(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2026 - "Ho presentato alla Camera dei Deputati un'interrogazione al Ministro della Salute sul caso di Domenico Zuccarella e sul ruolo assunto dal Servizio sanitario regionale lombardo nella procedura di suicidio medicalmente assistito. Secondo quanto riportato, si tratta del primo caso in Lombardia nel quale l'intera fase attuativa sarebbe stata gestita dal Servizio sanitario regionale, con la messa a disposizione dell'assistenza sanitaria, del farmaco, della strumentazione e di una struttura sanitaria pubblica. Ho chiesto al Ministro di chiarire quali procedure siano state seguite, quale ne sia il fondamento normativo e amministrativo e se vi siano state interlocuzioni con il Ministero. La mia posizione è chiara: sono contraria al suicidio assistito. Le pronunce della Corte costituzionale vanno rispettate, ma non ritengo che la risposta debba essere una legge che disciplini il suicidio assistito. Una legge c'è già ed è la legge 38 del 2010, che garantisce l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. È da qui che dobbiamo partire. Per questo, nell'interrogazione chiedo anche di sapere se a Domenico Zuccarella sia stata effettivamente assicurata la possibilità di accedere alle cure palliative e quali iniziative si intendano assumere affinché cure palliative, terapia del dolore e assistenza domiciliare siano concretamente garantite su tutto il territorio nazionale. Questo è per me il punto centrale: davanti alla malattia e alla sofferenza il dovere dello Stato è garantire il diritto alla cura, accompagnare la persona e sostenere la famiglia. Non dobbiamo costruire percorsi che rischino di far apparire la morte come una risposta alla fragilità. Dobbiamo fare in modo che nessuno si senta solo, abbandonato o un peso per gli altri.
Io sto dalla parte della vita. E credo che la risposta alla sofferenza debba essere più cura, più assistenza e più vicinanza". Lo dichiara il deputato di Fratelli d'Italia Cristina Almici.
