(AGENPARL) - Roma, 2 Luglio 2026 - della salute mentale"
Scritto da Massimo Orlandi, giovedì 2 luglio 2026
"Esco da questa visita con una grande preoccupazione per il profondo
degrado della struttura e per le condizioni difficilissime in cui le nostre
operatrici e i nostri operatori sanitari sono costretti a lavorare. A
questo si aggiunge l'amarezza per non aver potuto accedere ai locali in cui
è stata trasferita l'Articolazione per la tutela della salute mentale
(Atsm)". Lo ha detto l'assessora regionale alla sanità e alle politiche
sociali, Monia Monni, al termine della visita al carcere di Sollicciano,
effettuata insieme al direttore generale della ASL Toscana Centro, Valerio
Mari.
Nelle dichiarazioni rese ai giornalisti all'esterno del carcere,
l'assessora si è soffermata in particolare sulla mancata possibilità di
visitare i locali dell'Atsm, che attualmente ospitano sei detenuti. "Lo
considero un fatto estremamente grave. Parliamo infatti di una struttura
del sistema sanitario regionale che opera all'interno del carcere e che
quindi rientra anche nelle competenze organizzative dell'assessorato alla
Sanità".
"In questo momento – ha proseguito – il carcere sta attraversando una fase
di riorganizzazione conseguente al legittimo provvedimento della
magistratura, che ha disposto il sequestro preventivo di sette sezioni
dell'istituto. Alcuni detenuti in condizioni di particolare fragilità sono
stati collocati in sistemazioni temporanee. Pur avendo avuto la
possibilità di confrontarci con il personale sanitario, non ci è stato
consentito verificare le condizioni degli spazi in cui queste persone sono
ospitate. Eppure le condizioni dei luoghi sono parte integrante della
tutela della salute".
L'assessora ha annunciato che la Regione chiederà di poter effettuare un
nuovo sopralluogo. "Faremo richiesta anche alla magistratura affinché ci
venga consentito l'accesso e si possa svolgere fino in fondo il nostro
lavoro di verifica e tutela".
Un altro elemento di forte preoccupazione riguarda i trasferimenti dei
detenuti conseguenti al provvedimento della magistratura. "Oggi non
conosciamo le destinazioni delle persone che vengono trasferite. I nostri
medici effettuano le valutazioni cliniche necessarie, ma troppo spesso
queste valutazioni vengono di fatto ignorate nelle decisioni sui
trasferimenti. Non sappiamo quindi in quali condizioni vengano spostati
pazienti che, oltre a essere detenuti, sono persone con bisogni sanitari
spesso molto complessi".
Secondo Monni questa situazione rende difficile anche la programmazione
dell'assistenza sanitaria. "Abbiamo bisogno di sapere dove vengono
trasferite le persone e quali condizioni troveranno nelle strutture di
destinazione. Dovremo inevitabilmente riorganizzare il nostro modello
assistenziale per garantire continuità di cura e appropriatezza degli
interventi. Per questo riteniamo che il sistema sanitario debba essere
coinvolto nelle decisioni organizzative".
A Sollicciano operano circa 120 professionisti del servizio sanitario
regionale. Nel 2025 hanno effettuato oltre 50 mila visite negli ambulatori
di cure primarie, erogato 21.539 prestazioni specialistiche interne e 2.839
prestazioni specialistiche esterne. "Sono donne e uomini – sono parole
dell'assessora – che ogni giorno vanno ben oltre il proprio dovere per
assicurare cure e assistenza ai detenuti, che prima di tutto sono pazienti.
Eppure spesso non riescono neppure a far accompagnare le persone negli
ambulatori e viene chiesto loro di effettuare le visite direttamente nelle
celle, con evidenti criticità sia sul piano organizzativo sia su quello
della sicurezza del personale".
"Non posso che rivolgere un plauso a tutti gli operatori e a tutte le
operatrici che lavorano qui – ha dichiarato as sua volta il Direttore
generale Asl Toscana centro, Valerio Mari – Non è la prima volta che entro
in questo carcere e le condizioni sono purtroppo sempre più difficili.
Nonostante questo, l'assistenza e i servizi sanitari garantiti all'interno
dell'istituto sono di ottimo livello. Nell'ultimo anno abbiamo registrato
circa 800.000 contatti tra detenuti e operatori sanitari. Significa 800.000
occasioni di visita, controllo, somministrazione di terapie o altri
interventi assistenziali. Un dato che restituisce la misura del grande
impegno che ogni giorno viene profuso in questo ambito.
I servizi sanitari dentro Sollicciano – sottolinea Mari – comprendono le
cure primarie, il Serd, la psichiatria e da poco è stato nominato anche un
responsabile che coordina l'attività specialistica infettivologa degli
istituti penitenziari. Sono inoltre presenti il servizio infermieristico,
un polo di radio diagnostica strumentale, un polo odontoiatrico ed è
sempre attivo il collegamento con l'ospedale San Giovanni di Dio, per
assicurare la continuità delle cure"
Durante il dialogo con i giornalisti l'assessora Monni ha ancora
evidenziato anche come, nonostante le temperature leggermente più miti
registrate oggi, nei corridoi della struttura siano stati rilevati comunque
circa 34 gradi. "Questo dà la misura di quanto il carcere sia invivibile
durante le ondate di calore e di quanto le condizioni ambientali incidano
sulla salute sia delle persone detenute sia di chi vi lavora. È difficile
immaginare che una struttura in queste condizioni possa assolvere alla
funzione prevista dalla Costituzione se le persone vivono in ambienti
spesso incompatibili con la dignità umana. In un contesto simile diventa
difficile parlare di percorsi di recupero, di formazione o di reinserimento
sociale".
Infine, l'assessora ha annunciato che la Regione proseguirà il
monitoraggio della situazione. "Torneremo a Sollicciano per verificare i
locali destinati alla salute mentale e visiteremo anche il carcere della
Dogaia, dove sono stati trasferiti molti detenuti, per comprendere
l'impatto della riorganizzazione e verificare che il sistema sanitario sia
nelle condizioni di garantire la continuità dell'assistenza e il diritto
alla salute delle persone detenute".
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