nell’azione di valorizzare i nostri tesori antichi.
Alla luce della sua esperienza nella direzione e gestione di istituti e di siti archeologici e nelle attività di valorizzazione, allestimento e comunicazione museale quali sono le azioni di valorizzazione e di coinvolgimento del territorio legate a ETRU e quali di queste azioni ha voluto intraprendere in questi anni?
“Abbiamo recentemente raccontato il delicato restauro del “sarcofago degli sposi” durato circa un anno, eseguito con il supporto scientifico dell’Istituto Centrale per il Restauro, dopo più di mezzo secolo dall’ultimo intervento. Abbiamo aperto il laboratorio al pubblico per due giorni a settimana affinché si potesse ammirare da vicino il manufatto e porre domande alle restauratrici. L’iniziativa si e’ conclusa da poco e stiamo allestendo, dopo le ultime operazioni a porte chiuse, la nuova vetrina che lo accoglierà. Oltre a valorizzare il manufatto con una nuova illuminazione, racconteremo la sua storia con una narrazione accessibile ed evocativa.
L’allestimento immersivo dedicato alla tomba ritrovata dall’archeologo François, con il corredo ricomposto, propone un nuovo percorso pensato per una tomba etrusca. Si tratta di uno dei più importanti cicli pittorici dell’antichità scoperta il 1 maggio del 1857 nella tenuta del Principe Alessandro Torlonia a Vulci.”
Ho potuto assistere la mattina dell’intervista all’avvincente evento immersivo realizzato per la tomba ritrovata dall’archeologo Alessandro François (Firenze, 1796 – Livorno, 1857). Si tratta di una appassionata ricostruzione del ritrovamento della tomba che avviene per mezzo di proiezioni effettuate su tutte le pareti della sala dedicata, grazie alle quali si possono ammirare le immagini degli affreschi, riprodotti con i loro colori originali. Sul finire del racconto per mezzo di una voice over che narrava la storia della civiltà etrusca, sul percorso effettuato da François al momento del ritrovamento si e’ aperta la porta che conduce al percorso museale contenente gli affreschi parietali.
Il direttore continua elencando i numerosi interventi esperienziali che ha voluto realizzare in due anni di incarico:
“Fino al 31 dicembre 2026 la visita è arricchita dalla mostra “Il ritorno degli Eroi” con documenti e oggetti che ricompongono il contesto originario della tomba e provenienti da importanti musei internazionali. Presentiamo libri, seminari e conferenze su ricerche inerenti il nostro museo, ad esempio si è appena concluso un convegno sulla tomba François, recentemente abbiamo presentato un Libro sulla collezione Castellani e quest’anno abbiamo organizzato una conferenza sul trono Barberini.
Il mio concetto di Museo è di Luogo in cui si fa cultura investendo nell’Arte e nelle Arti e nel concetto di luogo immersivo grazie al quale ad esempio si possono ripercorrere le tracce di François, oppure si può fare un viaggio nel tempo all’interno di un tempio. Alcune recenti iniziative inserite nel nostro complesso museale sono la mostra di arte contemporanea dedicata a Diego Cibelli con attività rivolte al welfare culturale. Nel mese di ottobre sono state realizzate attività di laboratorio che hanno coinvolto ragazzi con autismo e persone affette da Parkinson in percorsi esperienziali che utilizzano le opere dell’artista, la creatività e il patrimonio custodito come strumenti per promuovere il benessere psicofisico, l’inclusione sociale e la salute. Villa Giulia è infatti sempre più un museo-studio-laboratorio inclusivo di tutela e valorizzazione, mediazione e produzione di saperi plurali e condivisi, di un patrimonio messo in pratica, di relazioni dal vivo e in tempo reale, in cui si agisce “insieme”.
Dal 25 settembre al 3 gennaio 2027, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia accoglie “Archivio”, la mostra di Dayanita Singh, una delle figure più importanti e originali della fotografia contemporanea internazionale.”
La mattina della mia visita al museo, percorrendo la bellissima galleria che affaccia sul giardino interno di Villa Giulia, ho potuto ammirare delle installazioni di “totem” fotografici raffiguranti il lavoro nelle biblioteche e le fonti documentarie che stanno alla base degli studi storici di ricerca. Di che cosa si tratta esattamente?
“Curata da Andrea Anastasio con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di New Delhi, l’esposizione riunisce oltre 350 fotografie e nasce dal lungo rapporto dell’artista con l’Italia e con i suoi archivi. Il progetto intreccia due percorsi profondamente connessi: da un lato il lavoro che Singh ha dedicato, nell’ultimo decennio, agli archivi italiani; dall’altro il suo personale archivio di immagini, in continua evoluzione, realizzate in Italia nell’arco di venticinque anni. Architetture, interni, opere d’arte, amici, archivisti, fiori e luoghi compongono una costellazione di immagini attraverso cui l’artista costruisce una personale conversazione visiva con il nostro Paese”
Vuole parlarci di “Incontri con la Musica” la rassegna di concerti che ha organizzato all’interno del Museo?
“A settembre il museo ha proposto una rassegna dedicata al grande compositore Robert Schumann, l’anno scorso la stessa iniziativa – giunta alla quinta edizione – e’ stata proposta per proporre le opere di Brahms. La manifestazione si pregia di annoverare artisti internazionali e nasce dalla collaborazione con l’associazione culturale e musicale PROMU.
Inoltre, proponiamo regolarmente concerti della Banda Musicale della Marina Militare Italiana, abbiamo dedicato degli spazi alla divulgazione dell’Opera Lirica e vogliamo trovarne altri per valorizzare la Musica Contemporanea la prossima primavera”
ETRU, il museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, comprende 40 sale dislocate all’interno di un complesso museale monumentale, quello di Villa Giulia. Quali interventi sono stati fatti nel tempo per preservare e restaurare lo spazio originale voluto da Papa Giulio III nella metà del Cinquecento?
“Sono state eseguite numerose migliorie e riqualificazioni degli spazi della magnifica villa rinascimentale voluta da papa Giulio III. Ad esempio è stato ripristinato e restaurato il Ninfeo, le fontane, recuperando l’utilizzo delle antiche tubature e l’antico acquedotto. L’operazione oltre a restaurare una parte preziosa della Villa vuole sottolineare l’importanza di un uso consapevole dell’acqua. A questo proposito stiamo realizzando un progetto europeo per sensibilizzare la popolazione e tutte le fasce d’età sulle tante importanti azioni volte a preservare questo bene in via di esaurimento una delle quali all’interno del parco regionale di Veio, un progetto che vuole sottolineare l’importanza dell’uso sostenibile dell’acqua coinvolgendo le scuole e categorie svantaggiate per una scolarizzazione attraverso il Mito, la cultura classica e le figure etrusche, ad esempio quelle legate alla Metamorfosi di Ovidio.
Il museo e’ in crescita: ci saranno nuove sedi e allestimenti riqualificanti, ripensati alla luce di un modo piu’ immersivo di riproporre le opere, pensando a nuove esposizioni che possano dislocarsi sul territorio e che sappiano valorizzare tante opere che sono in attesa di essere esposte e poste in risalto con la dovuta importanza.
Qual è il ruolo che un grande museo archeologico può svolgere nel rendere il patrimonio antico come parte viva della società contemporanea?
Ad esempio proponendo proiezioni immersive, realizzate in stretta collaborazione con ditte specializzate in ambito museale. Realizzando dei Video mapping, il nostro è di recente installazione. E’ studiato appositamente per non vedenti e non udenti e, grazie al suo approccio multimediale, risulta maggiormente accessibile dal punto di vista cognitivo e adatto anche ad un pubblico giovane.
Cerchiamo di sensibilizzare le nuove generazioni rispetto alle problematiche legate all’ambiente ad esempio con un progetto rivolto alle scuole che promuove l’importanza del patrimonio acqueo. I ragazzi sono stati informati sul restauro del Ninfeo a tre piani di Bartolomeo Ammannati, recuperato come da progetto e funzionalità originali e attraverso il quale scorre l’antico acquedotto di acqua purissima, attivo sin dal Rinascimento.
Quali sono le ragioni di questa azione divulgativa?
“L’obiettivo e’ l’arricchimento ma senza essere a scuola. La nostra intenzione e’ quella di far ricordare ciò che ci emoziona, il contatto diretto con l’opera e’ il nostro successo. Raccontare l’arte etrusca e il suo successo nel bacino del Mediterraneo, la commistione di stili che si combinano in tutta la Magna grecia sono stati i temi oggetto di studio del nostro comitato scientifico che vuole dare una impronta divulgativa sul popolo etrusco attraverso la ricerca. In questa ottica abbiamo allestito 13 sale”.
Concludendo ci vuole dare qualche dettaglio sulla mostra dedicata alla collezione Castellani?
“L’esposizione degli Ori Castellani riaprirà a gennaio con un nuovo allestimento che racconterà la collezione di gioielli di seconda metà dell’Ottocento. Il nuovo allestimento, evocativo e scenografico, consentirà di valorizzare la straordinaria collezione di Ori che la celebre famiglia Castellani, orafi, collezionisti e antiquari, donò allo Stato Italiano nel 1919. Un’esposizione che mette in luce la grande abilità e maestria dei Castellani e le sofisticate tecniche di realizzazione, esponendo gioielli straordinari finora conservati nei depositi.
Dal prossimo 6 novembre fino al 28 febbraio 2027 ospiteremo una mostra dal titolo “L’olla di Cerere”. Le origini della scrittura nell’Agro Falisco (territorio dell’Etruria). L’evento nasce dalla collaborazione fra il Museo, il CINECA, le Università di Bologna e Sapienza di Roma, su uno dei testi arcaici più importanti dell’Italia antica e sul suo supporto: l’iscrizione falisca di VII sec. a.C. sulla cosiddetta ‘olla di Cerere’”