(AGENPARL) - Roma, 17 Luglio 2026 - CNA Federmoda Milano accoglie con favore la proposta di un patto tra Italia e Francia per rafforzare la filiera europea della moda, tutelare le piccole imprese manifatturiere e contrastare la pressione dei colossi dell’ultra-fast fashion, avanzata da CNA Federmoda nel corso del vertice bilaterale presieduto dai ministri Adolfo Urso e Sébastien Martin e seguito dai lavori del Tavolo Moda. Un’iniziativa che riveste un’importanza particolare per Milano, uno dei principali poli del fashion system europeo, dove la presenza di micro e piccole imprese, laboratori artigiani, brand indipendenti e attività commerciali rappresenta un elemento essenziale della competitività e dell’identità del settore.
Al centro della proposta di CNA Federmoda vi sono due priorità: l’uniformazione degli audit e dei sistemi di valutazione richiesti alle imprese, oggi spesso costrette a rispondere a procedure differenti e sovrapposte, e la costruzione di un vero patto di filiera tra brand e PMI, fondato su programmazione, responsabilità condivisa ed equa distribuzione del valore.
Si tratta di temi particolarmente sentiti anche dalle imprese milanesi, chiamate ogni giorno a confrontarsi con mercati internazionali sempre più complessi e con modelli produttivi caratterizzati da una crescente pressione sui tempi e sui margini. Per CNA Federmoda Milano, la sostenibilità del settore non può prescindere dalla salvaguardia di tutte le componenti dell’assetto, comprese quelle più piccole e indipendenti, che contribuiscono a definire l’identità del Made in Italy e la qualità riconosciuta della moda italiana nel mondo.
“La filiera della moda non è composta soltanto dai grandi marchi e dalle aziende strutturate – sottolinea Nicoletta Fasani, presidente di CNA Federmoda Milano -. Ne fanno parte anche i brand indipendenti, i piccoli laboratori, gli artigiani che lavorano da soli e tutte quelle microimprese che, con competenze e creatività, contribuiscono ogni giorno al valore del Made in Italy e alla reputazione internazionale di Milano.”
Fondamentali anche i temi come il Piano Italia per la Moda, il credito d’imposta per il design, la transizione digitale e ambientale e la tutela delle competenze manifatturiere, che incidono direttamente sulla competitività delle imprese e sulla capacità del comparto di affrontare le trasformazioni in atto.
“Le botteghe artigiane, i negozi e le piccole attività della moda contribuiscono a caratterizzare i quartieri e i centri delle nostre città – prosegue Fasani -. Difendere la filiera significa creare le condizioni affinché queste imprese possano continuare a essere presenti sul territorio, generare lavoro, trasmettere competenze e mantenere viva l’identità manifatturiera e creativa di Milano.”
