(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - Il panorama della sicurezza informatica mediorientale subisce una nuova scossa. Il gruppo di hacker “Handala” ha annunciato l’eliminazione di un alto funzionario del Mossad, responsabile della “nuova unità di infiltrazione” dedicata al dossier Iran. Secondo le dichiarazioni diffuse dal collettivo, l’operazione sarebbe il frutto di mesi di monitoraggio, tracciamento e sorveglianza continua.
Un’operazione di guerra psicologica L’attacco, rivendicato attraverso un video e un messaggio diffuso via Telegram, non si limita alla dimensione tecnica. Handala sfida apertamente le agenzie di sicurezza israeliane, ponendo una domanda provocatoria: “Le agenzie di sicurezza del regime israeliano oseranno dire la verità, o continueranno a negarla?”. Con questo annuncio, il gruppo mira a minare la percezione di invulnerabilità delle figure protette in Israele, suggerendo che nessuno sia immune alla portata della “resistenza” interna.
L’ibridazione tra criminalità e strategia Il caso Handala conferma una tendenza ormai consolidata: l’hackeraggio moderno non corre più su binari paralleli, ma si è integrato perfettamente nelle dinamiche delle organizzazioni para-statuali. La struttura gerarchica del gruppo e la capacità di condurre operazioni di intelligence complesse suggeriscono un’organizzazione che va ben oltre il semplice attivismo. È sempre più evidente come tali entità operino attraverso reclutamenti mirati nelle zone d’ombra del web, trasformando le competenze tecniche in vere e proprie armi tattiche al servizio di una precisa agenda geopolitica.
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