(AGENPARL) - Roma, 30 Agosto 2026 - BENGASI – Il presidente della Camera dei Rappresentanti libica, Aqila Saleh, ha ribadito il proprio sostegno agli sforzi finalizzati a raggiungere una soluzione politica complessiva della crisi, dichiarandosi disponibile a rispettare gli accordi destinati a porre fine alla divisione istituzionale, purché siano conformi alla Dichiarazione Costituzionale, alla legislazione vigente e all’Accordo Politico libico.
In una dichiarazione diffusa domenica, Saleh ha sottolineato che la posizione della Camera nei confronti delle diverse iniziative politiche continuerà a essere determinata dalla tutela dell’interesse nazionale, dalla stabilità dello Stato e dalla salvaguardia delle sue istituzioni.
Il presidente del Parlamento ha inoltre espresso apprezzamento per gli sforzi della Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), in particolare per le iniziative finalizzate a superare le divisioni e creare le condizioni per lo svolgimento, nel più breve tempo possibile, di elezioni presidenziali e parlamentari simultanee.
Saleh: disponibili a collaborare per porre fine alla divisione
La dichiarazione arriva in una fase particolarmente delicata del processo politico libico, mentre proseguono gli sforzi per costruire un’intesa tra le principali istituzioni del Paese.
Saleh ha affermato la propria disponibilità a collaborare attivamente per porre fine alla divisione politica e istituzionale, superare la crisi attuale e raggiungere accordi capaci di condurre alla formazione di un’autorità unificata.
L’obiettivo indicato è ricomporre progressivamente la frammentazione istituzionale e creare un quadro nel quale sia possibile procedere verso una consultazione elettorale nazionale.
La prospettiva delineata dal presidente della Camera prevede quindi tre passaggi strettamente collegati: unificazione dell’autorità politica, riunificazione delle istituzioni statali e preparazione delle elezioni.
Elezioni simultanee per concludere la lunga transizione
Al centro della posizione di Saleh rimane la necessità di arrivare a elezioni presidenziali e parlamentari simultanee.
Il voto dovrebbe consentire, secondo questa impostazione, di concludere le successive fasi di transizione che hanno caratterizzato la Libia e restituire direttamente ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti attraverso elezioni libere ed eque.
La questione della legittimità delle istituzioni rimane infatti uno dei nodi fondamentali della crisi libica. Il prolungamento della transizione e la presenza di organismi concorrenti hanno reso particolarmente complessa la costruzione di un sistema politico stabile e riconosciuto a livello nazionale.
Per Saleh, il ricorso alle urne rappresenta dunque il passaggio necessario per aprire una nuova fase istituzionale.
La Camera valuterà gli accordi sottoposti al Parlamento
Il presidente ha tuttavia precisato che qualsiasi intesa dovrà seguire le procedure istituzionali previste.
Quando un accordo sarà formalmente sottoposto alla Camera dei Rappresentanti, ha spiegato Saleh, il Parlamento adotterà le decisioni che riterrà appropriate sulla base dell’interesse pubblico e della necessità di salvaguardare la stabilità dello Stato e delle sue istituzioni.
Si tratta di una precisazione politicamente significativa: la disponibilità al compromesso viene accompagnata dalla rivendicazione del ruolo della Camera nel valutare la compatibilità e l’attuazione delle intese raggiunte attraverso i diversi percorsi di dialogo.
La condizione: rispetto del quadro costituzionale e giuridico
Saleh ha posto soprattutto una condizione precisa al proprio sostegno.
Gli accordi e le intese finalizzati a porre fine alla divisione e conseguire la stabilità dovranno rimanere all’interno del quadro stabilito dalla Dichiarazione Costituzionale, dalle leggi vigenti e dall’Accordo Politico, senza entrare in contraddizione con questi riferimenti.
Il rispetto del quadro giuridico viene presentato come una garanzia indispensabile per tutelare l’integrità dell’intero processo politico.
La questione non riguarda quindi soltanto il raggiungimento di un compromesso tra le parti, ma anche la sua solidità costituzionale e legale, elemento essenziale affinché le decisioni possano essere applicate e non diventino successivamente oggetto di nuove contestazioni.
Apprezzamento per gli sforzi dell’UNSMIL
Nel suo intervento, Saleh ha rivolto parole di apprezzamento anche alla Missione delle Nazioni Unite, riconoscendone gli sforzi per favorire il superamento dello stallo.
Il sostegno alla mediazione internazionale viene tuttavia inserito all’interno di una prospettiva nella quale gli accordi devono mantenere solide basi nel sistema costituzionale e politico libico.
La posizione espressa dal presidente della Camera cerca così di conciliare apertura al dialogo e rispetto della legalità istituzionale, indicando nelle elezioni l’obiettivo conclusivo del processo.
L’interesse nazionale al di sopra delle divisioni
Il messaggio politico di Saleh converge infine su un principio: qualsiasi soluzione dovrà anteporre il supremo interesse della Libia alle rivalità e agli interessi particolari.
Unificare le istituzioni, preservare l’unità dello Stato, costruire un’autorità riconosciuta e arrivare alle urne vengono indicati come elementi di un unico percorso.
La sfida rimane trasformare le dichiarazioni di disponibilità provenienti dai diversi protagonisti libici in un compromesso politicamente condiviso, giuridicamente solido e concretamente applicabile.
Se questo equilibrio verrà raggiunto, la Libia potrebbe avvicinarsi all’obiettivo perseguito da anni ma ancora incompiuto: chiudere definitivamente la stagione delle transizioni e restituire agli elettori il diritto di determinare attraverso le urne la futura leadership del Paese.
