(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - "Aver sospeso dal lavoro medici, infermieri e operatori sanitari, in quanto riluttanti a farsi il vaccino anti-Covid, oltre a essere un atto ingiusto e insussistente in termini legali, poiché il vaccino non impediva la trasmissione del virus, fu anche un danno per la sanità italiana. Mentre il Ministero della Salute e il Governo emanavano diktat ideologici verso queste categorie, le Regioni erano costrette a confrontarsi con la vita reale. Ebbene, audito oggi in commissione Covid, Luigi Genesio Icardi, coordinatore della Commissione salute presso la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, ha spiegato che la sospensione di medici ha creato dei buchi nei reparti salvavita, tanto da spingere le Regioni talvolta a dover violare la normativa nazionale per non perdere professionisti in reparti medici essenziali per la cura dei pazienti. Lo stesso Icardi, del resto, ha sottolineato che gran parte dei medici che ha fatto ricorso contro questo provvedimento ha poi avuto ragione, dimostrando che il Governo agì non solo contro l'interesse della sanità nazionale ma anche contro i principi giuridici".
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