(AGENPARL) - Roma, 25 Settembre 2026 - All’Eliseo il Papa affronta il rapporto tra religione, libertà e istituzioni. Macron difende una laicità che non significa negare la religione, ma garantire a credenti e non credenti la libertà di coscienza.
La laicità, in Francia, non è soltanto un principio istituzionale. È una parte della storia della Repubblica e del modo in cui il Paese ha costruito il proprio rapporto con la religione.
È proprio su questo terreno che si sono incontrati oggi a Parigi Leone XIV ed Emmanuel Macron. Il Pontefice, arrivato in Francia per il suo viaggio apostolico, ha incontrato il presidente all’Eliseo e ha poi rivolto il suo primo discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico.
Macron: la laicità non significa negare la religione
Il presidente francese ha ricordato la separazione tra Chiesa e Stato che caratterizza la Repubblica francese, ma ha respinto una lettura della laicità come esclusione della religione dalla vita pubblica.
Nel discorso rivolto a Leone XIV, Macron ha presentato la Francia come un Paese segnato dalla diversità e ha collegato la laicità alla libertà di ciascuno di credere o non credere e di esprimere le proprie convinzioni, nel rispetto delle leggi della Repubblica.
È un passaggio importante perché definisce il terreno sul quale il presidente francese ha scelto di accogliere il Pontefice.
La laicità francese, nella sua interpretazione, non sarebbe dunque una barriera contro la dimensione religiosa. È piuttosto il quadro istituzionale nel quale convinzioni differenti possono coesistere.
Macron ha inoltre richiamato la necessità di proteggere i luoghi di culto, combattere le manifestazioni di intolleranza e favorire il dialogo tra le diverse comunità religiose.
Leone XIV: una “giusta laicità”
Il Papa ha raccolto il tema nel proprio intervento, sviluppandolo però a partire dalla prospettiva della Chiesa.
Leone XIV ha parlato della “giusta laicità”, spiegando che essa non deve escludere la dimensione religiosa, ma può riconoscerla come una risorsa per l’educazione e per il bene comune.
Nel discorso alle autorità francesi, il Pontefice ha sostenuto che Stato e istituzioni religiose possono dialogare e collaborare, mantenendo ciascuno il proprio ruolo, quando l’obiettivo è il servizio alla società.
È questo il punto nel quale le parole del Papa incontrano, pur partendo da prospettive diverse, il tema posto da Macron.
Non una sovrapposizione tra Chiesa e Stato, quindi, ma un confronto sullo spazio che la religione può occupare in una società laica.
La Francia davanti alla propria storia
Il riferimento assume un peso particolare proprio per il luogo nel quale è stato pronunciato.
La Francia ha una storia complessa nel rapporto tra Repubblica e Chiesa. La separazione tra le due sfere costituisce uno degli elementi fondanti della tradizione repubblicana e continua a essere oggetto di un confronto politico e culturale.
Macron ha scelto di presentare questa tradizione non come una chiusura verso il fenomeno religioso, ma come una garanzia della libertà di coscienza.
Nel suo discorso ha ricordato anche la presenza di credenti e non credenti nella società francese e la necessità di mantenere aperto il dialogo sulle grandi questioni etiche. Tra queste ha citato anche quelle poste dallo sviluppo tecnologico e dall’intelligenza artificiale.
È un passaggio che amplia il significato della visita oltre il rapporto bilaterale tra Francia e Santa Sede.
Dalla laicità alla libertà di coscienza
Leone XIV ha inserito il tema all’interno di una riflessione più ampia sulla dignità della persona.
Nel suo intervento ha parlato della Francia come di un Paese con un vasto patrimonio culturale e religioso e ha sottolineato la necessità di proteggere la libertà interiore e la dignità umana. Ha inoltre richiamato la convivenza tra persone appartenenti a culture e religioni differenti.
Il Papa ha quindi legato la questione religiosa a quella della convivenza civile.
La libertà di coscienza diventa così il punto nel quale si incontrano dimensione individuale, istituzioni e pluralismo. È anche il terreno sul quale la Chiesa può dialogare con una Repubblica che rivendica la propria laicità senza rinunciare al confronto con le diverse componenti della società.
Il contesto politico francese
Il tema assume un rilievo ulteriore in una Francia nella quale identità nazionale, religione, immigrazione e valori repubblicani sono da tempo al centro del dibattito politico.
La visita di Leone XIV arriva dunque in un contesto nel quale il rapporto tra religione e spazio pubblico è tutt’altro che una questione astratta.
Questo non significa però attribuire al Papa una posizione sulle forze politiche francesi.
Il suo intervento all’Eliseo non ha indicato partiti o candidati. Leone XIV ha parlato alle istituzioni e alla società francese nel suo complesso, concentrandosi su pace, dignità umana, libertà, dialogo e responsabilità.
La dimensione politica riguarda quindi soprattutto il contesto nel quale il discorso viene pronunciato, non una scelta politica espressa dal Pontefice.
Una visita che mette la laicità al centro
Il primo incontro tra Leone XIV e Macron ha così prodotto un confronto particolare.
Da una parte c’è una Repubblica che considera la laicità una componente essenziale della propria identità istituzionale. Dall’altra c’è il capo della Chiesa cattolica, che parla della possibilità di una laicità capace di riconoscere il contributo della dimensione religiosa alla società.
Le due posizioni non coincidono, ma nemmeno si presentano come necessariamente incompatibili.
È proprio questo a rendere significativo il passaggio all’Eliseo: la questione non è se la religione debba sostituirsi allo Stato, né se lo Stato debba cancellare la religione dallo spazio pubblico. La questione è come possano convivere libertà di coscienza, neutralità delle istituzioni e pluralismo.
Ed è una domanda che la Francia, più di molti altri Paesi europei, porta con sé da oltre un secolo.
Per Leone XIV, il viaggio è appena cominciato. Dopo Parigi, il programma prevede Notre-Dame, l’incontro con i giovani allo Stade de France e, nei giorni successivi, Lourdes e Metz.
