(AGENPARL) - Roma, 19 Luglio 2026 - Prosegue senza interruzioni la mobilitazione contro il progetto di sviluppo turistico previsto nell’area costiera di Zvërnec. Sabato sera, per il 49° giorno consecutivo, attivisti della società civile e cittadini sono scesi in piazza a Tirana per ribadire la loro opposizione all’iniziativa e avanzare una serie di richieste politiche rivolte al governo.
Come avvenuto nelle precedenti giornate di protesta, i manifestanti si sono ritrovati in piazza Skanderbeg per poi sfilare lungo il Viale dei Martiri della Nazione fino alla sede dell’ufficio del Primo Ministro.
Al centro della mobilitazione vi è il contestato progetto turistico che dovrebbe interessare l’area di Zvërnec, ma le rivendicazioni si sono progressivamente estese anche alla situazione politica del Paese.
Durante il corteo, i partecipanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Edi Rama e dell’attuale classe dirigente, sostenendo la necessità di profonde riforme istituzionali. Tra le richieste figurano anche una revisione del sistema elettorale e l’abrogazione delle modifiche alla legge sulle aree protette, considerate dagli organizzatori dannose per la tutela del patrimonio ambientale.
Le critiche non hanno risparmiato nemmeno l’opposizione. I manifestanti hanno infatti chiesto anche le dimissioni del leader del Partito Democratico, Sali Berisha, accusandolo di non essere riuscito a rappresentare una valida alternativa politica al governo.
Gli organizzatori hanno annunciato che le manifestazioni quotidiane proseguiranno finché le richieste avanzate non riceveranno una risposta concreta dalle istituzioni, confermando la volontà di mantenere alta la pressione sul governo attraverso una mobilitazione costante.
La protesta contro il progetto di Zvërnec si sta così trasformando in un più ampio movimento di contestazione politica e sociale, che pone al centro del dibattito temi quali la tutela dell’ambiente, la trasparenza delle istituzioni e la riforma del sistema democratico albanese.