(AGENPARL) - Roma, 17 Maggio 2026 - “Nell’attuale scenario globale vi sono diversi punti di frizione, uno di questi è sicuramente il Mar Cinese Meridionale. Mi ha fatto molto piacere vedere, nel libro, la dovizia di particolari e di valutazioni che riguardano gli aspetti giuridici ma anche politici, nonché storici, sulle dinamiche tra Filippine e Cina. Hanno partecipato all’incontro l’Amb. Nathaniel G. Imperial, Ambasciatore della Repubblica delle Filippine in Italia; Valentina Muiesan, Vicedirettrice per i Paesi dell’Asia e dell’Oceania della Farnesina; Donatella Strangio, Professoressa ordinaria di Storia economica della Sapienza; Giulia Pompili, giornalista del Foglio; Stefano Pelaggi, ricercatore della Sapienza; con Matteo Angioli come moderatore. Il Mar Cinese Meridionale ha acquisito un valore strategico ed economico crescente negli ultimi tre decenni. Vi transita infatti il 25% del traffico marittimo globale, rappresentando una quota significativa del PIL mondiale e non solo. Custodisce importantissime risorse: petrolio, gas naturale, terre rare. Si tratta di una regione fondamentale con cui, per altro, l’Italia da sempre ha una storia intrecciata. Le relazioni tra i nostri due Paesi esistono dall’Ottocento. Fondamentale è stato, nel 1947, il trattato di amicizia e relazioni firmato tra Roma e Manila, uno dei primi accordi firmati dalla Repubblica filippina, nata nel 1946, con uno Stato europeo. Nel 2027 cadrà l’ottantesimo anniversario di quella firma, in un momento che vede entrambi i nostri Paesi allineati nel sostegno a principi fondamentali del diritto internazionale del mare (UNCLOS), alla libertà di navigazione e alla stabilità delle rotte. È stato oggi osservato quanto sia importante che l’Accordo di difesa firmato dal Ministro Crosetto e dal Ministro filippino Lazaro riconosca esplicitamente l’UNCLOS come strumento chiave per la gestione delle controversie nel Mar Cinese Meridionale. È stata ugualmente rilevata l’importanza dei negoziati per un accordo di libero scambio tra Filippine e Unione Europea, che dovrebbero esser conclusi entro il 2027. La decisione di Manila di rafforzare la cooperazione con Bruxelles, e in parallelo anche con Washington, dimostra come le Filippine riconoscano nell’Occidente un pilastro della sicurezza internazionale. L’uso spregiudicato che la Cina fa della coercizione sia economica sia militare – attraverso un uso della forza, anche attraverso navi con falsa identità, omini blu filocinesi come gli omini verdi filorussi in Donbass – è uno stress test continuo per l’ordine internazionale. Non è purtroppo una novità. Sin dall’inizio del suo mandato il Presidente Xi Jinping utilizza esplicitamente la “Nine-Dash line” – ossia la rappresentazione cartografica a forma di U che rivendica la sovranità di Pechino sulla totalità del Mar Cinese Meridionale. In Italia, spesso, su tali dinamiche si tende a minimizzare o attenuare quello che in realtà è un atteggiamento aggressivo. Le tensioni tra Cina e Filippine non sono da sottovalutare perché sottendono una precisa strategia di Pechino volta ad aggirare gli accordi internazionali ed esercitare pressione e controllo su quelle acque. La Cina, si è osservato durante il convegno, si è già vista negare, con la decisione della Corte Permanente di Arbitrato del 2016, qualsiasi diritto storico in quell’area. In base all’UNCLOS, l’arbitrato, nel caso intentato dalle Filippine contro la Cina, ha riaffermato i diritti delle Filippine sulla propria Zona Economica Esclusiva nel Mar Cinese Meridionale, proteggendo così la libertà di navigazione e di sorvolo. Pechino, tuttavia, ha rifiutato di riconoscere l’arbitrato, continuando a violare il diritto internazionale. In tale scenario si è detto, tra le conclusioni del convegno, altri paesi della regione, in particolare il Giappone, si sono attivati in diversi modi nel sostenere Manila. È stata a riguardo menzionata la frase del già Primo Ministro giapponese Fumio Kishida, pronunciata nel 2022: l’Ucraina di oggi è il Mar Cinese di domani”.
Lo ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi di Sant’Agata in occasione della presentazione del libro “The economic impact of the South China Sea disputes” presso la Sala Nassirya del Senato.