(AGENPARL) - Roma, 22 Giugno 2026 - "Colpisce che proprio Giuseppe Conte, che ama ricordare il suo profilo da giurista, arrivi a definire l'Italia uno 'Stato canaglia'. Un'affermazione grave, ingiusta e priva di fondamento. L'Italia non si è sottratta ai propri obblighi internazionali né ha agito fuori dal perimetro del diritto. Al contrario, il Governo ha assunto decisioni sulla base delle informazioni e delle valutazioni a disposizione, avendo come priorità la tutela della sicurezza nazionale e dei cittadini italiani. I fatti dimostrano inoltre che non vi è stata alcuna volontà di garantire impunità. La giustizia libica si è occupata del caso Almasri e ha celebrato un processo conclusosi con una condanna. Esattamente ciò che molti sostenevano non sarebbe mai accaduto. Per questo sorprende che un ex Presidente del Consiglio utilizzi espressioni così offensive nei confronti del proprio Paese. Il confronto politico è legittimo, ma definire l'Italia uno 'Stato canaglia' significa colpire le nostre istituzioni, il nostro sistema giuridico e la credibilità internazionale della Nazione. Un atteggiamento che non rende un buon servizio né alla verità, né all'Italia".
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