(AGENPARL) - Roma, 23 Luglio 2026 - "La lettera aperta del direttore di Agea agli agricoltori italiani lascia una sensazione curiosa perché sembra il numero di un ventriloquo. Muove la bocca ma viene spontaneo chiedersi di chi sia davvero la voce. C'è però un punto più serio dell'ironia. Il direttore di Agea non è chiamato a fare il commentatore politico né l'interprete delle dinamiche istituzionali. Il suo compito è quello di far funzionare la macchina amministrativa, eliminare i ritardi, sciogliere i nodi e garantire che gli agricoltori ricevano risposte rapide e pagamenti puntuali. Se gli agricoltori sono esasperati non hanno bisogno di lettere aperte. Hanno bisogno che quel famoso muro di gomma, tanto evocato, smetta di esistere. E purtroppo, quando i problemi persistono, è proprio quell'immagine a identificare Agea".
"Sorprende anche – aggiunge – che il ministro Lollobrigida ritenga opportuno consentire che il direttore di un ente tecnico assuma un ruolo che appartiene all'autorità politica e istituzionale. Le lettere aperte, gli indirizzi politici e il confronto pubblico spettano al governo. Chi guida un'amministrazione deve mantenere la necessaria terzietà, evitando di sovrapporre il proprio ruolo tecnico a quello politico. L'autorevolezza di un direttore non si misura dal numero delle lettere che scrive ma dai problemi che risolve, fuori dai riflettori. E oggi – conclude – gli agricoltori aspettano soprattutto questo".
Roma, 23 luglio 2026