(AGENPARL) - Roma, 28 Agosto 2026 - MERCATI – I prezzi dell’oro hanno registrato un moderato rialzo nelle contrattazioni di giovedì sui mercati internazionali, sostenuti dall’indebolimento del dollaro statunitense. Il metallo prezioso ha raggiunto 4.607,90 dollari l’oncia sul mercato spot, recuperando parte delle perdite accumulate nella seduta precedente.
Il movimento conferma ancora una volta la stretta relazione tra l’andamento della valuta statunitense e quello delle materie prime denominate in dollari, con l’oro che beneficia generalmente di un biglietto verde più debole.
Oro spot in crescita dello 0,4%
Durante le contrattazioni, il prezzo dell’oro sul mercato spot è aumentato dello 0,4%, portandosi a 4.607,90 dollari l’oncia.
Il rialzo arriva dopo una giornata negativa per il metallo prezioso. Alla chiusura di mercoledì, infatti, l’oro aveva registrato una flessione dell’1,4%, segnando il calo giornaliero più consistente dell’ultima settimana.
Il recupero di giovedì ha quindi consentito alle quotazioni di riguadagnare parte del terreno perso, mentre gli operatori continuano a monitorare l’andamento del dollaro e le prospettive dei mercati finanziari internazionali.
In aumento anche i future statunitensi
Segnali positivi sono arrivati anche dal mercato dei derivati. I future statunitensi sull’oro con scadenza a dicembre hanno registrato un incremento dello 0,2%, raggiungendo 4.664 dollari l’oncia.
La contemporanea crescita delle quotazioni spot e dei contratti future evidenzia una ripresa della domanda dopo la correzione osservata nella seduta precedente.
L’oro rimane uno degli asset maggiormente monitorati dagli investitori internazionali, soprattutto nelle fasi caratterizzate da oscillazioni delle valute, incertezza sui mercati e cambiamenti nelle aspettative relative alla politica monetaria.
Il dollaro più debole sostiene il metallo prezioso
A favorire il rialzo delle quotazioni è stato soprattutto il calo del dollaro statunitense.
Poiché l’oro viene normalmente quotato in dollari sui mercati internazionali, un indebolimento della valuta americana tende a rendere il metallo prezioso relativamente meno costoso per gli investitori che utilizzano altre valute, contribuendo così a sostenerne la domanda.
Al contrario, un rafforzamento significativo del dollaro può esercitare pressione sulle quotazioni, rendendo l’acquisto dell’oro più oneroso per gli operatori non statunitensi.
Mercati concentrati sui prossimi segnali economici
Dopo la flessione di mercoledì e il successivo recupero, l’attenzione degli investitori resta concentrata sui fattori che potrebbero determinare la prossima direzione del mercato.
L’evoluzione del dollaro, le aspettative sui tassi d’interesse, i dati macroeconomici e il livello di avversione al rischio continueranno a rappresentare variabili importanti per l’andamento del metallo prezioso.
La seduta di giovedì mostra intanto un ritorno degli acquisti, con l’oro spot a 4.607,90 dollari l’oncia e i future statunitensi di dicembre a 4.664 dollari, dopo le perdite registrate nella giornata precedente.
