(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - TRIPOLI – Il primo ministro del Governo di Unità Nazionale con sede a Tripoli, Abdul Hamid Dbeibah, ha accolto con favore la firma dell’accordo raggiunto domenica dal Comitato del mini-dialogo 4+4, con la facilitazione della Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), definendolo un passo significativo verso il superamento della lunga fase di transizione politica.
Per Dbeibah, l’intesa deve essere interpretata soprattutto alla luce di un obiettivo: restituire ai cittadini libici il diritto di scegliere attraverso le urne le istituzioni chiamate a governare il Paese, evitando nuovi assetti transitori destinati semplicemente a prolungare lo status quo.
Dbeibah: «Un passo significativo verso le elezioni»
Commentando la firma dell’accordo, il premier ha espresso apertamente il proprio sostegno al risultato raggiunto dal Comitato 4+4.
«Accolgo con favore la firma dell’accordo da parte del Comitato del mini-dialogo 4+4, considerandola un passo significativo che rafforza il percorso che abbiamo sostenuto fin dall’inizio, ovvero quello di concludere le fasi di transizione e procedere verso le elezioni», ha dichiarato.
La posizione del capo del Governo di Unità Nazionale concentra quindi l’attenzione sulla necessità che il compromesso raggiunto non rappresenti l’avvio di un’ulteriore fase provvisoria, ma contribuisca concretamente alla preparazione del voto nazionale.
«La decisione deve spettare al popolo libico»
Dbeibah ha ribadito che la propria visione politica rimane fondata sulla centralità della volontà popolare.
Secondo il premier, la decisione sul futuro politico della Libia deve spettare direttamente ai libici attraverso le elezioni, considerate lo strumento necessario per porre fine alla divisione e attribuire alle istituzioni una legittimità rinnovata.
«La nostra visione è sempre stata chiara: la decisione deve spettare al popolo libico attraverso elezioni che pongano fine allo stato di divisione e conferiscano a tutte le istituzioni una legittimità genuina, derivante dalla volontà dei cittadini», ha affermato.
Un principio che, nella prospettiva indicata da Dbeibah, dovrebbe impedire che la ricerca di un compromesso politico si trasformi nella semplice riorganizzazione degli organismi esistenti senza un nuovo mandato elettorale.
No alla perpetuazione delle fasi transitorie
Uno dei passaggi politicamente più rilevanti dell’intervento riguarda proprio il futuro delle strutture transitorie.
Dbeibah ha insistito sulla necessità di evitare qualsiasi formula che finisca per perpetuare le fasi e gli organismi esistenti, rinviando ancora una volta il ricorso alle urne.
La Libia attraversa da anni una complessa transizione caratterizzata da istituzioni concorrenti, accordi politici, organismi temporanei e ripetuti tentativi di costruire un quadro condiviso per le elezioni.
Per il premier, la firma del 4+4 acquista dunque valore nella misura in cui riuscirà a interrompere questa dinamica e ad avvicinare il Paese a istituzioni dotate di una legittimità direttamente derivante dal voto.
L’accordo 4+4 e il ruolo dell’UNSMIL
L’intesa è stata raggiunta nell’ambito del mini-dialogo facilitato dall’UNSMIL e si inserisce negli sforzi delle Nazioni Unite per rilanciare il processo politico libico.
Il dossier coinvolge questioni centrali per il futuro istituzionale del Paese, tra cui il quadro elettorale e gli strumenti necessari per creare condizioni condivise in vista delle elezioni.
La firma ha già ricevuto il sostegno di diversi attori libici e internazionali, ma la fase decisiva sarà quella dell’attuazione. Gli accordi dovranno infatti tradursi in provvedimenti concreti e ottenere il necessario sostegno delle istituzioni competenti.
«Una pietra miliare nazionale per stabilità e ricostruzione»
Dbeibah ha espresso l’auspicio che l’accordo possa diventare un passaggio concreto nella giusta direzione, mantenendo le elezioni al vertice delle priorità politiche.
«Ci auguriamo che questo accordo rappresenti un passo concreto nella giusta direzione, confermando la priorità delle elezioni e aprendo la strada a una pietra miliare nazionale che metta la Libia sulla via della stabilità e della ricostruzione», ha dichiarato.
Il premier lega quindi direttamente il ritorno alle urne alla possibilità di affrontare una seconda grande sfida: passare dalla gestione della transizione alla costruzione di uno Stato stabile, capace di concentrare risorse e istituzioni sulla ricostruzione e sullo sviluppo.
Dall’accordo all’attuazione: la vera prova
La firma del Comitato 4+4 apre ora una fase nella quale sarà fondamentale verificare la capacità delle istituzioni libiche di trasformare il compromesso politico in un percorso realmente praticabile.
Il sostegno espresso da Dbeibah conferma una convergenza almeno sul principio generale secondo cui le elezioni devono rappresentare il punto di arrivo del processo politico. Rimangono tuttavia cruciali le modalità, le garanzie giuridiche, il quadro istituzionale e il consenso necessario per rendere possibile il voto.
Per la Libia, la questione fondamentale resta dunque quella che accompagna da anni il processo politico: trasformare gli accordi tra le istituzioni e i protagonisti della transizione in una possibilità concreta per i cittadini di esprimersi.
Il messaggio del premier di Tripoli è, sotto questo aspetto, inequivocabile: la legittimità definitiva non può provenire da un nuovo accordo transitorio, ma dalla volontà del popolo libico espressa attraverso elezioni libere.
