(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - Nuove tensioni e accuse incrociate nel quadrante mediorientale. Secondo un’analisi diffusa dall’agenzia di stampa Tasnim, diversi indizi indicano che il recente attacco di droni contro due navi nel porto egiziano di Damietta sarebbe in realtà un’operazione sotto falsa bandiera condotta da Israele per incolpare l’Iran e dipingerlo come una minaccia regionale.
Le accuse dei media occidentali e la smentita di Teheran
Nei giorni scorsi, fonti e media statunitensi — tra cui il Wall Street Journal — avevano attribuito all’Iran la responsabilità dell’attacco di droni nel porto di Damietta. Una versione fermamente respinta da Teheran: il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi, ha negato ogni coinvolgimento delle forze armate, definendo l’episodio un’operazione false flagorchestrata da terzi per screditare la Repubblica islamica.
Il quadro dell’analisi e la strategia di tensione
L’analisi pubblicata da Tasnim respinge il coinvolgimento di Teheran sottolineando diversi fattori, tra cui la consueta trasparenza con cui l’Iran rivendica le proprie azioni, l’estraneità di un simile attacco rispetto alla dottrina strategica delle forze armate e il presunto tentativo di Stati Uniti e Israele di dipingere la Repubblica islamica come una minaccia globale dopo i fallimenti registrati sullo Stretto di Hormuz. Secondo il pezzo, l’operazione rientrerebbe pienamente nella tattica di espandere artificialmente il conflitto regionale per isolare Teheran.
In definitiva, l’episodio di Damietta viene letto dai media iraniani non come un’azione diretta, ma come il tassello di una più ampia campagna di guerra psicologica e sabotaggio volta a saldare le tensioni tra gli Stati arabi e la Repubblica islamica.
