(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2026 - «Ho saputo dalla stampa che a Monza un progetto Legalità rivolto agli studenti, che prevedeva tra le altre cose il ricordo delle vittime cadute per mano di mafia, attività di prevenzione su bullismo, droga e dipendenza digitale, è stato duramente contestato da un gruppo di insegnanti e genitori.
Secondo quanto emerso, sarebbe stato contestato perfino il fatto che a parlare dei pericoli del digitale fosse un tenente dei Carabinieri e non un "esperto civile", dimenticando che proprio nell'Arma dei Carabinieri c'è una delle massime specializzazioni in materia. Alcuni avrebbero addirittura sostenuto che le divise rappresentano l'idea repressione per i ragazzi e chiesto che incontri di questo genere non vengano mai più ripetuti.
Sono indignata per quanto ho letto. Perché qui non siamo davanti a una normale discussione educativa, ma a un problema ideologico evidente nei confronti delle divise e di chi ogni giorno serve lo Stato sul territorio.
Io penso esattamente il contrario. Penso che questi incontri debbano essere ripetuti il più possibile, perché i ragazzi devono imparare a convivere con la legalità e con chi ogni giorno garantisce loro libertà, la sicurezza e la tutela delle istituzioni democratiche. E trovo assurdo che venga trasformato in uno scandalo e in un'offesa per le nostre forza dell'ordine un "open day" organizzato per far conoscere agli studenti un fondamentale presidio dello Stato.
Quanti danni sta ancora facendo un certo snobismo di sinistra, onda lunga del '68, incapace persino di riconoscere il valore educativo della legalità, del rispetto delle istituzioni e del servizio verso il proprio Paese».