(AGENPARL) - Roma, 24 Luglio 2026 - La crisi tra Iran e Stati Uniti precipita. Nelle ultime ore, un attacco attribuito alle forze americane nel Mare dell’Oman ha colpito una petroliera scambiata per un vettore di gas iraniano, provocando la morte di due membri dell’equipaggio. Un incidente gravissimo che rischia di infiammare ulteriormente le rotte marittime del Golfo già sotto pressione.
La “nuova equazione” di Teheran: un soldato USA per ogni civile In risposta all’offensiva in corso, il quartier generale di Khatam al-Anbiya — il massimo organo di comando militare iraniano — ha formalmente annunciato una dottrina spietata. Per bocca del maggiore generale Ali Abdollahi, Teheran ha stabilito un’equazione definitiva: per ogni cittadino iraniano martirizzato nei raid, un soldato americano perderà la vita. Una presa di posizione netta che azzera i canali diplomatici e promette rappresaglie dirette.
Tredici notti di raid e infrastrutture civili nel mirino La tensione esplode dopo tredici notti consecutive di bombardamenti americani. Secondo i bollettini locali, i raid avrebbero colpito non solo obiettivi strategici, ma anche infrastrutture vitali per la popolazione, tra cui ponti e impianti idrici. Il bilancio fornito dalle autorità parla di almeno 55 civili uccisi e oltre 640 feriti, alimentando la spinta verso una risposta armata simmetrica e durissima.
Ritorsioni a catena: colpite le basi USA nella regione Come reazione immediata, l’Iran e le Guardie della Rivoluzione (IRGC) hanno rivendicato una serie di attacchi missilistici contro le basi che ospitano truppe e assetti statunitensi in Kuwait, Giordania, Bahrain ed Erbil. L’IRGC ha inoltre lanciato un allarme urgente, invitando i residenti a tenersi ad almeno cinquecento metri di distanza dalle installazioni militari straniere.
Il nodo delle vittime e il caos dei canali ufficiali Mentre Washington ha confermato la morte di alcuni soldati americani colpiti dai missili in Giordania e Iraq, i canali di informazione iraniani insistono sul fatto che il bilancio reale delle perdite tra le file di Washington sia ampiamente superiore. L’episodio della petroliera nel Mare dell’Oman, annunciato poco fa dai canali libanesi, aggiunge un tassello esplosivo a un conflitto che fatica a trovare margini di contenimento.
