(AGENPARL) - Roma, 23 Settembre 2026 - [image.png]
Grazie a una collaborazione scientifica tra Scuola Sant'Anna, INAIL Centro Protesi, Istituto Ortopedico Rizzoli e Istituto Italiano di Tecnologia – IIT, è stata sviluppata una nuova tecnologia di interfaccia neurale che collega il sistema nervoso residuo del paziente con amputazione e la protesi artificiale
Dalla combinazione tra medicina rigenerativa e protesica un
neo-muscolo ingegnerizzato per il controllo delle protesi
In allegato due foto di laboratorio (fonte Scuola Superiore Sant'Anna)
PISA, 23 settembre. È una nuova tecnologia di interfaccia neurale per migliorare la connessione tra il sistema nervoso residuo del paziente con amputazione e la protesi artificiale. L'ultima frontiera dell'innovazione nel campo della medicina rigenerativa e della protesica ha portato allo sviluppo di una interfaccia neurale periferica rigenerativa (RPNI – Regenerative Peripheral Nerve Interface) che apre nuove prospettive nel controllo delle protesi.
Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Bioactive Materials, è frutto di una collaborazione scientifica tra Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Centro Protesi INAIL, Istituto Ortopedico Rizzoli e Istituto Italiano di Tecnologia – IIT. Il team di ricerca ha sviluppato un costrutto muscolare ingegnerizzato ottenuto combinando mioblasti, cioè precursori staminali del tessuto muscolare, e biomateriali innovativi. Questo neo-muscolo è stato successivamente collegato chirurgicamente a un nervo periferico in un modello preclinico di danno neurale, dando origine a una connessione funzionale tra tessuto nervoso e tessuto muscolare.
"Il nostro approccio integra strategie avanzate di ingegneria tissutale con il mondo della protesica. Per promuovere la maturazione del tessuto muscolare e la sua integrazione con il tessuto nervoso abbiamo usato particelle piezoelettriche, materiali capaci di generare segnali elettrici quando vengono sottoposti a stimoli meccanici. La stimolazione esterna è stata ottenuta mediante ultrasuoni pulsati, una tecnologia non invasiva già utilizzata in diversi ambiti biomedicali, ma che in questo studio abbiamo sfruttato in modo innovativo" dichiara Leonardo Ricotti, professore presso la Scuola Sant'Anna e responsabile del Regenerative Technologies Lab.
La ricerca introduce due importanti novità scientifiche. Da un lato, rappresenta il primo caso documentato di una interfaccia neurale periferica rigenerativa realizzata attraverso tecniche di ingegneria tissutale e successivamente impiantata e connessa a un nervo periferico. Dall'altro, evidenzia come la combinazione tra le particelle piezoelettriche integrate nel costrutto muscolare e la stimolazione mediante ultrasuoni possa favorire sia la maturazione del tessuto muscolare sia la rigenerazione del tessuto nervoso.