(AGENPARL) - Roma, 11 Settembre 2026 - "Su una materia che tocca la vita, la dignità e la libertà delle persone più fragili non possiamo limitarci a costruire procedure. Dobbiamo prima assicurarci che nessuno chieda di morire perché gli è stato negato il diritto a essere curato, assistito e accompagnato. La vita umana è un bene primario e la dignità di una persona non può dipendere dalla sua autonomia, dalla sua efficienza, dalla sua condizione economica o dal costo della sua assistenza. È da questo principio, semplice e profondamente umano, che dobbiamo partire.
Non intendo sottrarmi alla complessità di una discussione che coinvolge la libertà individuale, la sofferenza, la medicina, la coscienza professionale e principi costituzionali fondamentali. Ma proprio perché è una materia così delicata, non possiamo accettare che venga affrontata come una semplice questione di organizzazione amministrativa della sanità regionale.
La Corte costituzionale ha individuato una circoscritta area di non punibilità dell'aiuto al suicidio, in presenza di condizioni rigorosamente determinate. Non ha trasformato il suicidio medicalmente assistito in una prestazione sanitaria ordinaria, né ha imposto ai medici l'obbligo di prestare il proprio aiuto. Le successive pronunce hanno ulteriormente definito un quadro nel quale la tutela delle persone malate, fragili e vulnerabili rimane centrale.
