(AGENPARL) - Roma, 18 Luglio 2026 - Molti cittadini livornesi si chiedono quali siano le ragioni dei recenti e forti contrasti tra il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e il prefetto, Giancarlo Dionisi, iniziati nella primavera del 2026 e culminati il 29 giugno con l’abbandono, da parte del primo cittadino, della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (COSP).
Le prime frizioni sono emerse alla fine di aprile 2026. Dopo la messa in onda, il 26 aprile, di un servizio della trasmissione televisiva Report dedicato ai fumi delle navi nel porto di Livorno, sono trapelate alcune dichiarazioni, accompagnate da un fuorionda, nelle quali il sindaco Salvetti si esprimeva in termini fortemente critici nei confronti del prefetto. L’episodio ha innescato una vivace polemica politica locale, con le opposizioni – in particolare la Lega – che hanno accusato il sindaco di aver assunto un atteggiamento definito di “bullismo istituzionale” nei confronti del rappresentante dello Stato.
La rottura più evidente si è verificata durante una riunione del COSP.
Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica è l’organo istituzionale, presieduto dal Prefetto, che coordina l’azione delle forze dell’ordine e affronta le principali questioni legate alla sicurezza del territorio. A Livorno, questo organismo è diventato oggetto di cronaca in seguito allo scontro tra il sindaco Luca Salvetti e il prefetto Giancarlo Dionisi.
La riunione era stata richiesta dallo stesso sindaco per affrontare i recenti episodi di microcriminalità, aggressioni e furti verificatisi in città.
Nel corso dell’incontro, secondo quanto riferito dai presenti, il prefetto avrebbe attribuito parte delle criticità in materia di sicurezza e degrado urbano a una gestione ritenuta poco incisiva della Polizia Locale da parte dell’amministrazione comunale, sollecitando un rafforzamento dei controlli.
Il sindaco ha respinto con decisione tali valutazioni, difendendo l’operato della Polizia Locale e richiamando i dati illustrati dal Questore, secondo i quali non si registrerebbe un’impennata dei reati, quanto piuttosto una crescente percezione di insicurezza da parte dei cittadini.
Nel corso della stessa riunione, il prefetto ha inoltre manifestato l’intenzione di ripristinare la cosiddetta “zona rossa” nell’area di piazza Garibaldi, proposta alla quale il sindaco si è dichiarato contrario.
Ritenendo inaccettabili le critiche rivolte alla Polizia Locale e denunciando una mancanza di collaborazione istituzionale, Salvetti ha quindi deciso di lasciare il tavolo del COSP.
Tra il 14 e il 17 luglio si è registrato un nuovo motivo di attrito. Il prefetto ha infatti sospeso temporaneamente l’istruttoria avviata dal Comune per intitolare un piazzale a Igor Protti, richiedendo un’integrazione della documentazione relativa all’interesse pubblico dell’iniziativa. Il sindaco aveva prospettato un intervento del Ministero dell’Interno, ma il 16 luglio la Prefettura ha firmato il decreto di deroga straordinaria, consentendo così la prosecuzione dell’iter.
Attualmente i rapporti tra Comune e Prefettura appaiono formalmente corretti, ma caratterizzati da una forte rigidità. L’amministrazione comunale continua a chiedere una maggiore condivisione delle decisioni sui principali tavoli istituzionali.
Il conflitto, dunque, prosegue.
Ma questa è soltanto un’altra… Report.
