(AGENPARL) - Roma, 21 Luglio 2026 - "Come il ministro Calderoli disse del Porcellum, anche di queste preintese si potrà dire che sono una porcata, fatta volutamente. Solo che non c'è niente da ridere. Perché si tratta di un progetto consapevole, esibito e arrogante di aggiramento sistematico della sentenza della Corte Costituzionale, che ha smontato pezzo per pezzo la legge sull'autonomia differenziata". Lo ha detto in Aula alla Camera la deputata Maria Cecilia Guerra, responsabile nazionale Lavoro del Pd, intervenendo in dichiarazione di voto sulle pre-intese tra il governo e la Regione Piemonte .
"La Corte – ha proseguito l'esponente dem – ha detto chiaramente che ogni attribuzione differenziata deve essere giustificata con specifico riferimento alle peculiarità della regione richiedente. Quella documentazione non c'è, ma c'è invece uno sfacciato copia e incolla che rende uguali le quattro regioni, tanto da cadere nel ridicolo, nel testo del Piemonte ho trovato il Veneto. Non sono mai stata bravissima in geografia, ma questo mi ha davvero disorientata. La vera giustificazione di queste preintese non sono le peculiarità territoriali, è la capacità fiscale. Si danno poteri differenziati e più ampi a chi ha già più risorse, violando l'articolo 119 della Costituzione che prevede un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale. Non viene data autonomia a chi sa amministrare meglio, viene data a chi ha già di più".
"Sulla sanità – ha concluso Guerra – i profili finanziari sono gravemente preoccupanti e non esaminati, ci si fida di dichiarazioni non dimostrate delle regioni. La Ragioneria dello Stato stessa ha parlato di 'legittimo affidamento'. Ma noi siamo il Parlamento: dovremmo avere i documenti per capire se questa impostazione regge finanziariamente. Non li abbiamo. Stiamo votando con la benda sugli occhi, senza strumenti di correzione se le cose andranno male. C'è poi un'ulteriore porcata. Le preintese riconoscono alle regioni differenziate la possibilità di assumere personale a tempo determinato nella Sanità e nella Protezione civile. Ma le intese durano almeno dieci anni, mentre nel pubblico impiego si può stare a tempo determinato solo per tre. Programmiamo di formare persone per poi licenziarle e ripartire da capo. La precarietà del lavoro non è mai la scelta giusta: svalorizza il capitale umano, rovina le vite delle persone e danneggia le stesse pubbliche amministrazioni. Noi non ci stiamo".
Roma, 21 luglio 2026